Giorgio Manganelli critico: le “Laboriose inezie” della letteratura italiana
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Italia. 1970 – 1985.
Partigiano, laureato in scienze politiche, traduttore, il grande scrittore Giorgio Manganelli (Milano, 1922 – Roma, 1990) dal 1953 si trasferì nella capitale, continuando a parlare di letteratura o arte italiana sull’Espresso e l’Europeo, Il Giorno e Il Corriere della Sera.
Nella raccolta significativamente intitolata alle “Laboriose inezie” troviamo una novantina di articoli, recensioni e saggi critici usciti su tali settimanali e quotidiani, alcuni molto brevi (Ovidio).
Si comincia con i classici, la biblioteca ideale e Omero, si finisce con Pinocchio e Carlo Collodi (Carlo Lorenzini, nel 2026 celebriamo il bicentenario della nascita), in mezzo di tutto e di più: Marco Polo e Giacomo Leopardi (un paio a testa, ma poi anche il padre Monaldo e l’amico Antonio del secondo), Manzoni e De Sanctis, Capuana e Artusi, Aretino e Imbriani.
In premessa, “il firmatario” del volume ringrazia Ebe Flamini e Graziella Pulce per aver recuperato, ordinato, trascelto i testi.

Laboriose inezie
Giorgio Manganelli
Articoli sulla letteratura italiana
Adelphi Milano
2026 (1° ed. Garzanti 1986)
Pag. 352, euro 22
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- Valerio Calzolaio
- Valerio Calzolaio, giornalista e saggista, è stato deputato (1992-2006) e sottosegretario all’Ambiente (1996-2001). Ha pubblicato numerosi libri sul tema della migrazioni e dei profughi ambientali.
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