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Ultima Generazione, l’appello al coraggio per una rivoluzione climatico-democratica

| Laura Tussi

Tempo di lettura: 4 minuti

Ultima Generazione, l’appello al coraggio per una rivoluzione climatico-democratica
“Abbiamo bisogno del tuo coraggio.” Con questo richiamo alla versione originale e censurata della “Canzone del Maggio” di Fabrizio De André, Ultima Generazione ha lanciato la nuova iniziativa che partirà sabato 11 maggio a Roma, in Piazza Vittorio Emanuele II. Il movimento sarà mobilitato per tre settimane nella Capitale, concludendo con un grande evento il […]

“Abbiamo bisogno del tuo coraggio.” Con questo richiamo alla versione originale e censurata della “Canzone del Maggio” di Fabrizio De André, Ultima Generazione ha lanciato la nuova iniziativa che partirà sabato 11 maggio a Roma, in Piazza Vittorio Emanuele II. Il movimento sarà mobilitato per tre settimane nella Capitale, concludendo con un grande evento il 25 maggio in Piazza Barberini, vicino ai “palazzi del potere” come Palazzo Chigi, Montecitorio e Palazzo Madama.

Repressione e resilienza

Laura Paracini, attivista di Ultima Generazione, afferma: “In questi due anni il nostro collettivo si è imposto nel dibattito pubblico, crescendo e passando dall’essere etichettati come ‘imbrattatori’, ‘ecovandali’, ‘ecoterroristi’, al più tiepido ‘ecoattivisti’. Questo nonostante la narrazione tossica della politica e dei media mainstream, che tendono costantemente a criminalizzare gli attivisti, equiparando la violenza alle ragioni della protesta.”

Questo movimento si distingue significativamente dai precedenti movimenti ambientalisti, spesso focalizzati su problematiche territoriali e locali. Nonostante la crescente repressione mirata da parte degli ultimi governi, Ultima Generazione continua a lottare. Le misure repressive includono l’abuso di fogli di via, applicati anche a persone domiciliate per motivi di studio e lavoro nelle città da cui dovrebbero allontanarsi (provvedimenti spesso annullati dai TAR o dalle stesse questure), la richiesta di misure di “sorveglianza speciale” (poi annullate dai tribunali), la richiesta di “associazione a delinquere” dalla questura di Pavia (poi archiviata dal giudice), e l’arresto di 12 persone per tre giorni prima del processo per direttissima con detenzione in tre carceri diversi, come avviene per reati di terrorismo, a seguito di un blocco stradale a Fiumicino lo scorso dicembre (reato per il quale è prevista solo una sanzione amministrativa).

Inoltre, gli attivisti sono stati soggetti all’obbligo di dimora per tre mesi e alla recente legge “ecoproteste”, approvata rapidamente dal Parlamento, che prevede multe fino a 60.000 euro.

Leonardo Animali prosegue: “Questo movimento fa paura, spaventa il governo e il potere, e mette in imbarazzo un’opposizione politica tiepida e incapace di decidere se schierarsi, se non a sostegno, almeno in difesa di queste persone. Attraverso i loro corpi e la disobbedienza civile nonviolenta, hanno evidenziato il fallimento dell’Italia nell’avviare una transizione ecologica ed energetica, e la totale inazione del governo.

Catastrofe climatica parte della nostra quotidianità

Viviamo in un Paese dove gli effetti della catastrofe climatica non sono più eccezioni, ma parte della quotidianità: alluvioni con decine di morti, incendi devastanti, crisi idrica invernale in regioni come Piemonte, Veneto, Sicilia e Sardegna, danni gravi causati da fenomeni estremi come grandinate e nevicate, danni irreparabili all’economia agricola con la chiusura di migliaia di imprese negli ultimi due anni, e ondate di calore estive con migliaia di morti certificati dai sistemi sanitari regionali.”

Ciò che terrorizza il potere è probabilmente il fatto che le persone di Ultima Generazione, di età compresa tra i 17 e i 75 anni e radicate in tutta la Penisola con un’organizzazione sociocratica e orizzontale, non mirano alla conquista del potere o a sostituirlo, come nei casi storici più tradizionali. Pretendono invece che i governi facciano le scelte giuste per il bene dei cittadini, esigendo l’esercizio di una democrazia reale.

La sfida di Ultima Generazione alla democrazia rappresentativa

Leonardo e Laura proseguono: “Ed è qui, sul tema della democrazia, che la chiamata di maggio anticipa il grande salto di ottobre e segna un cambio di fase per Ultima Generazione. Non è più solo un movimento che pone il tema dell’esistenza della crisi climatica; partendo dalla normalizzazione di questa crisi nella vita quotidiana, chiede giustizia climatica e sociale. Questo include misure a sostegno delle persone, come il ‘Fondo Riparazione’ permanente e partecipato da 20 miliardi di euro. I fondi dovrebbero essere ottenuti eliminando i Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD), tassando gli extra-profitti delle compagnie fossili, riducendo stipendi, premi e benefit ai loro manager, tagliando le enormi spese della politica e le sempre più ingenti spese militari.”

La chiamata per una democrazia reale

Ultima Generazione entra ora coraggiosamente nel drammatico e profondo solco della crisi della democrazia rappresentativa italiana, prefiggendosi di ricostruire la democrazia su basi sostanziali. “Riprendiamoci la democrazia” è lo slogan della chiamata dell’11 maggio a Roma.

Da mesi Ultima Generazione, da Nord a Sud, sta organizzando assemblee popolari in strada, nelle piazze e negli spazi civici. Queste assemblee rappresentano l’apertura di uno spazio pubblico e inclusivo di democrazia diretta, in cui le persone possono partecipare a un processo consultivo ed esprimere la propria opinione sulla gestione delle loro città. Il progressivo aumento dell’astensionismo dimostra che la fiducia nelle nostre istituzioni è venuta meno. Le assemblee popolari sono quindi un atto di rigenerazione della democrazia, in un contesto dove gli spazi di partecipazione cittadina sono sempre più limitati.

La chiusura dei governi, con politici impegnati esclusivamente a conservare il consenso elettorale, porta all’abbandono progressivo dei cittadini, lasciati soli di fronte alle tragedie causate dalla crisi climatica, come alluvioni, incendi e altri fenomeni estremi. Questo sancisce di fatto il tramonto della democrazia rappresentativa. Nei palazzi del potere non si fa nulla per proteggere la popolazione dal collasso climatico e sociale: non possono continuare a credersi assolti.

La protesta nonviolenta di Ultima Generazione

Alessandro Berti, intervistato da Italia che Cambia, afferma: “Ultima Generazione pretende giustizia, che i danni siano riparati da chi li ha causati, e che gli ultimi non continuino ad essere dimenticati. Di fronte a un governo dominato dagli interessi economici, ricattato dalle multinazionali del fossile e completamente indifferente al reale benessere dei cittadini, la resistenza civile nonviolenta emerge come la scelta democratica inequivocabile per far valere la partecipazione politica. Per questo convergeranno a Roma, per riportare in vita la democrazia con i loro corpi, in una protesta nonviolenta, partecipata e inclusiva. Ultima Generazione, che in questi anni ha mostrato il proprio coraggio, ora ha bisogno del coraggio di tutti noi”.

Scrive per noi

Laura Tussi
Laura Tussi, docente, giornalista e scrittrice, si occupa di pedagogia nonviolenta e interculturale. Ha conseguito cinque lauree specialistiche in formazione degli adulti e consulenza pedagogica nell'ambito delle scienze della formazione e dell'educazione. Coordinamento Campagna Internazionale ICAN - Premio Nobel per la Pace 2017 per il disarmo nucleare universale, fa parte dei Disarmisti Esigenti, gruppo membro della rete mondiale e premio Nobel per la pace ICAN.