Quello che c’era una volta: se i cambiamenti climatici invadessero le fiabe

Conosciamo le fiabe e i romanzi classici per quel che sono: un ricordo meraviglioso della nostra infanzia con il quale siamo cresciuti e che ancora adesso sbirciamo e riproponiamo ai nostri occhi, ai nostri figli, per rivivere l’emozione di Geppetto che dà vita a Pinocchio, Cappuccetto Rosso che percorre il bosco per andare a trovare la nonna o Mowgli, il cucciolo d’uomo che, inoltrandosi nella foresta, incontra l’orso Baloo e la pantera Bagheera con il quale stringe un’amicizia preziosa. Sono vecchie storie legate al passato, ma che puntualmente si ripresentano: i classici che non moriranno mai come si suol dire.

La Sirenetta trova la plastica

Ma se immaginassimo una storia del tutto diversa? Se provassimo a invitare questi personaggi da noi molto amati in un ambiente distopico e non tanto lontano dalla realtà dei nostri giorni? Cosa succederebbe alla Sirenetta se nuotando in fondo al mare incontrasse sacchetti di plastica galleggianti e vecchi pneumatici? E se Tarzan pronto ad aggrapparsi a liane e alberi scoprisse che non ce ne sono più? Non possiamo negare che ne rimarrebbero profondamente sconvolti. C’era una volta o forse non c’è più, difficile figurarselo, ma grazie a Rebigo, uno studio di grafica e illustrazione di Genova, possiamo farlo. Il team composto da Alessandro Parodi, Arianna Zuppello, Luca Tagliafico, Ste Tirasso, Matteo Baldrighi, Silvia Venturi e Matteo Anselmo ha avuto un’idea incredibilmente innovativa e geniale, rivisitando i vecchi racconti per mostrarci cosa accadrebbe se tutto fosse stato scritturato in un ambiente sconvolto dalla crisi climatica.

Le fiabe riscritte “dal basso”

“Quello che c’era una volta” raccoglie 23 fiabe classiche e celebri romanzi reinterpretati e illustrati immaginando un mondo toccato dalle tragedie e catastrofi odierne, come la deforestazione, l’accanimento a “urbanizzare” sempre più luoghi naturali e incontaminati, l’inquinamento causato dalla plastica e il riscaldamento globale.

Il gruppo di ragazzi è stato supportato anche dalla bravissima illustratrice Valeria Nieves e dal naturalista Francesco Martinelli, collaboratore della National Geographic e Il Tascabile, che si è occupato dell’introduzione del libro e ha curato alcune sezioni mostrando i dati effettivi della cruda realtà dei fatti e della situazione che stiamo vivendo attualmente.

Il libro è stato finanziato da una campagna di crowdfunding che abbracciava la collaborazione di diverse realtà e verrà stampato prestando un’assoluta attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale: la tipografia che se ne occuperà è la KC, la prima tipografia – Made in Genova – certificata Eco-print in Europa, mentre la rilegatura sarà opera di un bellissimo progetto di reintegrazione: Il cielo in una stampa, è un progetto nato presso il Carcere di Genova Pontedecimo, per permettere il reinserimento dei detenuti nel mondo del lavoro.

Sulla piattaforma “Produzioni dal basso” era possibile partecipare alla campagna che consentiva di ricevere ricompense a sostegno di realtà che toccano particolari temi ambientali, come l’adozione di un alveare attraverso la startup 3BEE oppure la Vaia, un’azienda che trasforma il legno degli alberi sradicati da tempeste e uragani in un amplificatore per smartphone, fino alla Goji Design che lega piante e design per interni utilizzando un antico metodo di coltura.

“Quello che c’era una volta” è un volume per tutte le età, dai bambini agli adulti. Un libro che desidera trasmettere un circuito di emozioni in grado di farci capire attraverso la fantasia e la creatività, che cosa ci aspetta se non cominciamo a cambiare il nostro modo di vivere e consumare.

 

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