Alessio Ricci svela i segreti linguistici di Leopardi: un’opera fondamentale per studenti e studiosi
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Recanati e varie città italiane. 1798-1837. La lettura di qualsiasi cosa Giacomo Leopardi abbia scritto è alimento per il proprio pensiero e la vita di relazione. Qui il competente studioso (a Siena) Alessio Ricci (Roma, 1971) illustra in modo peculiare e originare gli scritti di Leopardi, arricchendo l’apposita collana destinata agli studenti dei corsi universitari di Storia della lingua italiana e di linguistica (e interessante per tanti altri sapiens).
Seguendo un consolidato modello didattico, “La lingua di Leopardi” è strutturato con meticolosa passione in due parti, la prima dedicata alla grammatica, alle parole e all’architettura dei testi, la seconda a un’antologia commentata delle opere sia in versi che in prosa, di vario genere. Ricca bibliografia, ottimi indici dei fenomeni e delle forme oltre che dei nomi. Segnalo l’avverbio “forse”, in particolare nel “Canto notturno” la reiterata parola-chiave ci dice tutti i dubbi del pastore e, con triplice anafora, chiude la poesia.

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- Valerio Calzolaio
- Valerio Calzolaio, giornalista e saggista, è stato deputato (1992-2006) e sottosegretario all’Ambiente (1996-2001). Ha pubblicato numerosi libri sul tema della migrazioni e dei profughi ambientali.
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