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I parchi non si tutelano da soli, i guardiaparco si organizzano

| Angelo Mineo

Tempo di lettura: 4 minuti

I parchi non si tutelano da soli, i guardiaparco si organizzano
La Prima Assemblea Nazionale dell’Associazione Guardiaparco Italiani è un’occasione di confronto su vigilanza, conservazione e tutela della biodiversità. Tra esperienze sul campo, formazione e citizen science, l’evento punta a rafforzare la rete dei guardiaparco e il loro ruolo nella protezione delle aree naturali.

L’Associazione guardiaparco italiani (AGI), una realtà nata recentemente con l’obiettivo di rappresentare e valorizzare la figura professionale del guardiaparco in Italia, ha vissuto un importante momento di confronto e condivisione durante la prima assemblea nazionale, svoltasi dal 26 al 28 giugno.

Presso la cascina delle Vallere a Moncalieri (TO), si è tenuto il convegno “Le nuove sfide per la vigilanza nelle aree protette italiane”.

Le tre giornate sono state dedicate alla scoperta di esperienze e alla diffusione di pratiche, per comprendere e comunicare le sfide future che ci attendono per la tutela e la salvaguardia di un ambiente naturale sempre più a rischio e fragile. La giornata più ricca di informazioni ed esperienze è stata proprio quella dedicata al primo convegno, sabato 27 giugno.

Le nuove sfide per la vigilanza nelle aree protette italiane

“Dietro ogni area protetta che funziona — davvero — c’è una presenza umana continua, competente, capace di leggere il territorio e di starci dentro con rispetto. I guardiaparco sono quella presenza”, scrive l’associazione dei guardiaparco italiani su Facebook.

L’iniziativa è nata con l’obiettivo di favorire un confronto tra professionisti del settore, enti gestori delle aree protette, associazioni ambientaliste e altri soggetti impegnati nella tutela della biodiversità. Nel corso della giornata sono stati affrontati temi di particolare attualità, tra cui l’evoluzione del ruolo dei guardiaparco, la gestione della fauna selvatica, il contrasto ai reati ambientali, l’impiego di nuove tecnologie e le prospettive offerte dal turismo sostenibile.

Tra gli appuntamenti del convegno hanno figurato la presentazione delle motivazioni che hanno portato alla nascita dell’Associazione guardiaparco italiani (AGI), la riflessione sul riconoscimento professionale della categoria e il confronto con realtà associative e istituzionali che operano nel campo della conservazione della natura.

Non sono mancati contributi dedicati a esperienze concrete maturate nei parchi del nostro paese, con la missione principale di tutelare il patrimonio naturale e di garantire il rispetto delle norme di conservazione all’interno del parco e delle riserve ad esso collegate.

Ci sono stati poi interventi sulle attività di monitoraggio e vigilanza svolte a tutela della fauna e degli habitat protetti, insieme ai guardiaparco del Parco dei Castelli Romani.

La giornata si è conclusa con alcuni momenti di carattere simbolico e aggregativo, tra cui la premiazione del progetto realizzato sulla piattaforma iNaturalist, il tradizionale scambio di simboli e distintivi tra guardiaparco provenienti da diverse aree protette italiane e una cena conviviale pensata per rafforzare la rete di relazioni tra i partecipanti.

L’evento del 27 giugno, di cosa si è trattato?

Convegno del 27 giugno, foto da AGI

L’assemblea ha rappresentato un’occasione utile anche per raccogliere testimonianze dirette dei protagonisti e delle loro visioni sul progetto in corso. Abbiamo posto alcune domande a Guido Baldi, presidente di AGI e responsabile del Servizio guardiaparco del Parco naturale regionale Bracciano-Martignano, per approfondire le ragioni alla base della costituzione dell’associazione, le attività dell’AGI e i temi di questa prima assemblea nazionale.

Le principali sfide che i guardiaparco si trovano oggi ad affrontare sono intrecciate alle prospettive future, in balia di un clima sempre meno ‘ospitale’.

Questa rete nazionale appena avviata, con uno sguardo alle prossime iniziative e alle future Giornate nazionali dell’associazione, può avere la funzione di un ottimo trampolino di lancio per creare una rete strutturata di Guardiaparco Italiani (e non solo).

Ugo Baldi: “Fare rete per una responsabilità condivisa”

Qual è la storia e il contesto in cui si inserisce il lavoro dell’AGI?

“L’associazione AGI si occupa, e ha come missione, di promuovere le figure dei guardiaparco e di favorire la formazione e la diffusione di buone pratiche, sperando anche di creare una rete con altre associazioni internazionali, ad esempio la Federazione internazionale dei rangers.
Ci occupiamo inoltre di creare reti e di fornire sostegno ad altri enti professionali che si occupano della tutela ambientale, come ad esempio le polizie provinciali o le guardie venatorie.”

Personalmente, lei si occupa di contrastare il bracconaggio presso il Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano?

“Lotte al bracconaggio per tutelare la fauna locale, assolutamente, ma in questo periodo, ancor più che la prevenzione dei cinghiali, per noi è importante contrastare gli incendi boschivi, di qualunque natura essi siano; sono queste due le tematiche più sensibili che ritroviamo nei parchi per ora.”

Volevo chiederti, per quanto riguarda il vostro lavoro, consiste nell’essere nel posto giusto al momento giusto?

“La prevenzione vale più della sanzione, è vero. Ma c’è necessità di un monitoraggio costante delle aree boschive a rischio. Possiamo dire che la sola prevenzione e la sola gestione comunque perpetuano effetti negativi; è per questo che serve integrare prevenzione e azione sul campo, soprattutto in questi periodi dell’anno.
Ovviamente è un lavoro che richiede molte energie ed equilibrio: guai se viene a mancare l’equilibrio tra il monitoraggio costante, la presenza fisica dei guardiaparco e la relazione con le comunità locali. La tutela delle aree naturali non è solo il ‘mestiere’ dei guardiaparco, ma anche la responsabilità di tutte noi.”

Come ultima domanda, in cosa consiste la premiazione del progetto realizzato sulla piattaforma iNaturalist?

“Naturali è una specie di uccelino verde: questo progetto e la sua prima premiazione servono a promuovere e a sensibilizzare sul ruolo e sullo stato di piante e animali.
Flora e fauna vengono fotografate dagli utenti e l’applicazione ne troverà la classificazione, si tratta di un approccio alla Citizen Science, per coinvolgere la popolazione riguardo la cura di ciò che ci sta intorno.
Quest’anno, essendo un primo evento, ci sono stati una premiazione e un vincitore del contest indetto dall’AGI, attraverso la piattaforma iNaturalist.”

Nel complesso, la missione che emerge dall’attività di AGI appare orientata alla costruzione di una comunità professionale nazionale dei guardiaparco, capace di valorizzarne l’identità, favorire l’aggiornamento continuo, promuovere la cooperazione con altre istituzioni e contribuire, attraverso la formazione e la sensibilizzazione, a una gestione sempre più efficace delle aree naturali protette italiane.

Per chiunque volesse vedere i lavori dell’AGI, basta cliccare qui.

Appuntamento al prossimo evento e, invito rivolto a tutte le lettrici e lettori, se vorrete agire riguardo l’ambiente, “.eco” è disponibile a collaborare e comunicare con voi!

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