Il 21 settembre, Giornata Internazionale della Pace, il CNGEI ha intrecciato i nodi della pace e li ha inviati alle ambasciate di 28 Paesi in guerra. Un gesto semplice e collettivo per trasformare la memoria in azione e costruire ponti, non muri.
Il 21 settembre si celebra la Giornata internazionale della pace, un appuntamento che oggi risuona con particolare forza nelle nostre coscienze. I conflitti degli ultimi anni ci consegnano immagini spaventose e disumanizzanti, capaci di alimentare un senso diffuso di impotenza. A ciò si aggiungono governi impassibili, una parte della società indifferente e narrazioni mediatiche distorte o celate, che rendono ancora più difficile non sentirsi soli.
Con i suoi 16mila associati, il CNGEI ha scelto un simbolo antico di forza e resistenza: fili diversi che, annodati insieme, diventano più solidi e uniti. Ogni nodo è un impegno concreto: non arrendersi all’odio, non cedere all’indifferenza, scegliere e chiedere a gran voce la pace.
In occasione della ricorrenza, gli scout laici italiani si fermeranno in un momento di raccoglimento corale. In ogni città italiana, in ogni sede, in ogni gruppo risuoneranno i nomi dei Paesi in guerra. Ventotto nomi pronunciati a voce alta, in un rito laico che trasforma la memoria in consapevolezza, e la speranza in azione.
«Il nodo è un vincolo che non si spezza facilmente: ci ricorda che l’umanità è legata da un destino comune. Con questo gesto, il CNGEI vuole riaffermare che non c’è pace senza giustizia e senza dignità per tutte le persone»
Filomena Grasso, presidente nazionale del CNGEI
Con questa mobilitazione, il CNGEI si unisce alla Global Sumud Flotilla, la carovana nonviolenta che attraversa il Mediterraneo per rompere l’assedio israeliano sulla Striscia di Gaza e portare aiuti umanitari essenziali. Due gesti diversi ma complementari, animati da un obiettivo comune: costruire ponti, non muri; annodare legami, non catene.
«I nodi della pace sono anche nodi di salvezza: corde che impediscono di cadere, che tirano in salvo, che ci tengono uniti. Come scout, scegliamo di tendere questi fili al mondo intero, perché nessuna guerra può essere giustificata»
Michela Colpo, laureata in Scienze biologiche e in Didattica e comunicazione delle scienze naturali, si occupa di comunicazione scientifica attraverso diversi media: giornalismo, social e podcast. Attualmente produce il podcast Eco Talks.