Cultural hub per un’etica dell’ambiente: dall’oggetto della protezione al soggetto che guarda alla natura come integrazione delle politiche ambientali

Nella ricerca di prospettive e nuove visioni per la conservazione ambientale, proponiamo uno sguardo alla Rete nazionale di centri studi e laboratori culturali, che recuperano i principi etici del pensiero per la natura come condizione propedeutica all’azione per la tutela e la cura l’ambiente naturale. Dall’Eremo della Bismatova, ai Centri di Parma, Padova e Bologna, al Monastero di Siloe. Un percorso per avvicinare le scienze naturali all’etica ambientale.

di Ippolito Ostellino

Ne abbiamo parlato proprio un anno fa con Giuliano Tallone, in occasione dell’uscita del suo ultimo lavoro editoriale al capitolo finale del volume “Le Leggi della natura” quando nel capitolo finale sostenevamo insieme che: “…. forse le regole, fondamentali senza dubbio, le leggi e le nome, non sono sufficienti a garantire la salvaguardia della natura, ed occorre anche lavorare, specie nelle fasce degli adulti, sul recupero del senso della tutela della natura, parlando e ragionando di più di etica, di motivazioni, e perché no di filosofia della natura e dell’ambiente.” E’ stata una delle considerazioni finali che con questo dialogo, trascritto a quattro mani e con il quale in seguito alla raccolta ricchissima di normative proposta dall’autore, abbiamo tentato di fare il punto sui valori della tutela al di là delle regole di controllo, ed a chiusura dell’esteso lavoro di ricerca svolto dal docente di diritto ambientale romano già direttore di diverse aree protette in Italia. (un prodotto editoriale  della collana Ambiente e territorio delle edizioni ETS di Pisa).

Di analogo tenore, intorno ai valori della natura ed al nostro approccio etico, ma più approfondito e contestualizzato nel periodo della pandemia COVID19,  è il contributo di chi scrive uscito con il volume “La Doppia crisi”, recentemente presentato al Salone del Libro di Torino e curato dal dr. Oreste Giorgetti, nel quale le questioni legate ai pensatori ed alle diverse scuole sui temi dell’etica dell’ambiente sono state trattate in relazione allo stop che la pandemia Covid19 ha imposto alla società umana del pianeta, come fari di riferimento nella ricerca del significato del nostro posto nella storia della vita sulla Terra.

Ed ancora del tema etico recentemente se ne è discusso nella conferenza tenuta per i seminari del lunedì di ogni inizio mese che la nuova scuola etica della Bismantova ospita, proprio per dibattere e confrontarsi sui contenuti del volume la Doppia crisi e del quale si possono ascoltare il webinar e scaricare la presentazione a questo link.  Da queste riflessioni il percorso lungo i sentieri dell’etica ambientale era stato preceduto dai contributi usciti su questo blog già nel 2020 1 e 2,  fino ad incrociare le tante esperienze, a partire da quella recentissima della Riserva MaB dell’Appennino tosco emiliano che ha istituito il Centro della Bismantova dedicato all’Enciclica Laudato si prima richiamata, nelle quali l’impegno nella conservazione della natura non si rivolge in prima istanza all’oggetto della nostra azione, l’ambiente appunto, ma con un passo indietro riflettono sulle motivazioni etiche che la specie umana applica per avviare le azioni della conservazione.

Agire tramite regole e controlli è si fondamentale, ma il forte impegno di questi ultimi decenni nella promulgazione di leggi, accordi e trattati, non hanno fermato e ridotto significativamente l’uso indiscriminato delle risorse naturali. Esiste quindi un tema di fondo di “motivazione” e potenzialità reali di partecipazione convinta e intima dei cittadini (in quanto soggetti, organizzazioni, enti, imprese organismi, istituti, etc…) che rende non ancora così diffuso il valore del vivere in armonia con l’ambiente del Pianeta Terra? E’ sufficiente aderire sulla spinta dei media ad una vita “sostenibile”, od occorre muovere diversamente le nostre intime convenzioni per poter abbracciare in termini profondi i perché della nostra predisposizione al conservare la natura ed a vivere in armonia con essa? Siamo disposti a modificare le nostre scelte individuali e collettive solo perchè l’acqua viene meno, l’aria non è respirabile e la globalizzazione rende tutto, comprese le diffusioni di agenti patogeni, insostenibile, o perche nel nostro profondo sentiamo, eticamente, che è corretto comportarsi in modo gentile con il Pianeta che ci ospita?

A giudicare da quanto le basi etico-culturali delle teorie ambientali siano poco diffuse e coltivate nei percorsi di studio della natura, appare quanto mai urgente riflettere di più per agire meglio ed in modo più convinto. La si può percepire questa distanza profonda tra azione della conservazione e sue motivazioni etiche, quando le persone vengono portate lungo i sentieri dell’avvicinamento emozionale e profondo al mondo naturale, anche tramite l’arte e la mediazione delle espressioni culturali le più diverse (poesia, musica, fotografia, danza arti figurative), con le quali diviene più chiaro che rispettare la natura non è un fatto solo morale, civile o culturale, ma tocca le intime corde della crescita della consapevolezza della persona, che tramite una adesione profonda alla coscienza ecologica comprende come tutte le componenti della propria essenza abbiano una stretta connessione, creando ponti concettuali tra le stesse categorie dell’ecologia, della pace e della democrazia.

Forse ed allora è necessario investire di più nei percorsi etici della cultura ambientale, contesto che troppi naturalisti ritengono purtroppo di pertinenza delle sole scienze umane, ovvero di quelle morbide, che includono lo studio del pensiero, l’arte e la riflessione filosofica e storica, fino alle attività di contatto ed immersione profonda negli ambienti naturali, per recuperare quel senso profondo di appartenenza della nostra specie alla rete della vita. In questo senso è altrettanto importante seguire il sentiero tracciato ad esempio da E.O.Wilson con il suo concetto di Biofilia: quel senso innato che alberga in ogni individuo umano di vicinanza e senso affettivo che lega il nostro essere alle componenti vegetali ed animali che ci circondano, sino a quelle minerali. Un percorso questo che si avvicina alle scuole di ecopsicologia ed a quelle correnti di avvicinamento alla natura che usano gli strumenti della comprensione profonda piuttosto che il solo approccio razionale, al perché sia importante conservare i patrimoni naturali.

In questi ultimi anni non sono mancati alcuni segnali che fanno sperare bene in merito alla crescita di attenzione sui temi di ambiente ed etica: si sono infatti affacciate sullo scenario culturale diverse iniziative che hanno saputo cogliere questa necessità di riflessione profonda del rapporto tra la specie Homo sapiens e la natura che la circonda, spesso nate a partire dalla spinta riflessiva che l’enciclica “Laudato Si” di Papa Francesco ha impresso in molte realtà, in particolare delle Diocesi italiane, e da queste partite per recuperare una ricchissima tradizione di pensiero che ha investigato da millenni il rapporto uomo natura.

Il fenomeno del ritorno alla ribalta nel pensiero cristiano del “fatto ecologico”, è stato d’altro canto oggetto di approfonditi esami come quello condotto dallo storico Luigi Piccioni che dalle pagine della rivista Altronovecento propone un minuzioso e profondo esame di una questione di grande interesse teologico e culturale. E’ di non molti anni fa la stessa promulgazione ed istituzione della Giornata per la custodia del Creato, nata nel 2006 per iniziativa della CEI. 

Ma occorre anche ricordare che già nel 2016 alcune realtà italiane impegnate nell’etica ambientale hanno avviato una collaborazione in rete, grazie ad una «Carta di intenti»  lanciando una collaborazione per richiamare la centralità dei temi legati all’ambiente e alla sostenibilità per essere interlocutrice credibile per le istituzioni, capace di interagire con il mondo dell’economia, della politica, della cultura e dell’educazione. I membri fondatori della rete sono stati Aggiornamenti Sociali, Rivista della Fondazione Culturale San Fedele, i Centri di Etica Ambientale di Bergamo e di Parma, la Fondazione Lanza di Padova, il Monastero di Siloe in Toscana e il Centro Studi sulle culture della pace e della sostenibilità dell’Università di Modena.

Nel corso del 2016 si sono aggiunti AICARE (Agenzia Italiana per a Campagna e l’Agricoltura Responsabile e Etica), FOCSIV (Federazione degli Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontariato), il Dipartimento di ingegneria civile, architettura, territorio, ambiente dell’Università di Brescia, la Fondazione Centro Studi Filosofici di Gallarate e il Centro di Etica Ambientale di Como e Sondrio.

Tutti i soggetti aderiscono alla Carta di intenti che delinea i principi che muovono queste diverse strutture nella promozione di un umanesimo ecologico, capace di intrecciare la custodia dell’ambiente con quella delle relazioni interumane nonché l’attenzione alle prossime generazioni. È con i nostri comportamenti che possiamo o meno attuare un modello di sviluppo sostenibile. Cura e responsabilità, rispetto e tutela della diversità, precauzione, sobrietà, solidarietà e accoglienza: le questioni ambientali oggi sono necessariamente anche questioni etiche.

La rete, che si vuole del tutto aperta a nuovi contributi, promuoverà un seminario annuale e condividerà iniziative e strumenti di formazione e comunicazione, perché sempre più è in gioco il futuro delle persone e delle comunità umane. Un primo articolo che presenta i soggetti coinvolti e segnala il percorso che ha portato alla costituzione della rete è stato pubblicato nel numero di maggio 2014 di “Aggiornamenti Sociali” (Matteo Mascia e Chiara Tintori, Una rete di centri per l’etica ambientale).

Ecco di seguito una piccola guida sintetica ai soggetti aderenti alla rete italiana ed alla Carta di Intenti, con i loro riferimenti e la segnalazione di alcune iniziative di particolare interesse:

Centro etica ambientale di Parma

E’ un’associazione giuridicamente riconosciuta, rifondata nel 2018 in sostituzione di un omonima associazione cittadina, che con l’entrata in vigore del Registro Unico Nazionale assumerà la qualifica di Ente del Terzo Settore associazione cittadina. Il centro ha in particolare sviluppato in convenzione con il Parco Nazionale e area MaB dell’Appennino il Centro della Bismantova più sopra già ricordata.

Si tratta di una SCUOLA DI ECOLOGIA INTEGRALE E DI ETICA AMBIENTALE “LAUDATO SI’” DELLA BISMANTOVA  attivata presso l’ Eremo di Bismantova che dal settembre 2021 ha avviato i corsi della scuola frutto del Protocollo d’Intesa fra PNATE e CEA con sede ufficiale presso l’Eremo di Bismantova, inizialmente previlegiando i dipendenti del Parco, i CC Forestali, le guide del Parco e gli operatori coinvolti a vario titolo nelle attività dello stesso.

Nella sua presentazione sul Perché la Scuola leggiamo:Papa Francesco ha pubblicato l’Enciclica “Laudato si’”, rivolta non solo alla Chiesa Cattolica ma a tutte le religioni e a tutti gli uomini di buona volontà. Francesco fra l’altro scrive: Molte cose devono riorientare la propria rotta, ma prima di tutto è l’umanità che deve cambiare (n. 202). L’accoglienza è stata subito positiva da parte di tutti ad esclusione di un limitato numero di Governi. E tuttavia, la pandemia COVID-19 e i sempre più frequenti fenomeni estremi causati dal cambiamento climatico planetario hanno fatto comprendere alle Istituzioni mondiali e ai Governi nazionali la necessità di affrontare i problemi con urgenza. Obiettivo della scuola è l’attivazione di un percorso culturale-educativo, spirituale e comportamentale che non solo consenta di rispondere alle domande urgenti poste dalla crisi ambientale ma che, soprattutto, aprendo la mente e il cuore alla condivisione dei valori etici fondamentali, possa risvegliare nell’umanità una nuova riverenza per nostra madre Terra e una nuova risolutezza per raggiungere la sostenibilità, la giustizia e la pace.

La “Laudato si’” affronta la questione ambientale in una visione di ecologia integrale e di nuovo rapporto uomo-natura e in una prospettiva di valorizzazione della persona umana, di centralità del Creato e della casa comune, di una nuova economia sostenibile e circolare e di una società sana e giusta.

N. 13. La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare.
L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune. I giovani esigono da noi un cambiamento. Essi si domandano com’è possibile che si pretenda di costruire un futuro migliore senza pensare alla crisi ambientale e alle sofferenze degli esclusi.

N. 14. Rivolgo un invito urgente a rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta. Abbiamo bisogno di un confronto che ci unisca tutti, perché la sfida ambientale che viviamo, e le sue radici umane, ci riguardano e ci toccano tutti.
Tutti possiamo collaborare come strumenti di Dio per la cura della creazione, ognuno con la propria cultura ed esperienza, le proprie iniziative e capacità.

N. 15. Farò un breve percorso attraverso vari aspetti dell’attuale crisi ecologica allo scopo di assumere i migliori frutti della ricerca scientifica oggi disponibile, lasciarcene toccare in profondità e dare una base di concretezza al percorso etico e spirituale che segue.
Poiché sono convinto che ogni cambiamento ha bisogno di motivazioni e di un cammino educativo, proporrò alcune linee di maturazione umana ispirate al tesoro dell’esperienza spirituale cristiana.

Si possono avere informazioni ai seguenti recapiti: Centro Etica Ambientale, Piazza Duomo 1, 43121 Parma
Tel 0521 380516, E-mail segreteria@centroeticambientale.org – Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano, Via Comunale 23, 54010 Sassalbo (MS) Tel 0585 947200, E-mail info@parcoappennino.it

Aggiornamenti sociali

Questa realtà editoriale rappresenta una bussola culturale per scoprire legami in un mondo che cambia, una rivista dei gesuiti, nata nel 1950, che offre informazione ma soprattutto formazione. Frutto del lavoro di una équipe redazionale composta da gesuiti e laici delle sedi di Milano e di Palermo e di un ampio gruppo di collaboratori qualificati, il mensile offre criteri e strumenti per affrontare le questioni oggi più dibattute e partecipare in modo consapevole alla vita sociale.  Aggiornamenti Sociali, però, non è solo un periodico. Da sempre la redazione promuove e partecipa a reti e progetti nei campi della formazione politica ed etica, del lavoro, dell’ambiente. Un impegno che negli ultimi anni è diventato particolarmente intenso.  Il nostro riferimento è il pensiero sociale della Chiesa, con il suo sguardo che tiene insieme fede e giustizia.  Una prospettiva che porta oggi a promuovere l’ecologia integrale e una cultura della sostenibilità. Aggiornamenti Sociali fa parte della rete delle Riviste e dei Centri di ricerca e azione sociale dei gesuiti in Europa, e della Federazione Jesuit Social Network – Italia.

Centro di Etica Ambientale di Bergamo

Il Centro di Etica Ambientale di Bergamo (C.E.A.), costituito formalmente il 12 dicembre 2008, è un’Associazione senza scopo di lucro che si propone, con riferimento al territorio della Provincia di Bergamo e nel più ampio contesto regionale, nazionale ed europeo, di sviluppare nel settore della tutela e della valorizzazione della natura e dell’ambiente l’attività di sensibilizzazione, ricerca, studio, riflessione, dibattito, formazione, sostegno, organizzazione di eventi e di momenti di dialogo tra diversi soggetti, anche istituzionali, sui temi del rispetto dell’uomo nei confronti della natura, nostra “casa comune”.  La sua nascita è stata preceduta e preparata dalla fondazione e dall’esperienza del Centro di Etica Ambientale della Regione Lombardia, impegnato, dal 2002 al 2004, nella promozione, elaborazione e realizzazione di strategie culturali dedicate alla tutela dell’ambiente, una iniziativa tra il resto promossa proprio da un Parco regionale, quello del Ticino.

Il progetto del C.E.A. di Bergamo si è da subito qualificato per un’attenzione particolare alla sensibilizzazione e formazione del mondo della scuola, quindi dei docenti e degli studenti. Nel corso di un decennio, il C.E.A. con i suoi esperti ha incontrato ogni anno in provincia di Bergamo migliaia e migliaia di studenti (complessivamente dai 30mila ai 50mila, con centinaia di docenti) in incontri formativi nelle classi sui temi della conoscenza scientifica delle questioni ambientali e delle responsabilità morali verso le stesse.

Tra le iniziative è particolarmente degna di segnalazione quella del corso di formazione dal titolo “   “Un’Etica ambientale per un nuovo Umanesimo planetario”  tenuto dal novembre 2021 al gennaio 2022 e che è interamente fruibile on line al seguente link.

Fondazione Lanza di Padova

La FONDAZIONE LANZA, sorta nel 1988, in accordo con le indicazioni del lascito testamentario dell’avv. Carlo Lanza e per volontà dell’allora vescovo di Padova mons. Filippo Franceschi, si propone lo scopo specifico di entrare nel delicato dibattito fede-cultura, con particolare attenzione alla riflessione etica. Alla luce dei valori e dei modelli di comportamento pienamente rispondenti ai principi dell’etica cristiana, si pone in dialogo e in ricerca verso le questioni poste dal progresso scientifico-tecnologico e dai mutamenti del processo economico-sociale dei nostri giorni. L’obiettivo è quello di porsi come valido strumento di aiuto e sostegno al servizio della realtà sociale nella ricerca comune dei cardini etici e di una gerarchia di valori che possono essere riconosciuti come necessari referenti nella condotta privata e pubblica, garantendo sia la tutela della vita e della dignità della persona, sia la libertà e la giustizia del vivere sociale.  La Fondazione Lanza è un ente privato senza scopo di lucro con personalità giuridica riconosciuto dalla Regione Veneto con D.G.R. del Veneto n. 4379 del 7 luglio 1988.

​La struttura della ricerca in Fondazione è rimasta nel tempo fondamentalmente incernierata su tre Progetti principali, intesi come contesti per pensare, discutere, confrontarsi ed elaborare, continuamente rivedere e verificare, proporre, raggiungere degli obiettivi e rilanciare la sfida, con una progressiva responsabilizzazione di alcuni ricercatori nel ruolo di Coordinatori sono quelli dedicati ai seguenti ambiti: ​Etica, Filosofia e Teologia EFT, Etica e Medicina EM, Etica e Politiche ambientali EPA, Etica per le Professioni EPP.

Di pregio è segnalare la recente pubblicazione nel campo della ricerca EPP sui temi della sostenibilità scaricabile gratuitamente a questo indirizzo web

Monastero di Siloe

Si tratta di una Comunità di monaci che si inserisce nel solco della tradizione benedettina, riconosciuta il 18 dicembre 1997 dal Vescovo di Grosseto, Mons. Giacomo Babini.  La comunità vive e opera in un monastero in costruzione, ma già capace di ospitare amici e pellegrini, anche se in numero ristretto su di un alto colle che domina la valle dell’Ombrone, e guarda da non molto lontano il Monte Amiata e la Val d’Orcia , scruta l’orizzonte per tuffarsi in mare, soprattutto nei tramonti dorati, dietro ai monti dell’Uccellina. Stiamo parlando della Toscana, in provincia di Grosseto, a un chilometro dal paese di Poggi del Sasso e a 10 da Paganico. Oltre ai membri stabili, sono spesso ospiti persone che trascorrono dei periodi più o meno lunghi condividendo la vita della Comunità.

Università di Modena

Da segnalare in merito il Progetto di ricerca denominato CPS  – Centro Universitario di Ricerca sulle Culture della Pace e della Sostenibilità istituito nel 2004 presso il Dipartimento di Scienze del Linguaggio e della Cultura dell’Università di Modena e Reggio Emilia con l’intenzione di promuovere, in una prospettiva interdisciplinare, attività di ricerca, discussione scientifica, divulgazione e formazione sul nodo pace/diritti umani/sostenibilità/diversità culturale . Il Centro mira ad unire la libertà e profondità della ricerca scientifica alla concretezza nel fornire “servizi intellettuali” fruibili da diversi soggetti, Enti Pubblici, ONG, Università, ecc. Nel suo lavoro, il Centro si concentra in particolare da una parte sulla cruciale intersezione pace/diritti umani/sostenibilità/diversità culturale, dall’altra sulla sfera delle rappresentazioni simboliche o linguaggi in senso lato che governano i comportamenti individuali e collettivi per quanto attiene ai conflitti e al rapporto con la realtà naturale. Per quanto riguarda la “sostenibilità”, senza escludere possibili sinergie con il versante propriamente tecnico-scientifico delle problematiche ambientali, il Centro si focalizza essenzialmente sulle   implicazioni etico-filosofiche e simbolico-culturali. Il Centro, inoltre, realizza analisi sui progetti di cooperazione decentrati volti allo sviluppo economico e sociale di comunità locali in Paesi in via di Sviluppo.

AICARE

Fin dalla sua origine AiCARE ha mantenuto uno stretto rapporto di collaborazione e confronto con l’Università della Tuscia e con l’Università di Pisa. Nel corso degli anni AiCARE ha incontrato e sviluppato rapporti di collaborazione con istituzioni, associazioni, imprese, italiane e straniere: agenzie regionali per lo sviluppo dell’agricoltura (Lazio, Marche, Sardegna, Toscana, Veneto), organizzazioni agricole professionali nazionali (Coldiretti, Confederazione Italiana Agricoltori – CIA, Associazione Italiana Agricoltura Biologica – AIAB) e locali, Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Rete Rurale Nazionale, Ismea, Istituto Nazionale di Economia Agraria, Agro Camera, già Azienda Romana Mercati, Azienda speciale della Camera di Commercio di Roma per lo sviluppo del sistema agroalimentare, la Comunità di pratiche internazionale Farming for health, il Movimento internazionale del Colibrì che nasce per favorire e promuovere la partecipazione della società civile nello sviluppo dei territori, associazioni di familiari di persone con disabilità, associazioni culturali e di promozione sociale e fondazioni (fra cui Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Labsus – Laboratorio per la sussidiarietà, Fondazione Campagna Amica), enti religiosi (Cottolengo, Opera Don Guanella), agenzie formative regionali (Formez PA Sardegna, Iannas, Dinamica Formazione Professionale Emilia Romagna) e locali, agenzie regionali per la tecnologia e per l’innovazione (Marche,Puglia, Sardegna), summer schools (Scuola di Sviluppo Locale Sebastiano Brusco in Sardegna, Master Internazionale sullo Sviluppo Rurale in Toscana), Gruppi di Azione Locale (Gal Castelli Romani e Monti Prenestini, Gal Sud Est Barese), imprese agricole e cooperative sociali, giovani start up della green economy, riviste (Aggiornamenti Sociali, Terra Nuova Edizioni). AiCARE aderisce a CepEA, la Rete nazionale dei Centri per l’Etica Ambientale, al Forum di Etica civile, alla Comunità di Pratiche internazionale Farming for Health.

FOCSIV , Federazione degli Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario

Rappresenta la più grande federazione italiana di Organismi cristiani di cooperazione e volontariato internazionale, che lavora per “promuovere lo sviluppo di tutte le persone e dell’intera persona umana“, sia nel nord che nel sud del mondo. Ne fanno parte 86 Organizzazioni che operano in oltre 80 paesi del mondo. E’ stata fondata nel 1972, per  contribuire alla lotta contro ogni forma di povertà ed emarginazione, a tutelare la dignità umana e l’affermazione dei diritti umani e a promuovere la crescita delle comunità e istituzioni locali, in coerenza con i valori evangelici e la Dottrina sociale della Chiesa. Dalla sua nascita, FOCSIV e i suoi Soci, hanno impiegato oltre 27.000 volontari internazionali che hanno messo a disposizione delle popolazioni più povere il proprio contributo umano e professionale. Un impegno concreto e di lungo periodo in progetti di sviluppo nei settori socio-sanitario, agricolo-alimentare, educativo e formativo, di tutela dell’infanzia e dell’adolescenza, di difesa dei diritti umani e della parità di genere, di rafforzamento istituzionale. Parallelamente la Federazione promuove in Italia progetti, campagne di sensibilizzazione, di informazione e di educazione alla Mondialità e compie un intenso lavoro di lobbying istituzionale per promuovere la giustizia sociale per tutti gli uomini e le donne del pianeta.

Dipartimento di ingegneria civile, architettura, territorio, ambiente dell’Università di Brescia

Da segnalare la loro iniziativa legata al corso di laurea magistrale in “Scienze per la Pace: cooperazione internazionale e trasformazione dei conflitti” svolto in collaborazione con L’Università di Pisa, che si propone di dare un contributo teorico e concreto alla costruzione della pace, approfondendo i cambiamenti di significato di termini come etica, libertà, diritti, democrazia, sovranità, potere, società, popolo, classi sociali, informazione e comunicazione, sviluppo e crescita, competizione, uguaglianza, tolleranza, solidarietà e terrorismo.

Fondazione Centro Studi Filosofici di Gallarate

La Fondazione Centro di studi filosofici di Gallarate prosegue sotto altra veste giuridica l’attività del “Centro di studi filosofici di Gallarate”, che ha dato origine ad essa insieme alla Provincia d’Italia della Compagnia di Gesù e l’ha costituita come Fondazione il 13 settembre 1998. Ma il Centro studi filosofici di Gallarate ha iniziato la sua attività fin dall’immediato dopoguerra, ed è stato istituito formalmente nel 1954 a Padova, dove ha anche la sua sede attuale. La Sovrintendenza archivistica per il Veneto ha dichiarato di notevole interesse storico l’archivio del Centro Studi Filosofici di Gallarate (1945-1998) di proprietà della Fondazione «perché documenta l’attività dell’istituzione culturale fondata dal gesuita Carlo Giacon (Padova 28.12.1900 – Gallarate (Varese) 17.12.1984, fondatore dell’Istituto di Storia della Filosofia di Padova) nel secondo dopoguerra.I Convegni di Gallarate sono giunti nel 2005 alla 60.a edizione e i volumi monografici da essi risultanti sono stati puntualmente pubblicati. Dal 1949 il Centro di studi filosofici di Gallarate si è impegnato a pubblicare annualmente la Bibliografia Filosofica Italiana, presso diversi editori (Marzorati, Morcelliana, Gregoriana) e approdando nel 1977 all’editrice Olschki, che continua attualmente la serie. Il Centro di Gallarate ha realizzato l’Enciclopedia Filosofica, la prima in assoluto, ampiamente conosciuta e riconosciuta anche all’estero. Essa ha avuto due edizioni (nel 1958 e 1968), e la seconda ristampa dell’ultima edizione (in otto volumi, 1979) è esaurita da una decina d’anni. Attualmente è stata pubblicata nel novembre 2006, presso Bompiani, la terza edizione dell’ Enciclopedia Filosofica interamente rielaborata, in dodici volumi.

Tra le attività del centro segnaliamo la recentissima pubblicazione che esplora i temi del rapporto tra le categorie dell’Antropocene e il contemporaneo tra nuove tecnologie e pandemia Covid19.

Centro di Etica Ambientale di Como e Sondrio

Il Centro di Etica Ambientale Como – Sondrio nasce nel novembre 2015 da un’idea del Servizio Diocesano per la Pastorale Sociale, del Lavoro e Custodia del Creato della Diocesi di Como che ne è promotore. Il Centro si prefigge di creare occasioni di riflessione e dialogo tra le realtà scientifiche, istituzionali, sociali, culturali e religiose finalizzate alla custodia del Creato nell’ottica della promozione della persona umana.  il Centro  si rivolge alla comunità cristiana presente sul territorio, alla società civile nel suo complesso, alle forme organizzate della vita istituzionale, politica, sociale, economica, culturale, educativa, alle realtà istituzionali, sociali, economiche, culturali più rappresentative operanti nelle Province di Como e Sondrio (Province, Comuni, Università, Camere di Commercio, Associazioni degli agricoltori, Associazioni degli artigiani, Confindustria, Sindacati, Ordini professionali, Associazioni ambientaliste, Associazioni culturali.

Tra le sue attività è degna di nota l’operazione culturale davvero unica legata alla produzione teatrale https://www.centroeticambientale.info/compagnia-teatrale che ha dato vita ad una Compagnia Teatrale CEA, che si avvale, tra tecnici e attori, di una decina di persone provenienti da differenti esperienze teatrali, e che nasce nel 2016 da un’idea di Fausto Gusmeroli con l’obiettivo di sensibilizzare la collettività sui temi etici cari al Centro di Etica Ambientale Como – Sondrio, attraverso il linguaggio del teatro.  È in quest’ambito che nasce lo spettacolo Processo a Homo Sapiens, portato in scena numerose volte nei più disparati contesti, sempre riscuotendo grande apprezzamento. Lo spettacolo, su testo di Fausto Gusmeroli e sotto la direzione di Mira Andriolo, affronta il tema del rapporto dell’uomo con l’ambiente: nel corso dei secoli l’impronta ecologica di Homo Sapiens cresce e diviene più profonda, andando a cozzare contro i limiti e le regole della natura; per questo, qui, l’uomo è messo sotto accusa e processato. Processo a Homo Sapiens è stato rappresentato a Sondrio, Milano, Morbegno e Bormio.

 

Infine, dopo questa carrellata che speriamo possa stimolare la curiosità dei lettori, vi rimandiamo alla lettura ed ascolto di questo primo riferimento di introduzione tenuto da Domenico Palermo in un corso organizzato dal Sistema dei Castelli romani che cura i patrimoni bibliotecari di 17 Comuni consorziati, per incontrarvi con un prossimo articolo dedicato ad una serie di testi che recentemente stanno riportando all’attenzione questo tema, ma partendo da quel vasto ambito che riguarda i filoni dell’etica ambientale letta tramite il percorso di avvicinamento potremmo dire “intimo alla natura”. A presto dunque e buona navigazione ed ascolto tra i tanti materiali video e testi che questa rete ha prodotto e produrrà intorno al come noi umanio si debba aderire con uno spirito nuovo al vivere sulla Terra.

Scrive per noi

IPPOLITO OSTELLINO
Ippolito Ostellino nasce a Torino il 16 agosto 1959. Nel 1987 si laurea in Scienze Naturali e opera come prime esperienze nel settore della gestione e progettazione di Giardini scientifici Alpini. Nel 1989 partecipa alla fondazione di Federparchi Italia. Autore di guide botaniche e di interpretazione naturalistica e museale, nel 1997 riceve il premio letterario Hambury con la guida ai Giardini Alpini delle Alpi occidentali. Dal 2007 al 2008 è Presidente nazionale AIDAP, Associazione italiana dei direttori dei parchi italiani. Dal 2009 partecipa come fondatore al Gruppo di esperti nazionale sulle aree protette "San Rossore". Nell'area torinese opera in diversi campi: è il promotore del progetto Corona Verde dell'area metropolitana torinese per la Regione Piemonte, e svolge attività di docenza presso il Politecnico di Torino; nel 2008 progetta il format della Biennale del Paesaggio Paesaggio Zero; nel 2009 è autore con i Prof. Pala e Occeli del progetto della ciclovia del canale Cavour ; nel 2011 ha ideato il marchio di valorizzazione territoriale “CollinaPo” sul bacino di interesse dell'area del fiume Po e delle colline torinesi e nel 2016 porta a riconoscimento UNESCO Mab il territorio di riferimento; nel 2016 coordina il tavolo Green infrastructure nel III Piano strategico dell'area metropolitana. Autore di saggi, contributi congressuali e libri sul tema Natura, Paesaggio e Ambiente, nel dicembre del 2012 è stato insignito del premio Cultori dell'Architettura da parte dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Torino. Vive e lavora a Torino, dove è dirigente presso l’Ente di gestione regionale del Parco del Po piemontese.

IPPOLITO OSTELLINO

Ippolito Ostellino nasce a Torino il 16 agosto 1959. Nel 1987 si laurea in Scienze Naturali e opera come prime esperienze nel settore della gestione e progettazione di Giardini scientifici Alpini. Nel 1989 partecipa alla fondazione di Federparchi Italia. Autore di guide botaniche e di interpretazione naturalistica e museale, nel 1997 riceve il premio letterario Hambury con la guida ai Giardini Alpini delle Alpi occidentali. Dal 2007 al 2008 è Presidente nazionale AIDAP, Associazione italiana dei direttori dei parchi italiani. Dal 2009 partecipa come fondatore al Gruppo di esperti nazionale sulle aree protette "San Rossore". Nell'area torinese opera in diversi campi: è il promotore del progetto Corona Verde dell'area metropolitana torinese per la Regione Piemonte, e svolge attività di docenza presso il Politecnico di Torino; nel 2008 progetta il format della Biennale del Paesaggio Paesaggio Zero; nel 2009 è autore con i Prof. Pala e Occeli del progetto della ciclovia del canale Cavour ; nel 2011 ha ideato il marchio di valorizzazione territoriale “CollinaPo” sul bacino di interesse dell'area del fiume Po e delle colline torinesi e nel 2016 porta a riconoscimento UNESCO Mab il territorio di riferimento; nel 2016 coordina il tavolo Green infrastructure nel III Piano strategico dell'area metropolitana. Autore di saggi, contributi congressuali e libri sul tema Natura, Paesaggio e Ambiente, nel dicembre del 2012 è stato insignito del premio Cultori dell'Architettura da parte dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Torino. Vive e lavora a Torino, dove è dirigente presso l’Ente di gestione regionale del Parco del Po piemontese.

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