MATERIALI DI RICICLO PER UN’ARTE DI CELEBRAZIONE E DI DENUNCIA

La pecora Dolly è stato il primo mammifero a essere clonato nella storia, dopo che negli anni ‘70 fu la volta di una rana come primo animale clonato nella storia della scienza biologica. Era il 1996 quando la pecora Dolly “nasce” come prodotto genetico al Roslin Institute in Scozia, a pochi chilometri da Edimburgo, una copia identica della madre da cui fu prelevata una cellula specifica.

In una cellula embrionale alla quale è stato tolto il nucleo con il suo DNA, è stato trapiantato un nucleo preso da una cellula di mammelle di una pecora di 6 anni, per poi essere inserita in un utero ospite. Ecco perché Dolly ha ben tre madri: così raccontato si ha la netta sensazione di prendere contatto con scienziati che “giocano” con i codici genetici come fossero pezzi di assemblaggio di una macchina. È proprio qui che colpisce il freddo avvicinamento tra vivente e macchina, in un percorso che nel nuovo millennio ha abbattuto le barriere tra vita e robot, tra naturale e artificiale, tra intelligenza naturale e artificiale.

E ciò che più deve far riflettere è che in questo filone della clonazione, la scienza genetica veterinaria investe ingenti fortune perché da qui possono essere derivate modalità di produzione di cibo “alternativo”. La specie umana si è inserita nei meccanismi evolutivi creando una spaccatura bioetica profonda tale da domandarci davvero quale sia la posizione nostra nel ciclo dei viventi con una storia di 3 miliardi di anni a fronte dei nostri a confronto miseri 2 milioni.

Le nuove opere del ciclo DOLLY, create con materiali poveri e di riciclo dall’artista Osvaldo Moi (Silius, Cagliari, 1961), ci osservano senza avere sguardo, e paiono essere un monito per chi le guarda. Un monito che sembra essere anche per il nostro Pianeta, che stiamo tentando di piegare a Noi, non calcolando che le sue forze sono incommensurabilmente più grandi delle nostre.

Per questo artista di celebrazione e denuncia – due apparenti antinomie che raccordano bene il suo esprit acuto e dissacrante – rimane poi fondamentale la serialità e ripetitività del messaggio: così è già stato per le sue ESCARGOT, RICCI, PAGURI, PESCI e MONDI. Per lui, originario della Sardegna e naturalizzato a Limone Piemonte e poi a Torino, l’opera d’arte è frutto di un’intuizione, della maestria di chi la concepisce, ma nella sua riproposizione numerica diventa anche una esortazione a percepire la dimensione più ciclica e “giovane” della Vita.

Questo principio vale come abbiamo appena appreso, anche per le nuove PECORE DOLLY così come anche per la recentissima serie de le NINFE LEGGIADRE, ad oggi installate già a Palermo, e di prossima esposizione a Milano, che sembrano quasi clonarsi, mutando solo per colore di abiti e cappelli. Anche in questo caso l’idea – di cui E’ forma l’opera stessa – penetra nella mente dell’osservatore, si radica e diventa una parte concreta del suo immaginario individuale.

Le NINFE sono realizzazioni artistiche da allestimenti ampi, dove il ripetersi di forme similari esalta il valore simbolico contenuto in ogni singolo pezzo. Ed è proprio dal rapporto tra queste sue opere e i luoghi diversi in cui vengono collocate, inserite o installate, che possono nascere nuove possibilità di lettura per illuminare non soltanto la contemporaneità ma soprattutto per rileggere cosa possiamo aver sbagliato nel passato. E magari cosa possiamo migliorare nel futuro.

Attraverso le sue Ninfe, Moi trasforma il concetto di “scultura” implicitamente statica, in “opera in movimento”. Ma non solo. Attraverso il suo farle danzare nell’etere, egli esorcizza qualsiasi impedimento verso il diritto inalienabile di ogni individuo alla propria libertà personale.

Questa serie di opere a tiratura limitata racconta la gioia che l’Artista vuole ridare a una gioventù rubata da mascherine, imposizioni e divieti. Esse rappresentano il trionfo della convivialità fanciullesca priva di consumismo, forte esclusivamente della condivisione e dell’allegria offerta da oggetti semplici come il Cerchio, con cui giocare tra anime pure e affini. E’ il sorriso che non deve mai mancare a ogni bimba e ogni bimbo. E’ il riscatto per un mondo migliore, tra nuvole di pace e lo scorrere veloce di paesaggi di terra e di mare. E’ la danza universale di una imberbe coscienza collettiva, che si fa strada come pungolo e stimolo, divertimento e riflessione.

E così, montate su queste antenne di alluminio, queste sculture si festeggiano individualmente, riverberando un potente canale di espressione globale: uno dei più importanti mezzi di cui disponiamo per unificare le nostre capacità corporee, espressive e psichiche. Attraverso i sussulti cullanti dei loro movimenti a contatto con il vento, la pioggia e il sole, ognuna di queste creature artistiche entra al servizio dell’umanità come strumento curandero, ovvero quasi come un bastone medicale, per consentire l’espressione delle energie più ancestrali presenti nella profondità di ognuno di noi.

Moi le ha chiamate “Leggiadre”. Anche qui occorre riflettere. Leggiadria deriva come parola dal provenzale antico leuharia leggerezza, (dal latino levis), attraverso l’ipotetica forma parlata leviarius. Questa parola rappresenta il nodo che connette il concetto di leggerezza a quello di eleganza in movimento.

E questo sono, le Ninfe di Osvaldo Moi: eleganze dinamiche, realizzate in polistirolo recuperato da cantieri, stoffa dai bauli della mamma sarta e alluminio delle antenne televisive che da giovanissimo andava a installare. Piccole figure antropomorfe in costante alterazione, animate da sussulti sollecitati dal vento, rinvigorite dalle vibrazioni terrestri, alitate dal soffio repentino di una corrente inaspettata. Eternamente sospese – con le loro magliette colorate, e gambe e braccia in un ridente gioco di squadra – nella lievità dell’aere.

Ogni singola figura è di per sé interprete di un manifesto corale circonfuso di una luce ardente. E’ come se attraverso questi lavori questo artista ridesse corpo ai giovani che lo hanno perso, creando una nuova Aurora del mondo. Il ritorno ad un paradiso primordiale dove poter correre, ridere saltare e ballare: danzare assieme ad altri piccoli corpi, promuovendo il ritorno all’unione e socialità, poiché la danza é un atto profondamente creativo e la creatività che fluisce libera é già di per sé una forma di Cura.

Questo “rito curandero collettivo” sarà effettuato proprio a Torino, con DANSER AVEC MOI nell’ambito della Festa Dei Vicini promossa e patrocinata da Città di Torino, sabato 10 settembre e domenica 11 settembre, quando, dalle ore 16 alle ore 19 Osvaldo Moi organizzerà un appuntamento “open air” di due giorni annesso all’inaugurazione del suo Atelier in via Pollenzo 47 a Torino, in collaborazione con Circoscrizione 3, la Fondazione Merz e le Associazioni che gestiscono lo spazio di via Cumiana15.  La mostra, comprensiva di esposizione di nuove opere, passeggiata con l’artista, incontri e happening di danza con le sculture, è a curata da Monica Nucera Mantelli.

Il ricco programma prevede quanto segue: sabato 10 settembre dalle ore 16,00 alle ore 18.30 l’Atelier Chez Moi di via Pollenzo 47 aprirà le sue porte ai visitatori per l’esposizione DANSER AVEC MOI che comprende una trentina di opere del Maestro. La mostra raccoglie preziosi lavori in bronzo, resina e legno dell’ultimo ventennio dello scultore (tra questi annotiamo i prototipo del suo noto monumento ai Caduti di Nassirya installato a Torino, Novare a e Pianezza), oltre a disegni e bozzetti scultorei raffiguranti animali, persone e simboli. La rassegna proporrà anche l’inedita “Pecora Dolly” e molte delle sue “Ninfe Leggiadre”.  In loco sarà inoltre fruibile a schermo la mostra retrospettiva digitale FROM THE WORLD’S ROOFTOP (Dal tetto del mondo) sempre a cura di Monica Nucera Mantelli, realizzata nel 2021, durante la pandemia. Alcune opere saranno inoltre fruibili anche all’aperto, nell’area antistante all’atelier, e presso l’affascinante edificio pubblico (ex fabbriche Lancia) di via Cumiana15, di pertinenza di Città di Torino, Beni Comuni.

Alle ore 16,30 i visitatori potranno partecipare all’ “Incontro con l’ Artista”  dedicato ai creativi e agli appassionati d’arte plastica e figurativa. La chiacchierata sarà improntata sulle ultime opere realizzate dall’artista con materiali di riciclo, quali polistirolo, stoffa e alluminio, come nel caso del complesso scultoreo “Le Ninfe Leggiadre”. ll talk pubblico con lo scultore Osvaldo Moi e la curatrice, proporrà scambi di conoscenze tra gli intervenuti e sarà video ripreso in collaborazione con La Natura torna ad Arte.

Alle ore 17.30 partirà la “Passeggiata con l’Artista” per raggiungere lo spazio della Città oggi noto come “Cumiana15” situato in prossimità dell’atelier, e visionare insieme all’Autore le svettanti sculture allestite per l’occasione sulle pareti dell’edificio. Il tour itinerante, a cui sono invitati tutti, si concluderà con una tappa corale presso l’autorevole centro per l’arte contemporanea della Fondazione Merz, in via Limone 24, dove, grazie a una collaborazione tra le parti, i convenuti potranno visitare la Collettiva dei finalisti della quarta edizione del Mario Merz Prize con lavori di Yto Barrada (Parigi, 1971), Paolo Cirio (Torino, 1979), Christina Forrer (Zurigo, 1978), Anne Hardy (Regno Unito, 1970), He Xiangyu (Cina, 1986), Koo Jeong A (Seoul, 1967). In premessa alla visita guidata, lo scultore Osvaldo Moi dirà il suo pensiero su come si possa fare ancora buona arte pur con materiali semplici. Dalle ore 19 l’artista Moi sarà nuovamente nel suo Atelier per incontrare gli addetti ai lavori in ambito galleristico, museale e collezionistico.

L’evento prosegue Domenica 11 settembre, dove dalle ore 16.00 alle ore 18.30, lo scultore Osvaldo Moi incontrerà nuovamente il pubblico all’aria aperta, davanti al suo studio di via Pollenzo 47 per uno “Storytelling Chez Moi” dedicato alla sua esperienza di pilota elicotterista intrecciata alla sua vita di artista. A intervistarlo, la curatrice della mostra-evento DANSER AVEC MOI.  Molti sono infatti gli episodi chiave avvenuti nel mondo del lavoro in volo dello scultore che hanno contribuito alla realizzazione delle sue opere. Nel contesto, un omaggio finale alla sue produzione delle Ninfe Leggiadre con alcuni flashmob sperimentali intorno alle sculture in collaborazione con ospiti come i Maestri di Tango Anna Boglione e Alessandro Guerri, Concetta Violante e i tangueros di Etnotango Friends. Il focus della performance coreutica verterà sull’interazione tra le opere danzanti di Moi e il corpo umano dei ballerini di bianco vestiti.

In entrambe le giornate ci saranno sedute all’aperto a disposizione dei visitatori e un piccolo welcome conviviale a inizio attività. In caso di pioggia l’evento si terrà comunque, in forma ridotta.

Scrive per noi

Monica Nucera Mantelli
Monica Nucera Mantelli
“La Natura torna ad Arte” è una piattaforma di rapporti/scambi tra la creatività e buone pratiche dell'uomo e lo spazio - paesaggio del pianeta Terra.
Ideata da Monica Nucera Mantelli.
Giornalista – Facilitatore di reti e progetti territoriali - Event & Communication Manager.
Monica Nucera Mantelli nasce in Italia ma cresce e studia sin da ragazzina in Inghilterra. Si forma in una cultura anglosassone innervata di valori sociali e attenti all’interdipendenza tra uomo e natura. Dopo il doppio diploma sia nel Regno Unito che a Torino, si laurea alla Facoltà di Magistero in Lingue e Letterature Straniere con indirizzo comparativo ed artistico e si trasferisce per l’anno sabbatico in Nuova Zelanda dove si forma su agricoltura biodinamica, pratiche di vita sostenibili e eventi outdoor. Vince un Master Enea Olivetti per l’Imprenditoria al Femminile con il progetto TRENOVIVO sul turismo & slow living con i treni a vapore sulla linea Ciriè-Lanzo e Torino – Ceres in collaborazione con il Museo Ferroviario Piemontese. Nel mentre scrive articoli, interviene come divulgatrice e moderatrice su temi cultura-arte-natura a conferenze e tavole rotonde e collabora per testate nel settore dei beni culturali, artistici ed enogastronomici. Si diploma ONAV – Assaggiatrice di Vino – nel 1994. Parimenti lo stesso anno prende il Patentino da Giornalista Pubblicista e entra all’Albo di Roma. Si occupa di servizi di comunicazione, mkt culturale e pianificazione territoriale strategica per realtà aziendali di primo livello. Collabora con imprese agricole, ristoranti e strutture ricettive. Progetta con Enti pubblici e privati attività di animazione e fruizione di territorio, raccordando beni naturali/paesaggistici/produttivi a arte, ambiente e cultura.
Dopo aver maturato una solida esperienza di curatela espositiva e project management nella gestione di manifestazioni culturali inserite nei contesti più vari, decide di ampliare le sue competenze in ambito di buone pratiche sistemiche ed “eco-friendly” focalizzandole alla riqualificazione dei territori. Ad oggi si occupa di raccordi e facilitazione di rete tra produzioni di eccellenze locali e politiche di sostenibilità ambientale. E’ ideatrice di festival, convegni, eventi e incontri multidisciplinari. E’ stata direttrice del Museo del Design GH di Torino e Vice-Presidente ADI (Ass. Disegno Industriale) Piemonte e Valle d’Aosta.
Tra i molteplici servizi svolti, ha collaborato con l’Opera Torinese del Murialdo nel progetto di rigenerazione Artigianelli150. Ha creato e sviluppato eventi culturali con l’Orchestra da Camera “G. B. Polledro” diretta dal M° Federico Bisio. Ha ideato progetti di valorizzazione territoriale come DE.GU.CRE’ e SUPERGA PARK TOUR, la rassegna sui temi tra natura, ambiente e sostenibilità GREEN MOOD, il talk-show tra ecologia ed economia THE GREEN THEATRE PARK DAY e il format convegno/evento/mostra sulla rete territoriale GREEN GRAIN.
Suo il progetto di riqualificazione ILOVEPULCHERADA.
Ha teorizzato “PER UN UMANESIMO VERDE. TRA AREE VERDI E NUOVE MODALITÀ DI SVILUPPO METROPOLITANO” nell’ambito della progettazione di Torino Strategica 2015-2025. E’ stata collaboratrice per l’Ente Parco regionale del Po To.se per la nomina del comprensorio metropolitano di 86 Comuni torinesi a Riserva di Biosfera MAB UNESCO COLLINAPO.
Ha scritto e co-prodotto il film sul paesaggio urbano e live performance POEMA CIRCULAR con il regista Alessandro Avataneo. Ha scritto e diretto l’opera –concerto PIAZZOLLA’S DAEDALUS con il M° Raffaele Tavano e il Piazzolla Modern Quartet e l'agri-commedia DUE CUORI E UN PEPERO'con la cantante argentina Sonia Farrell. Pubblica saggi sulla rubrica editoriale IN PUNTA DI TANGO.
Ha curato circa un centinaio di mostre e scritto decine di testi critici di accompagnamento alla produzione artistica di artisti internazionali. Redige la sua rubrica fissa NELL'ANTRO DELL'ARTISTA sulla rivista ContemportArt.
E’ co-autrice con Ippolito Ostellino del libro “UN PO DA CAMMINARE” Ed. Il Capricorno. Sempre con Ippolito Ostellino ha fondato la piattaforma e comunità virtuale LA NATURA TORNA AD ARTE, da cui è nata la rubrica omonima sulla testata .ECO EDUCAZIONE SOSTENIBILE.
Da oltre un ventennio è direttrice artistica di ETNOTANGO LCMM, con autoproduzioni tra musica, arte, letteratura, danza e molto altro per comunicare e trasferire la ricchezza culturale il patrimonio UNESCO del Tango rioplatense.
Tra le sue passioni: la musica, il design, l’arte contemporanea, il tango argentino, l’enologia, la gastronomia gluten-free e la ricerca esoterica.
Tutti i suoi progetti sono caratterizzati da una peculiare chiave di volta: sottendono al risveglio evolutivo dell’Uomo.

Monica Nucera Mantelli

“La Natura torna ad Arte” è una piattaforma di rapporti/scambi tra la creatività e buone pratiche dell'uomo e lo spazio - paesaggio del pianeta Terra. Ideata da Monica Nucera Mantelli. Giornalista – Facilitatore di reti e progetti territoriali - Event & Communication Manager. Monica Nucera Mantelli nasce in Italia ma cresce e studia sin da ragazzina in Inghilterra. Si forma in una cultura anglosassone innervata di valori sociali e attenti all’interdipendenza tra uomo e natura. Dopo il doppio diploma sia nel Regno Unito che a Torino, si laurea alla Facoltà di Magistero in Lingue e Letterature Straniere con indirizzo comparativo ed artistico e si trasferisce per l’anno sabbatico in Nuova Zelanda dove si forma su agricoltura biodinamica, pratiche di vita sostenibili e eventi outdoor. Vince un Master Enea Olivetti per l’Imprenditoria al Femminile con il progetto TRENOVIVO sul turismo & slow living con i treni a vapore sulla linea Ciriè-Lanzo e Torino – Ceres in collaborazione con il Museo Ferroviario Piemontese. Nel mentre scrive articoli, interviene come divulgatrice e moderatrice su temi cultura-arte-natura a conferenze e tavole rotonde e collabora per testate nel settore dei beni culturali, artistici ed enogastronomici. Si diploma ONAV – Assaggiatrice di Vino – nel 1994. Parimenti lo stesso anno prende il Patentino da Giornalista Pubblicista e entra all’Albo di Roma. Si occupa di servizi di comunicazione, mkt culturale e pianificazione territoriale strategica per realtà aziendali di primo livello. Collabora con imprese agricole, ristoranti e strutture ricettive. Progetta con Enti pubblici e privati attività di animazione e fruizione di territorio, raccordando beni naturali/paesaggistici/produttivi a arte, ambiente e cultura. Dopo aver maturato una solida esperienza di curatela espositiva e project management nella gestione di manifestazioni culturali inserite nei contesti più vari, decide di ampliare le sue competenze in ambito di buone pratiche sistemiche ed “eco-friendly” focalizzandole alla riqualificazione dei territori. Ad oggi si occupa di raccordi e facilitazione di rete tra produzioni di eccellenze locali e politiche di sostenibilità ambientale. E’ ideatrice di festival, convegni, eventi e incontri multidisciplinari. E’ stata direttrice del Museo del Design GH di Torino e Vice-Presidente ADI (Ass. Disegno Industriale) Piemonte e Valle d’Aosta. Tra i molteplici servizi svolti, ha collaborato con l’Opera Torinese del Murialdo nel progetto di rigenerazione Artigianelli150. Ha creato e sviluppato eventi culturali con l’Orchestra da Camera “G. B. Polledro” diretta dal M° Federico Bisio. Ha ideato progetti di valorizzazione territoriale come DE.GU.CRE’ e SUPERGA PARK TOUR, la rassegna sui temi tra natura, ambiente e sostenibilità GREEN MOOD, il talk-show tra ecologia ed economia THE GREEN THEATRE PARK DAY e il format convegno/evento/mostra sulla rete territoriale GREEN GRAIN. Suo il progetto di riqualificazione ILOVEPULCHERADA. Ha teorizzato “PER UN UMANESIMO VERDE. TRA AREE VERDI E NUOVE MODALITÀ DI SVILUPPO METROPOLITANO” nell’ambito della progettazione di Torino Strategica 2015-2025. E’ stata collaboratrice per l’Ente Parco regionale del Po To.se per la nomina del comprensorio metropolitano di 86 Comuni torinesi a Riserva di Biosfera MAB UNESCO COLLINAPO. Ha scritto e co-prodotto il film sul paesaggio urbano e live performance POEMA CIRCULAR con il regista Alessandro Avataneo. Ha scritto e diretto l’opera –concerto PIAZZOLLA’S DAEDALUS con il M° Raffaele Tavano e il Piazzolla Modern Quartet e l'agri-commedia DUE CUORI E UN PEPERO'con la cantante argentina Sonia Farrell. Pubblica saggi sulla rubrica editoriale IN PUNTA DI TANGO. Ha curato circa un centinaio di mostre e scritto decine di testi critici di accompagnamento alla produzione artistica di artisti internazionali. Redige la sua rubrica fissa NELL'ANTRO DELL'ARTISTA sulla rivista ContemportArt. E’ co-autrice con Ippolito Ostellino del libro “UN PO DA CAMMINARE” Ed. Il Capricorno. Sempre con Ippolito Ostellino ha fondato la piattaforma e comunità virtuale LA NATURA TORNA AD ARTE, da cui è nata la rubrica omonima sulla testata .ECO EDUCAZIONE SOSTENIBILE. Da oltre un ventennio è direttrice artistica di ETNOTANGO LCMM, con autoproduzioni tra musica, arte, letteratura, danza e molto altro per comunicare e trasferire la ricchezza culturale il patrimonio UNESCO del Tango rioplatense. Tra le sue passioni: la musica, il design, l’arte contemporanea, il tango argentino, l’enologia, la gastronomia gluten-free e la ricerca esoterica. Tutti i suoi progetti sono caratterizzati da una peculiare chiave di volta: sottendono al risveglio evolutivo dell’Uomo.

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