L’essenza aromatica di un territorio. Muses: un percorso sul percepibile

Passandogli davanti non si percepisce pienamente la Grande Bellezza di questo luogo. L’antico genius loci di Palazzo Taffini d’Acceglio a Savigliano è un gioiello con giardino incastonato in un centro storico piemontese che va oltre il tempo e lo spazio. Il complesso progettato dall’architetto Ercole Negri di Sanfront unisce allo splendore trionfale dei suoi Saloni magistrali – ad oggi ospitanti la mostra collettiva curata da Enzo Biffi Gentili e Umberto Pecchini “Doppio Senso” –  una casa dei fiori, delle erbe profumate e delle essenze aromatiche rinfrescate dagli zampilli di fontane come quelle affrescate nella Sala degli Dei.

Si sublima, ma neanche troppo, tra i sentori opalescenti di ampolle soffiate nel Muranese, e pregiati olfattori dalle note fragranze di bacche, vino, fiori e frutti, esaltate dalle opere di sei artieri piemontesi che omaggiano con i propri lavori il gusto e i grandi maestri della cucina internazionale. Una mostra sinestesica dove percorsi visuali e olfattivi si intrecciano in posizione opposta guardandosi e parlandosi reciprocamente. A fronte delle essenze sulla parete dirimpettaia alle vetrate magnuitudinali, svettano artefatti, quadri, installazioni e assemblaggi ispirati alla connessione tra arte, creatività, design, cucina e gusto. Occasioni che permettono di guardare con occhi diversi le note coltivazioni di essenze come la Menta di Pancalieri, Piovà Massaia e Casalgrasso, grazie alle produzioni di Luisa Bocchietto, Corrado Bonomi, Titti Garelli, Franco Giletta, Plinio Martelli e Roberto Necco/Eyron.

L’edificio, amatissimo da due grandi donne regali, Maria Cristina di Borbone di Francia e Maria Giovanna di Nemours, rispettivamente mogli di Vittorio Amedeo I e Carlo Emanuele II, è sede dell’Accademia Europea delle Essenze e offre l’opportunità di vivere una delle realtà più intense e filologicamente più intricate del Piemonte cultural-agricolo e geopolitico, dove ad oggi, grazie a un pensiero evoluto, si interpreta la Storia attraverso un polo delle arti contemporanee e di ricerca intorno alle percezione olfattive e organolettiche, dove le visioni “altre” del passato e del futuro si fondono in un unicum da sogno. Sia estetico che sensorial-percettivo.

Molti oggi parlano dell’importanza di creare nuove istituzioni culturali, meno irrigidite è più aperte alla narrazione e valorizzazione di un territorio, fonte di creatività e di deposito di sapere costruito nei millenni. In una parola, di musei aperti, fondati su un concetto di connessione tra l’esperienza di chi vi entra e i patrimoni che sono illustrati nelle sue sale contenitore. E d’altra parte si sostiene anche l’urgenza di allargare e includere nuovi e più freschi modi di gua(r)dare alla società, all’economia, in una parola, al nostro futuro.

L’itinerario circolare tra le molte Sale foderate di sete e broccati, è capace di abbracciare i patrimoni del genius loci della sin d’allora “Granda” piana agricola del cuneese settentrionale, che l’Accademia saviglianese propone. Ciò porta il visitatore a prendere contatto con i valori che stanno alla base di una identità territoriale. Dalla cultura agricola delle produzioni delle erbe officinali si passa a comprenderne le sue radici storiche e alla base di sentori e aromi terapeutici, dall’acqua di Colonia a quella di toeletta, ed alle connessioni con l’artigianato e i saperi profumieri, che legano botanica e chimica con il benessere della persona. In una sorta di intimo legame con Maria Cristina di Francia, di cui sono visibili raffigurazioni pittoriche anche nelle Sale di Palazzo Madama a Torino. E a proposito di aule, da non perdere la visita al piano terra dell’Aula didattica hi tech dell’Accademia, che affianca il bellissimo percorso museale, dove la pratica della formazione rende vivo ed attuale un mondo di saperi intorno alle essenze ed all’intreccio tra i sensi.

Il percorso interno si snoda poi ancora tra Saloni aulici affrescati e recuperati in modo esemplare. E’ stato immaginato con una volontà precisa di unione tra contenuto e contenitore, connubio che permette,senza soluzione di continuità, di poter leggere sia gli spazi architettonici che le installazioni museali in una cifra innovativa. Parimenti menzioniamo, tra le tante, le campane profumose, sorte di docce per il senso dell’olfatto, che abbracciando per intero il visitatore riescono a proiettarlo in una dimensione “altra”. Ed è l’architettura – ancora una volta – a fare connessione tra esterno ed interno, ovvero tra Natura e Arte, proponendo un giardino verdeggiante e rinfrescante, perfettamente equilibrato tra essenze a dimora e opere d’arte contemporanea, che insieme formano un trionfo poetico di fasti botanici uniti agli Elementi antropizzati dall’uomo come acqua, aria, terra e fuoco, quali appunto il vetro che nasce dalla pietra silice, ovvero trae origine dalla sabbia che è matrice base della geologia del sottosuolo saviglianese.

Il tutto non si ferma a narrare un passato, denso di saperi che ci parlano dell’importanza di accogliere l’altra cultura, come accadde con la francese Maria Cristina che qui importò la raffinatezza delle corti francesi, arricchendo di novità le locali visioni del Ducato. Si tratta di una sorta di viaggio storico che parla del ruolo della cultura femminile capace di guardare alla realtà secondo i principi dell’“altra metà del cielo”, con ripercussioni importanti sulla società e sulle dinamiche nei rapporti tra le forme di Stato di cui la Duchessa fu interprete.

Esiste infine, intorno all’Accademia MUSES anche la produzione di essenze, saponi e creme sotto il marchio di “Bottega Reale”, che offre la possibilità di rendere attuale la cultura dell’essenza erbolaria per gli usi legati al benessere ed alla cura della persona. E il filo verde prosegue. Ma non va dimenticato che Palazzo Taffini d’Acceglio è anche la sede di rappresentanza della Banca CRS, che oltre ad essere uno degli edifici più importanti del ‘600 piemontese è struttura che nel suo DNA mantiene la vocazione al far conoscere altri modi di guardare ai nostri patrimoni e nel contempo sviluppare un altro approccio alla costruzione di una nuova società. Sembra infatti quasi il correlativo oggettivo della mission di MUSES, che si estende addirittura in quello che fu il Caveau della Banca stessa. La banca, nata nel 1858 quale prosecuzione ed evoluzione dell’operato del Monte di Pietà è sorta in una Savigliano uscita da poco dai moti indipendentisti e caratterizzata da un grande senso civile e fervore idealistico. Qui le monocolture, l’agricoltura tradizionale basata sulla coltivazione del mais e l’utilizzo intensivo delle risorse dei suoli, si stanno piano piano mettendo a pari con le filiere virtuose che legano la produzione agricola con le attività di trasformazione creative.

Il MUSES offre quindi molti spunti contemporanei ed attrezzature per conoscere e formarsi intorno ai temi dell’economia Green e della cultura verde, con uno sguardo alle reti europee, proponendo una soluzione al tema del rapporto Uomo Natura, senza mai distaccarsi dalle radici storiche del luogo. È una realtà straordinaria che conferma quel progetto che lungo la piana agricola cuneese è nato dal 2014 e si è completato nel 2016: ovvero la costituzione delle Riserve della Biosfera UNESCO prima del Monviso e poi di CollinaPo. Due Riserve verdi che dovrebbero lavorare in sinergia costante e con sguardo comune rivolto al futuro.  A convincerci di questo sono proprio le città di Savigliano e Torino, ricomprese nei due siti UNESCO, che con il programma Man and Biosphere, nato nel 1971, sono esortate dallo stesso MAB ACTION PLAN varato dalla Commissione mondiale nel 2016 a promuovere le eccellenze territoriali virtuose e attente alrapporto tra risorse naturali e attività umane compatibili.

In una frase finale possiamo dire quindi che il MUSES rappresenta una opportunità unica per comprendere come l’approccio creativo ed aperto, senza confini o discriminanti, di sesso, origine geografica o cultura, sia la chiave per uno sviluppo sostenibile dei territori, come anche la garanzia di una etica responsabile. Un esempio di cultura dell’“umanesimo verde” oltre che di narrazione storico museale.

Monica Nucera Mantelli

Ippolito Augusto Poldo Ostellino

LA NATURA TORNA AD ARTE

Scrive per noi

Monica Mantelli
Monica Mantelli
“La Natura torna ad Arte” è una piattaforma di rapporti/scambi tra la creatività e buone pratiche dell'uomo e lo spazio - paesaggio del pianeta Terra.
Ideata da Monica Nucera Mantelli.
Giornalista – Facilitatore di reti e progetti territoriali - Event & Communication Manager.
Monica Nucera Mantelli nasce in Italia ma cresce e studia sin da ragazzina in Inghilterra. Si forma in una cultura anglosassone innervata di valori sociali e attenti all’interdipendenza tra uomo e natura. Dopo il doppio diploma sia nel Regno Unito che a Torino, si laurea alla Facoltà di Magistero in Lingue e Letterature Straniere con indirizzo comparativo ed artistico e si trasferisce per l’anno sabbatico in Nuova Zelanda dove si forma su agricoltura biodinamica, pratiche di vita sostenibili e eventi outdoor. Vince un Master Enea Olivetti per l’Imprenditoria al Femminile con il progetto TRENOVIVO sul turismo & slow living con i treni a vapore sulla linea Ciriè-Lanzo e Torino – Ceres in collaborazione con il Museo Ferroviario Piemontese. Nel mentre scrive articoli, interviene come divulgatrice e moderatrice su temi cultura-arte-natura a conferenze e tavole rotonde e collabora per testate nel settore dei beni culturali, artistici ed enogastronomici. Si diploma ONAV – Assaggiatrice di Vino – nel 1994. Parimenti lo stesso anno prende il Patentino da Giornalista Pubblicista e entra all’Albo di Roma. Si occupa di servizi di comunicazione, mkt culturale e pianificazione territoriale strategica per realtà aziendali di primo livello. Collabora con imprese agricole, ristoranti e strutture ricettive. Progetta con Enti pubblici e privati attività di animazione e fruizione di territorio, raccordando beni naturali/paesaggistici/produttivi a arte, ambiente e cultura. Dopo aver maturato una solida esperienza di curatela espositiva e project management nella gestione di manifestazioni culturali inserite nei contesti più vari, decide di ampliare le sue competenze in ambito di buone pratiche sistemiche ed “eco-friendly” focalizzandole alla riqualificazione dei territori. Ad oggi si occupa di raccordi e facilitazione di rete tra produzioni di eccellenze locali e politiche di sostenibilità ambientale. E’ ideatrice di festival, convegni, eventi e incontri multidisciplinari. E’ stata direttrice del Museo del Design GH di Torino e Vice-Presidente ADI (Ass. Disegno Industriale) Piemonte e Valle d’Aosta. Ha collaborato con l’Opera Torinese del Murialdo nel progetto di rigenerazione Artigianelli150. Attualmente crea e sviluppa eventi culturali con l’Orchestra da Camera “G. B. Polledro” diretta dal M° Federico Bisio. Ha ideato progetti di valorizzazione territoriale come DE.GU.CRE’ e SUPERGA PARK TOUR, la rassegna GREEN MOOD, il talk-show THE GREEN THEATRE PARK DAY e il format convegno+evento+mostra GREEN GRAIN e ILOVEPULCHERADA. Ha teorizzato “PER UN UMANESIMO VERDE. TRA AREE VERDI E NUOVE MODALITÀ DI SVILUPPO METROPOLITANO” nell’ambito della progettazione di TorinoStrategica 2015-2025. E’ stata collaboratrice per l’Ente Parco regionale del Po To.se per la nomina del comprensorio metropolitano di 86 Comuni torinesi a Riserva di Biosfera MAB UNESCO COLLINAPO. Ha scritto e co-prodotto il film sul paesaggio urbano e live performance POEMA CIRCULAR con il regista Alessandro Avataneo. Ha scritto e diretto l’opera –concerto PIAZZOLLA’S DAEDALUS con il M° Raffaele Tavano e il Piazzolla Modern Quartet. E’ co-autrice con Ippolito Ostellino del libro “UN PO DA CAMMINARE” Ed. Il Capricorno. Sempre con Ippolito Ostellino fonda la piattaforma e comunità virtuale LA NATURA TORNA AD ARTE. E’ direttrice artistica di ETNOTANGO LCMM. Tra le sue passioni: la musica, il design, l’arte contemporanea, il tango argentino, l’enologia, la gastronomia gluten-free e la ricerca esoterica. Tutti i suoi progetti sono caratterizzati da una peculiare chiave di volta: sottendono al risveglio evolutivo dell’Uomo.

Monica Mantelli

“La Natura torna ad Arte” è una piattaforma di rapporti/scambi tra la creatività e buone pratiche dell'uomo e lo spazio - paesaggio del pianeta Terra. Ideata da Monica Nucera Mantelli. Giornalista – Facilitatore di reti e progetti territoriali - Event & Communication Manager. Monica Nucera Mantelli nasce in Italia ma cresce e studia sin da ragazzina in Inghilterra. Si forma in una cultura anglosassone innervata di valori sociali e attenti all’interdipendenza tra uomo e natura. Dopo il doppio diploma sia nel Regno Unito che a Torino, si laurea alla Facoltà di Magistero in Lingue e Letterature Straniere con indirizzo comparativo ed artistico e si trasferisce per l’anno sabbatico in Nuova Zelanda dove si forma su agricoltura biodinamica, pratiche di vita sostenibili e eventi outdoor. Vince un Master Enea Olivetti per l’Imprenditoria al Femminile con il progetto TRENOVIVO sul turismo & slow living con i treni a vapore sulla linea Ciriè-Lanzo e Torino – Ceres in collaborazione con il Museo Ferroviario Piemontese. Nel mentre scrive articoli, interviene come divulgatrice e moderatrice su temi cultura-arte-natura a conferenze e tavole rotonde e collabora per testate nel settore dei beni culturali, artistici ed enogastronomici. Si diploma ONAV – Assaggiatrice di Vino – nel 1994. Parimenti lo stesso anno prende il Patentino da Giornalista Pubblicista e entra all’Albo di Roma. Si occupa di servizi di comunicazione, mkt culturale e pianificazione territoriale strategica per realtà aziendali di primo livello. Collabora con imprese agricole, ristoranti e strutture ricettive. Progetta con Enti pubblici e privati attività di animazione e fruizione di territorio, raccordando beni naturali/paesaggistici/produttivi a arte, ambiente e cultura. Dopo aver maturato una solida esperienza di curatela espositiva e project management nella gestione di manifestazioni culturali inserite nei contesti più vari, decide di ampliare le sue competenze in ambito di buone pratiche sistemiche ed “eco-friendly” focalizzandole alla riqualificazione dei territori. Ad oggi si occupa di raccordi e facilitazione di rete tra produzioni di eccellenze locali e politiche di sostenibilità ambientale. E’ ideatrice di festival, convegni, eventi e incontri multidisciplinari. E’ stata direttrice del Museo del Design GH di Torino e Vice-Presidente ADI (Ass. Disegno Industriale) Piemonte e Valle d’Aosta. Ha collaborato con l’Opera Torinese del Murialdo nel progetto di rigenerazione Artigianelli150. Attualmente crea e sviluppa eventi culturali con l’Orchestra da Camera “G. B. Polledro” diretta dal M° Federico Bisio. Ha ideato progetti di valorizzazione territoriale come DE.GU.CRE’ e SUPERGA PARK TOUR, la rassegna GREEN MOOD, il talk-show THE GREEN THEATRE PARK DAY e il format convegno+evento+mostra GREEN GRAIN e ILOVEPULCHERADA. Ha teorizzato “PER UN UMANESIMO VERDE. TRA AREE VERDI E NUOVE MODALITÀ DI SVILUPPO METROPOLITANO” nell’ambito della progettazione di TorinoStrategica 2015-2025. E’ stata collaboratrice per l’Ente Parco regionale del Po To.se per la nomina del comprensorio metropolitano di 86 Comuni torinesi a Riserva di Biosfera MAB UNESCO COLLINAPO. Ha scritto e co-prodotto il film sul paesaggio urbano e live performance POEMA CIRCULAR con il regista Alessandro Avataneo. Ha scritto e diretto l’opera –concerto PIAZZOLLA’S DAEDALUS con il M° Raffaele Tavano e il Piazzolla Modern Quartet. E’ co-autrice con Ippolito Ostellino del libro “UN PO DA CAMMINARE” Ed. Il Capricorno. Sempre con Ippolito Ostellino fonda la piattaforma e comunità virtuale LA NATURA TORNA AD ARTE. E’ direttrice artistica di ETNOTANGO LCMM. Tra le sue passioni: la musica, il design, l’arte contemporanea, il tango argentino, l’enologia, la gastronomia gluten-free e la ricerca esoterica. Tutti i suoi progetti sono caratterizzati da una peculiare chiave di volta: sottendono al risveglio evolutivo dell’Uomo.

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