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Guardare la natura con gli occhi di Michele

| MARIO SALOMONE

Tempo di lettura: 2 minuti

Guardare la natura con gli occhi di Michele

Un volume di foto e articoli di Michele Panuccio, osservatore del cielo “con i piedi per terra”, è anche l’occasione per ribadire la centralità della biodiversità e di farlo “sul campo”, unendo competenza scientifica e militanza intellettuale e sociale.

Michele Panuccio

Con gli occhi di Michele non possiamo più guardare, perché Michele Panuccio si è spento nel giugno del 2019 a soli 42 anni. Ma guardando le foto di Con i piedi per terra scrutando il cielo. Articoli e fotografie di Michele Panuccio, ornitologo (1976-2019), Edizioni Medraptors (secondo volume a lui dedicato, dopo La passione di un naturalista), un po’ si avvera l’auspicio di cui parla Michele in una lettera da Panarea riportata nel volume: «Vorrei che potessi guardare con i miei occhi anche solo per una manciata di minuti».

La copertina di La passione di un naturalista, edizioni Medraptors

Sentiamo quasi il battito d’ali e i richiami dei falchi, il fruscio del vento, il profumo di un fiore. Soprattutto, le foto di Michele ci comunicano amore, per la natura, per la biodiversità, per la cultura ecologica. Come i suoi ritratti colti mentre lavora “sul campo” ci comunicano visivamente la generosità e l’impegno di un ragazzo (come scrivono di lui gli ornitologhi di “Avocetta”, insieme «un vero scienziato» e «una persona di rara umanità») che, come scrive nella prefazione Patrizia Bonelli, aveva saputo dare vita a una importante rete internazionale di studio delle migrazioni dei rapaci anche come strumento per promuovere «la qualità dell’ambiente, la riduzione dell’uso delle risorse e la tutela del territorio, degli animali e degli esseri viventi». Come naturalista, infatti, «Michele era convinto che la tutela degli uccelli, della biodiversità e dell’ambiente non possa prescindere da una società basata sulla responsabilità individuale e collettiva e sui valori della solidarietà, dell’uguaglianza e della partecipazione».

Restare con i piedi per terra

Di grande interesse per la conoscenza delle strategie di monitoraggio e conservazione, per lo stato dell’ambiente, per cosa le migrazioni dei rapaci (grande passione di Michele Panuccio) ci rivelano circa i cambiamenti dei nostri ecosistemi sono gli articoli ripubblicati nel volume. In controtendenza con la scienza ufficiale, Michele sosteneva l’importanza della ricerca sul campo, mentre da una sua analisi della letteratura internazionale emergono una scarsità di finanziamenti per la ricerca, un disinteresse per la fauna selvatica, una drammatica carenza di dati biologici di base, una ghettizzazione della ricerca sul campo come materia di serie B.

Da un lato, denunciava Michele, anche nell’editoria scientifica prende piede l’automatizzazione dei processi e dominano gli algoritmi, dall’altro la svalutazione della ricerca impoverisce l’apprendimento accademico (quello, ad esempio, che dovrebbe avvenire in un dottorato), per cui «non è così raro incontrare giovani ricercatori che non conoscono completamente le specie che stanno studiando».

La parcellizzazione dell’apprendimento e dei ruoli colpisce anche il processo scientifico, con il risultato – segnala Michele Panuccio – di avere “lavoratori” sul campo senza possibilità di carriera, analisti di dati, fundraiser e così via. Sono riflessioni che, evidenziando i guasti di un certo “neoliberismo accademico”, possono valere, purtroppo, anche per altri settori disciplinari.

Per informazioni:

Medraptors

Via Mario Fioretti, 18 – 00152 Roma

[email protected]

Scrive per noi

MARIO SALOMONE
MARIO SALOMONE
Sociologo dell'ambiente, giornalista e scrittore, Mario Salomone dirige ".eco" dalla fondazione (1989), è autore di saggi, romanzi e racconti e di numerosi articoli su quotidiani e riviste. Già professore aggregato all'Università di Bergamo, è Segretario generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC, che realizza ogni due anni i congressi del settore.