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Natura e ambiente, un impegno senza età

| MARIO SALOMONE

Tempo di lettura: 2 minuti

Natura e ambiente, un impegno senza età
Viaggio nel volontariato ambientale italiano e delle esperienze in natura, nell’anno dedicato dalle Nazioni Unite all’impegno per la sostenibilità. La passione dei giovani ma anche il ruolo di adulti e anziani, tutti uniti dal volontariato e, quando serve, dalla lotta contro le ingiustizie sociali e ambientali. Voci e numeri, in “.eco” di giugno 2026, di un mondo plurale.

(Il numero di giugno 2026 di “.eco” contiene un ampio tema monografico dedicato al volontariato ambientale. Pubblichiamo qui l’editoriale del direttore Mario Salomone)

Tra i molti articoli che costituiscono il cuore di questo numero di “.eco”, dedicato al volontariato ambientale specie nelle sue componenti educative (ma il volontariato è comunque sempre un’esperienza educativa, per chi la vive e per chi ne beneficia), ce n’è uno che deve colpirci con particolare piacere: l’apertura di un Dipartimento Ambiente al sindacato pensionati della Cgil di Belluno, indicando così alla principale organizzazione italiana del lavoro una nuova e indispensabile frontiera dell’impegno sociale.

Le persone con più di 65 anni sono in Italia quasi 15 milioni, più del 25 per cento della popolazione. Nei loro corpi portano i segni di decenni di fatiche nelle fabbriche e negli uffici (magari pieni di amianto), di inquinamento dell’aria, dell’acqua e del cibo, e di inquinamento acustico e luminoso. Patiscono, perché ne hanno più bisogno, i lunghi tempi di attesa per esami e cure mediche. Fanno i conti con lo spreco di risorse per grandi infrastrutture e armi invece che per il welfare e i servizi. Con il passare del tempo, devono affrontare sempre più la solitudine.

Insomma, per loro il volontariato ambientale è un’occasione di invecchiamento attivo, ma è anche un impegno necessario contro le ingiustizie e le disuguaglianze, che sono sia ambientali sia sociali e tra loro strettamente connesse. Il presente sta molto negli anziani e, con il presente, sta anche il futuro: è nel presente che si costruisce la storia, che si mettono i semi del futuro.

L’ipocrita esaltazione dei giovani

Poi, certo, ci sono i giovani (e i bambini), numerosi, attivi, sensibili. Molti articoli parlano, giustamente, di loro: il futuro sta lì. E nel presente sono l’energia rinnovabile umana che anima cortei, proteste e azioni dimostrative, o riempie le graduatorie del Servizio civile o affolla i seggi di un referendum per salvare la Costituzione e la democrazia.

Purtroppo, quelli della fascia 15-34 anni sono meno degli anziani, il 43 per cento di loro guadagna meno di 1.000 euro netti al mese, centinaia di migliaia di loro emigrano all’estero in cerca di una vita migliore.

Invocati, esaltati nelle narrazioni istituzionali, nella realtà vengono trattati come vuoti a perdere o corrotti (dal mondo adulto e dai suoi messaggi diseducativi, dal cattivo esempio che viene dall’alto, da una puzza che viene, come per il pesce, dalla “testa” del pensiero dominante), dalle sirene del consumo, dell’individualismo, della competizione e, allora, quelli li ritroviamo, ma nel nulla dei non luoghi commerciali o, peggio, nelle pagine più brutte delle cronache.

E allora? Parafrasando un vecchio slogan, giovani e anziani uniti nell’impegno ambientale, e quando serve, nella lotta.

Scrive per noi

MARIO SALOMONE
MARIO SALOMONE
Sociologo dell'ambiente, giornalista e scrittore, Mario Salomone dirige ".eco" dalla fondazione (1989), è autore di saggi, romanzi e racconti e di numerosi articoli su quotidiani e riviste. Già professore aggregato all'Università di Bergamo, è Segretario generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC, che realizza ogni due anni i congressi del settore.