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I doni di Dio vanno rispettati

| MARIO SALOMONE

Tempo di lettura: 3 minuti

I doni di Dio vanno rispettati
Ha fatto una certa impressione l’affermazione del presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev che petrolio e gas (così come vento, sole, oro, argento, rame e tutto il resto) sono “un dono di Dio”. I doni, però, devono essere rispettati e usati con cura, specie se sono tra loro interconnessi e se dal loro insieme dipendono tanto la sicurezza e la salvezza del genere umano quanto la Terra nel suo insieme.

(Nell’immagine di apertura, le strisce colorate indicano, passando dal blu scuro al rosso scuro, il riscaldamento del pianeta dal 1850: l’immagine, diventata un simbolo globale della crisi climatica, è nato all’Università di Reading, città dell’Inghilterra meridionale, ed è usato anche per rivestire mezzi pubblici, come nella foto accanto – credits: Ed Hawkins, Università di Reading – o decorare edifici)

Ha fatto una certa impressione l’affermazione del presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev che petrolio e gas (così come vento, sole, oro, argento, rame e tutto il resto) sono “un dono di Dio”. Senz’altro una pacchia per il paese che ospita la COP29 sul clima e che deriva il 90 per cento delle sue esportazioni dai combustibili fossili. Esportazioni che conta di incrementare nei prossimi anni, tanto che Baku ha approfittato perfino della conferenza per attirare investimenti esterni nel settore. Gustoso, a questo proposito, il tranello teso dalla fondazione Global Witness al capo esecutivo della conferenza e raccontato dalla BBC: fingendosi rappresentanti di una impresa di Hong Kong hanno offerto una sponsorizzazione in cambio di accordi di affari, ricevendo ovviamente ampia disponibilità.

Lasciamo continuare la conferenza, tra luci e ombre e tra assenze importanti e via vai di jet privati di manager e di mega-ricchi, che per un’ora di volo provocano emissioni quanto una persona in media in un anno (l’università svedese Linnaeus ha calcolato che lo scorso anno per la COP a Dubai siano atterrati 291 aerei privati, emettendo l’equivalente 1.500 tonnellate di CO2).

Non siamo padroni del mondo

Il presidente azero (quasi monarca ereditario: è al suo quinto mandato ed è figlio del presidente precedente) nel difendere il suo petrostato (nonché in guerra infinita con l’Armenia, con conseguente pulizia etnica), ha involontariamente toccato una questione fondamentale. Certo: petrolio e gas, così come ogni altro elemento del pianeta, sono un dono di Dio, tramite – o per un non credente per – l’evoluzione della vita sulla Terra e le sue interazioni con la geologia.

I doni, però, devono essere rispettati e usati con cura, specie se sono tra loro interconnessi e se dal loro insieme dipendono tanto la sicurezza e la salvezza del genere umano quanto la Terra nel suo insieme per cui san Francesco loda il Signore: le creature e la natura inanimata, che magari in passato (i fossili ad esempio) è stata animali e piante e che continuamente si interscambia con la natura animata.

Per l’oro si può uccidere, l’acqua può essere privatizzata e i combustibili fossili stanno provocando la catastrofe climatica, con il suo corredo di distruzione, morte e violenza che sappiamo.

Non siamo i padroni del mondo e dei doni di cui beneficiamo dobbiamo fare buon uso, saggio e prudente, giusto e solidale, sobrio e preveggente. Altrimenti i doni si tramutano in mali e perfino una mela può causare grandi guai, che sia il superamento del limite, che il serpente suggerisce a Adamo ed Eva, o l’incauta accettazione della mela della strega da parte di Biancaneve. Errore, ingenuità, presunzione conducono alla perdizione. Figurarsi quando è questione di forzieri pieni.

E dal sonno della ragione non ci risveglierà il bacio di un principe azzurro.

Le bande colorate per raffigurare il riscaldamento globale sono state adottate anche dalla fondazione olandese Cycling4Climate, che ha organizzato corse in bicicletta per sensibilizzare sul clima, oltre che in Olanda, in Francia, Belgio, Polonia e Italia. Spera nel 2025 di toccare tutti i paesi della Ue.

L’andamento delle temperature in Francia rispetto alla media 1971-2000, messe in correlazione con il Tour de France, mostra con molta chiarezza, in questa grafica di Cycling4Climate, il continuo riscaldamento del pianeta dovuto alle emissioni di gas a effetto serra dovute alle attività umane.

Scrive per noi

MARIO SALOMONE
MARIO SALOMONE
Sociologo dell'ambiente, giornalista e scrittore, Mario Salomone dirige ".eco" dalla fondazione (1989), è autore di saggi, romanzi e racconti e di numerosi articoli su quotidiani e riviste. Già professore aggregato all'Università di Bergamo, è Segretario generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC, che realizza ogni due anni i congressi del settore.