Città e natura, conflitto o possibile collaborazione?

Già nel 2014, .eco si interrogava su come sarebbero state le città nel futuro e, in particolare, come fare in modo che queste fossero sostenibili. L’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ha stimato che dal 2007 la popolazione globale che vive in aree urbane ha superato quella che vive in aree rurali; secondo l’ultimo rapporto disponibile (2018 Revision of World Urbanization Prospects), attualmente il 55% degli esseri umani  vive nelle città, cioè più di 4 miliardi di persone, e le proiezioni dicono che questa percentuale arriverà al 68% nel 2050, pari a più di due persone su tre.

Le sfide delle aree urbane

Questi dati ovviamente rendono sempre più necessario assicurarsi che le città possano essere sostenibili anche dal punto di vista socio-ambientale. Tra le sfide che le aree urbane sono chiamate ad affrontare ci sono i cambiamenti climatici e le calamità ambientali, il rischio idrico e l’inquinamento delle acque, la sicurezza alimentare e la salute umana. Per non arrivare impreparati è necessario già trovare e implementare le soluzioni necessarie a rispondere ai problemi che emergono con sempre maggior insistenza (bombe d’acqua, ondate di calore, solo per citarne alcune) e che, a causa dell’aumento delle temperature, saranno sempre più frequenti. Alcuni delle soluzioni potrebbero arrivare dalla natura e vengono chiamate nature-based solutions (NBS), tradotto in italiano come soluzioni basate sulla natura. Queste usano le proprietà naturali degli ecosistemi e hanno il potenziale di limitare gli impatti dei cambiamenti climatici, potenziare la biodiversità e aumentare la qualità ambientale, contribuendo allo stesso tempo alle attività economiche e al benessere sociale.

Esempi di soluzioni basate sulla natura

Esempi sono i tetti verdi e i parchi cittadini che limitano lo stress termico e aiutano a prevenire o mitigare il fenomeno delle isole termiche; i laghetti cittadini che possono agire da riserve idriche; le superfici permeabili, la vegetazione o i rain garden  che possono intercettare l’acqua piovana e mitigare gli evetni improvvisi e di grande portata, le cosiddette bombe d’acqua. Purtroppo, nonostante il loro grande potenziale, l’uso delle soluzioni basate sulla natura rimane marginale, frammentato e spesso anche distribuito in modo disomogeneo all’interno della stessa città e i città diverse. Infatti, purtroppo, continuano a dominare lo sviluppo urbano l’uso di strutture grigie e soluzioni basate sulla tecnologia.

In questo contesto si inserisce il progetto Naturvation, finanziato dal programma europeo Horizon 2020, iniziato nel 2017 e che si concluderà questo anno. Il progetto coinvolge 14 istituti in tutta Europa che si occupano di ambiti diversi come lo sviluppo urbano, studi di innovazione, geografia, ecologia, economia e valutazione ambientale. Il progetto ha tra gli scopi quelli di: valutare i benefici che le NBS possono svolgere nelle città; esaminare l’innovazione in corso; e lavorare con comunità e portatori di interesse per sviluppare sia conoscenze sia strumenti necessari a realizzare il potenziale delle soluzioni per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità urbana.

La mappa delle soluzioni

Il progetto ha sviluppato numerosi strumenti e redatto alcune interessanti pubblicazioni. Molto interessante è l’atlante in cui sono state raccolte 1000 NBS da cento città europee, e in cui presto verranno aggiunte le soluzioni da città degli altri continenti. All’interno di questo atlante è presente una mappa georeferenziata che permette di visualizzare se una determinata città presenta delle soluzioni; è anche possibile contattare il gruppo del progetto per richiederne di inserirne di nuove. Inoltre, le soluzioni sono navigabili sulla base dei costi, della sfida che si vuole risolvere (salute e benessere; spazi verdi, habitat e biodiversità; amministrazione inclusiva e efficace, sono solo alcune delle dodici categorie presenti) e della struttura urbana target (parchi, aree verdi interne e esterne, infrastrutture grigie, per citarne alcune).

A supporto dell’atlante, è stato realizzato uno strumento di navigazione. Questo strumento è utile se si vuole valutare i potenziali contributi delle soluzioni nature-based per risolvere le varie sfide di sostenibilità urbana. Sono infatti presenti informazioni su come le diverse soluzioni possono portare benefici ecologici, socio-culturali e economici. Questo strumento risulta essere estremamente utile se vede il coinvolgimento dei portatori di interessi nel valutare e stimare come e quanto una particolare idea di sviluppo urbano possa contribuire a far fronte alle sfide cittadine e nel supportare gli utenti nell’identificazione del tipo di NBS utile a raggiungere le priorità chiave. All’interno dello strumento, è possibile scaricare una guida a supporto della realizzazione di queste due ultime attività.

Per chi fosse interessato ad approfondire la tematica, può seguire un corso online (un Massive Open Online Course MOOC) che è stato realizzato all’interno da questo progetto e che è fruibile totalmente online e realizzabile in qualsiasi momento libero.

Scrive per noi

Roberto Costantino
Roberto Costantino
Laureato in Biologia dell'Ambiente dell'Università degli Studi di Torino, sto attualmente svolgendo il servizio civile presso l'Istituto per l'Ambiente e l'Educazione Scholé Futuro Onlus di Torino.

Roberto Costantino

Laureato in Biologia dell'Ambiente dell'Università degli Studi di Torino, sto attualmente svolgendo il servizio civile presso l'Istituto per l'Ambiente e l'Educazione Scholé Futuro Onlus di Torino.

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