Road to Ischia: BeyondSnow e la progettazione che tiene conto della popolazione
Tempo di lettura: 4 minuti
Manca sempre meno all’evento “Comunità sostenibili e resilienti di terra e di mare: un arcipelago di sostenibilità” che si terrà ad Ischia dal 3 al 5 aprile 2025.
La conferenza è pensata per offrire uno spazio di confronto e collaborazione tra le realtà che hanno già intrapreso o desiderano avviare percorsi di sostenibilità, ma anche per tutte quelle persone che vogliono avvicinarsi alle tematiche di tutela ambientale.
L’obiettivo è sviluppare un evento che sia partecipato attivamente e che promuova iniziative bottom-up, pensate per essere applicabili a contesti differenti, accomunati da eventi climatici estremi sempre più violenti e frequenti, che mettono a rischio il patrimonio sociale e culturale delle nostre comunità.
Per promuovere soluzioni sostenibili e innovative, che affrontino le fragilità di questi territori e ne valorizzino le peculiarità culturali, economiche e ambientali, è necessario sviluppare un pensiero arcipelagico, un approccio partecipativo e interconnesso.
Per non arrivare impreparati ad Ischia, abbiamo deciso di condividere alcuni dei progetti che sono arrivati in redazione. Questo è solo un assaggio di quello che troverete ad Ischia!
Fare progettazione nei territori periferici
Questa volta andiamo nell’area nord-orientale, al confine con l’Austria, per scoprire il progetto BeyondSnow. Salendo ad alta quota arriviamo nel territorio delle Alpi Carniche, dove si trova la Comunità di montagna della Carnia, un ente di gestione territoriale che comprende i territori dei 28 comuni della Carnia, con focus particolare nella Val Pesarina, una delle otto valli che compongono la Carnia.
Il fenomeno della depopolazione, la manutenzione e la necessità di rinnovamento delle infrastrutture sono i problemi che colpiscono l’area carnica. L’ente cerca di avere uno sguardo d’insieme, per sviluppare delle azioni che non prendano in considerazione solo gli interessi di un comune, ma quelli dell’intera popolazione del territorio.
Come ci ha detto Margherita Costantini, facente parte della Comunità di montagna della Carnia e responsabile per il progetto BeyondSnow:
“La prima cosa che abbiamo fatto per portare questi temi è stato sviluppare le nostre aspettative confrontandole con l‘interesse generale per il tema. Il tema dei cambiamenti climatici non era rilevante nei discorsi pubblici, a causa dell’urgenza percepita di altre crisi. Sviluppando un lavoro basato sulle esigenze della comunità, portando avanti laboratori ed eventi di sensibilizzazione, abbiamo mostrato come tematiche di rilevanza globale, come il cambiamento climatico, abbiano poi delle ripercussioni sul contesto locale”
L’obiettivo è quindi quello di sviluppare un sistema decisionale che permette di avere tanti esempi di località e delle loro strategie di adeguamento ai cambiamenti climatici. Si tratta di un approccio bottom-up, che attraverso i co-design laboratories sviluppa le capacità creative dei portatori di interesse del territorio, che hanno la possibilità e gli strumenti per decidere collettivamente il tipo di turismo che vogliono realizzare nella rispettiva comunità.
Sviluppare l’interesse per far emergere le necessità

Sono molteplici i progetti che da diversi anni sono realizzati nella zona Carnica per ripensare le dinamiche socioeconomiche di un territorio che, a causa del cambiamento climatico e dello sviluppo del turismo di massa, perde progressivamente attrattività. Non solo attrattività turistica, ma anche attrattività di tutti quegli strumenti che permettono alle popolazioni locali, soprattutto le fasce più giovani, di sviluppare le proprie idee per avere un effetto concreto nel territorio in cui vogliono continuare a vivere, senza essere costretti a migrare altrove.
La parcellizzazione territoriale, che vede 35mila abitanti distribuiti nel territorio di 28 paesi, crea una barriera alla diffusione di queste idee, soprattutto dove il tema della crisi climatica viene oscurato da problematiche che la popolazione non ricollega ad un problema globale che intacca non solo l’ecosistema, ma anche la recettività e la resilienza dei territori più periferici.
L’esigenza di gestire l’impianto a bassa quota di Pradibosco è stato il motore che ha portato a ripensare il suo utilizzo. Si tratta di un impianto sottoutilizzato, l’idea è quella di ripensarne la destinazione d’uso, perché a causa del cambiamento climatico vi è una quantità di neve inferiore ogni anno.
Attraverso i co-design laboratories, gestiti da esperti del settore e scienziati naturalisti, sono state sviluppate le linee guida, che verranno implementate durante la seconda fase del progetto BeyondSnow. In questa seconda fase, il ruolo della Comunità di Montagna della Carnia si limita al supporto: dopo avere definito queste linee guida, dopo aver fornito gli strumenti, tocca alla comunità (ai partecipanti dell’azione pilota, composta da operatori turistici) sviluppare il modo in cui vogliono che la valle della Carnia sia rappresentata.
Come ci dice Margherita, un altro tema è quello dello sviluppo di una rete:
“A causa della popolazione poco numerosa e sparsa della valle è fondamentale creare una rete per velocizzare il processo di condivisione. La conclusione di questi laboratori ha visto la formazione di un gruppo coeso che ha iniziato a comprendere la rilevanza di queste tematiche”.
Leggi anche: l’editoriale di .eco di marzo 2025, Democrazia, comunità, partecipazione: il filo verde dell’ecologia
Il progetto BeyondSnow
L’obiettivo del progetto BeyondSnow è quello di rendere queste comunità più resilienti ai cambiamenti climatici e slegarle dal classico turismo della neve. Vivere la natura di questi posti senza eccessivi interventi antropici, creare un legame con l’ecosistema per vivere e far vivere al meglio le peculiarità dei territori periferici, in questo caso della Val Pesarina.
Per approfondire leggi anche l’intervista di Euronews sul progetto BeyondSnow

A partire da questo progetto, finanziato dal Programma Interreg Spazio Alpino, la Comunità di montagna della Carnia ha sviluppato un’azione per una gestione diretta di questi strumenti attraverso un approccio bottom-up.
Il principio di questo modello turistico non deve essere solo redditizio, ma anche in linea con i principi della comunità e senza modificare lo stile di vita della popolazione del luogo.
I co-laboratories sono finiti ad ottobre e a novembre è iniziata l’organizzazione dei gruppi dell’azione pilota, ma le tempistiche per la restituzione pubblica non sono ancora precisate perché la Comunità di montagna della Carnia, in quanto supporto per lo sviluppo del progetto, non impone né le tematiche che devono essere trattate né le tempistiche con cui si dovrà sviluppare questo piano.
Rimanete collegat* con l’account Instagram di WEEC Italia e .eco per sapere gli sviluppi del progetto!
Ultimi articoli
.Eco è la più antica rivista di educazione ambientale italiana. Un ponte fra scuola, associazioni, istituzioni e imprese
ABBONAMENTO INTEGRATO
Scrive per noi

- Angelo Mineo
- Volontario presso l'Istituto per l'Ambiente e l'Educazione Scholé Futuro e laureando all'Università di Torino in Scienze Internazionali. Dopo la laurea triennale in Migration Studies mi sono focalizzato sull'analisi dei fenomeni sociali ed ecologici
Dello stesso autore
Libri19 Maggio 2026Adesso è il momento di agire: un “Viaggio nel mondo invisibile” per sopravvivere alla crisi climatica
Libri18 Maggio 2026Guardare il mondo con gli ‘occhi’ di una pianta: Il cespuglio errante fa tappa al bosco degli scrittori
Libri15 Maggio 2026Come sopravvivere alla crisi ambientale, tra salute e disuguaglianze
Notizie dal network26 Febbraio 2026AI-Earth: una nuova app per trasformare i cittadini in sentinelle del territorio
