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COP16 bis: Roma al centro della battaglia globale per salvare la biodiversità

| Federica Colucci

Tempo di lettura: 3 minuti

COP16 bis: Roma al centro della battaglia globale per salvare la biodiversità
La COP16 bis, interrotta a novembre 2024, riprenderà dal 25 al 27 febbraio 2025 a Roma per finalizzare il Global Biodiversity Framework e affrontare finanziamenti, monitoraggio e riduzione dei sussidi dannosi per la biodiversità.

La conferenza delle Nazioni unite sulla biodiversità (COP16), interrotta a novembre 2024 a Cali, Colombia, riprenderà ufficialmente i lavori dal 25 al 27 febbraio 2025 a Roma. L’incontro, denominato “COP16 bis”, si terrà presso la sede dell’Organizzazione delle Nazioni unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) e mira a risolvere le questioni rimaste in sospeso dopo l’interruzione dei negoziati.

Durante la COP16 sulla biodiversità, Jason J. Pitman, co-organizzatore del congresso WEEC 2026 che si terrà a Perth, in Australia, ha avuto l’opportunità di partecipare attivamente agli importanti dibattiti e alle iniziative legate alla conservazione dell’ambiente. Leggi l’articolo che ha scritto per rivista eco: COP16 sulla biodiversità: un’opportunità per amplificare le voci indigene

Il contesto della COP16 e le ragioni della sospensione

La COP16, inizialmente prevista dal 21 ottobre al 1º novembre 2024 a Cali, aveva l’obiettivo di implementare il Global Biodiversity Framework (GBF) di Kunming-Montreal, adottato alla COP15 nel 2022. Tuttavia, nelle prime ore del 2 novembre, la conferenza è stata interrotta a causa della perdita del quorum, lasciando incompleti molti dei negoziati fondamentali.

La Colombia, presiedendo la conferenza, ha richiesto di riconvocare i lavori per finalizzare le decisioni critiche. L’Italia si è offerta di ospitare la sessione straordinaria, garantendo una sede istituzionale adeguata presso la FAO di Roma.

Leggi anche: COP16, le chiavi per la conservazione della biodiversità. Ma i paesi ricchi remano contro

Gli obiettivi principali della COP16 bis

L’agenda della COP16 bis prevede la discussione e l’approvazione di misure chiave per la protezione della biodiversità e il finanziamento delle iniziative ambientali. Tra i temi principali troviamo:

  1. Mobilitazione delle risorse finanziarie

Uno degli obiettivi fondamentali è garantire che entro il 2030 si raggiungano almeno 200 miliardi di dollari all’anno per la conservazione della biodiversità. Attualmente, le risorse disponibili sono insufficienti per attuare le strategie necessarie alla tutela degli ecosistemi. La COP16 bis dovrà definire meccanismi di finanziamento equi ed efficaci, coinvolgendo non solo i governi, ma anche il settore privato e le organizzazioni filantropiche.

  • Riduzione dei sussidi dannosi per la biodiversità

Un altro aspetto cruciale è l’eliminazione progressiva dei sussidi dannosi per l’ambiente, che ammontano attualmente a circa 500 miliardi di dollari all’anno. Questi finanziamenti, destinati a settori come l’agricoltura industriale e le infrastrutture energetiche non sostenibili, devono essere riallocati verso progetti che favoriscano la conservazione degli ecosistemi e la transizione ecologica.

  • Quadro di monitoraggio e indicatori di progresso

L’implementazione del Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework richiede un sistema di monitoraggio chiaro e trasparente. La COP16 bis discuterà l’adozione di indicatori precisi per valutare i progressi verso il raggiungimento dei 23 obiettivi stabiliti per il 2030, tra cui la protezione del 30% delle terre e degli oceani a livello globale.

  • Meccanismo di Pianificazione, monitoraggio e revisione (PMRR)

Questo strumento consentirà di valutare regolarmente i progressi fatti dai paesi membri e di correggere eventuali inefficienze nell’attuazione delle misure concordate. Il PMRR è considerato essenziale per garantire che gli impegni assunti non restino solo dichiarazioni di intenti, ma si traducano in azioni concrete.

  • Creazione di un nuovo meccanismo finanziario

Attualmente, gran parte dei fondi per la biodiversità viene gestita attraverso il Fondo mondiale per l’ambiente (GEF). Tuttavia, molti paesi in via di sviluppo chiedono un nuovo strumento finanziario che possa assicurare una distribuzione più equa delle risorse. La COP16 bis dovrà affrontare questa richiesta e trovare una soluzione condivisa.

L’importanza della COP16 bis per il futuro della biodiversità

La posta in gioco alla COP16 bis è altissima. Il mondo sta affrontando una crisi ambientale senza precedenti, con la perdita di biodiversità a un ritmo allarmante. Gli scienziati avvertono che il fallimento nell’attuare misure efficaci potrebbe compromettere irrimediabilmente gli ecosistemi e i servizi naturali fondamentali per la sopravvivenza dell’umanità.

Susana Muhamad, ministra dell’Ambiente e dello Sviluppo Sostenibile della Colombia e presidente della COP16, ha sottolineato l’importanza della conferenza dichiarando: “Nelle settimane a venire, e durante il nostro incontro di febbraio a Roma, lavorerò al fianco delle Parti per costruire la fiducia e il consenso necessari per raggiungere la pace con la natura, assicurando che gli obiettivi e i traguardi del Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework si traducano in azioni tangibili”.

Le aspettative per la conferenza di Roma

La scelta di Roma come sede della COP16 bis evidenzia il ruolo chiave dell’Italia nella diplomazia ambientale globale. Il governo italiano ha dichiarato il proprio impegno nel sostenere un dialogo costruttivo tra le nazioni per trovare soluzioni concrete alla crisi della biodiversità.

I rappresentanti dei 196 paesi firmatari della Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD) si riuniranno con l’obiettivo di superare le divisioni e finalizzare gli accordi necessari per l’attuazione delle misure di tutela ambientale.

Se la COP16 bis avrà successo, potrà segnare un punto di svolta per la protezione della biodiversità globale e garantire che le future generazioni eredino un pianeta ancora ricco di vita. Tuttavia, se i negoziati dovessero fallire nuovamente, il rischio è quello di ritardare ulteriormente le azioni necessarie per fermare la distruzione degli ecosistemi.

La COP16 bis rappresenta un’opportunità cruciale per consolidare gli impegni globali verso la tutela della biodiversità e il ripristino degli ecosistemi. L’incontro di Roma sarà un banco di prova per la volontà politica dei governi di tutto il mondo nel contrastare la crisi ambientale. Gli occhi della comunità internazionale saranno puntati sulla capitale italiana, con la speranza che i negoziati portino a risultati concreti per il futuro del nostro pianeta.

Scrive per noi

Federica Colucci
Federica Colucci
Giornalista e project manager con esperienza nella comunicazione ambientale e nell’organizzazione di eventi internazionali. Collabora a progetti che promuovono la sostenibilità e l’educazione ambientale attraverso il giornalismo e la gestione di reti globali.