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Il fantastico e complesso mondo vegetale

| Elvira Augello

Tempo di lettura: 2 minuti

Il fantastico e complesso mondo vegetale
La mente delle piante è nascosta nelle radici. La flora si comporta in modo complesso e potrebbe diventare un modello per studi sulla robotica e sulle telecomunicazioni. Generalmente immaginiamo le piante come esseri passivi e qualche volta insignificanti. In realtà sono creature pensanti che svolgono un ruolo importante, che comunicano tra di loro, che interagiscono con l’uomo. Le piante stringono alleanze

La flora non è infatti “vegetale passivo” ma è dotato di pensiero e segue regole di comportamento complesso e articolato: non solo comunica, ma combatte e stringe alleanze. Le piante possiedono una forte territorialità in quanto la terra è fondamentale per la loro vita: non tollerano invadenze del loro spazio e per difendersi attuano strategie aggressive quali il rilascio di molecole chimiche o in, casi estremi, di sostanze repellenti. I pomodori, ad esempio, che sono estremamente reattivi  agli attacchi di insetti e batteri reagiscono rendendosi indigeribili e diffondendo alle piante vicine la notizia dell’attacco in corso. In un parco del Botswana qualche anno fa furono introdotte delle gazzelle che poco tempo dopo morirono. Dopo accurati studi i biologi scoprirono che le acacie, minacciate dalle gazzelle, avevano aumentato la quantità di tannino nelle foglie, avvelenando gli animali e mettendo in allarme tutte le acacie presenti nella zona.

Le piante influenzano l’uomo

Se una persona vive a lungo senza nessun contatto con le piante, pare, sia destinato a soffrire di disturbi psichici. Alcune ricerche hanno provato la correlazione tra suicidi, violenze domestiche, criminalità e assenza di verde nelle città. Al contrario, ad esempio, la presenza di piante abbrevia la degenza soprattutto nei casi di gravi traumi ossei: secondo uno studio tedesco la frattura del femore si risolve in metà tempo per coloro che trascorrono del tempo negli spazi aperti. Inoltre, è stato dimostrato che guidare su strade costeggiate di pini marittimi o platani crea minori incidenti stradali. Questo perché le piante hanno un effetto rilassante e antistress.

L’attività pensante è concentrata nelle radici

Le piante pensano. Il mondo vegetale comunica secondo un’intelligenza di sciame: un sistema di trasmissione utilizzato da alcuni animali e insetti che operano in un sistema di rete auto organizzata.

Di ricerche in questo campo, da anni, se ne occupa il laboratorio di neurobiologia vegetale dell’università di Firenze (LINV) che ha concentrato le proprie ricerche sugli “apici radicali”, migliaia di cellule che occupano circa due millimetri della punta delle radici. Essi possono rilevare, in tempo reale, una quindicina di parametri quali la temperatura e la presenza di acqua e contribuire alle strategie di sopravvivenza della pianta.

Le radici, dunque, sono la sede del quartier generale delle piante e l’area in cui si svolge un’attività simile a quella del cervello animale.

Il sistema vegetale si innesta con la robotica

La neurobiologia vegetale apre la strada ad applicazioni nella robotica. Il LINV ha elaborato per l’Agenzia spaziale europea il progetto di uno sciame di “plantoidi”. Si tratta di ibridi vegetali e meccanici in grado di esplorare e scavare nel sottosuolo attraverso delle radici in grado di rilevare diversi parametri del suolo.

In futuro le piante potranno diventare anche un modello per studi sulle telecomunicazioni: la mappa delle radici, simile alla topografia di internet, potrebbe fornire indicazioni sulla costruzione di reti.

La mente delle piante è nascosta nelle radici. La flora si comporta in modo complesso e potrebbe diventare un modello per studi sulla robotica e sulle telecomunicazioni. Generalmente immaginiamo le piante come esseri passivi e qualche volta insignificanti. In realtà sono creature pensanti che svolgono un ruolo importante, che comunicano tra di loro, che interagiscono con l’uomo.

Le piante stringono alleanze

La flora non è infatti “vegetale passivo” ma è dotato di pensiero e segue regole di comportamento complesso e articolato: non solo comunica, ma combatte e stringe alleanze. Le piante possiedono una forte territorialità in quanto la terra è fondamentale per la loro vita: non tollerano invadenze del loro spazio e per difendersi attuano strategie aggressive quali il rilascio di molecole chimiche o in, casi estremi, di sostanze repellenti. I pomodori, ad esempio, che sono estremamente reattivi  agli attacchi di insetti e batteri reagiscono rendendosi indigeribili e diffondendo alle piante vicine la notizia dell’attacco in corso. In un parco del Botswana qualche anno fa furono introdotte delle gazzelle che poco tempo dopo morirono. Dopo accurati studi i biologi scoprirono che le acacie, minacciate dalle gazzelle, avevano aumentato la quantità di tannino nelle foglie, avvelenando gli animali e mettendo in allarme tutte le acacie presenti nella zona.

Le piante influenzano l’uomo

Se una persona vive a lungo senza nessun contatto con le piante, pare, sia destinato a soffrire di disturbi psichici. Alcune ricerche hanno provato la correlazione tra suicidi, violenze domestiche, criminalità e assenza di verde nelle città. Al contrario, ad esempio, la presenza di piante abbrevia la degenza soprattutto nei casi di gravi traumi ossei: secondo uno studio tedesco la frattura del femore si risolve in metà tempo per coloro che trascorrono del tempo negli spazi aperti. Inoltre, è stato dimostrato che guidare su strade costeggiate di pini marittimi o platani crea minori incidenti stradali. Questo perché le piante hanno un effetto rilassante e antistress.

L’attività pensante è concentrata nelle radici

Le piante pensano. Il mondo vegetale comunica secondo un’intelligenza di sciame: un sistema di trasmissione utilizzato da alcuni animali e insetti che operano in un sistema di rete auto organizzata.

Di ricerche in questo campo, da anni, se ne occupa il laboratorio di neurobiologia vegetale dell’università di Firenze (LINV) che ha concentrato le proprie ricerche sugli “apici radicali”, migliaia di cellule che occupano circa due millimetri della punta delle radici. Essi possono rilevare, in tempo reale, una quindicina di parametri quali la temperatura e la presenza di acqua e contribuire alle strategie di sopravvivenza della pianta.

Le radici, dunque, sono la sede del quartier generale delle piante e l’area in cui si svolge un’attività simile a quella del cervello animale.

Il sistema vegetale si innesta con la robotica

La neurobiologia vegetale apre la strada ad applicazioni nella robotica. Il LINV ha elaborato per l’Agenzia spaziale europea il progetto di uno sciame di “plantoidi”. Si tratta di ibridi vegetali e meccanici in grado di esplorare e scavare nel sottosuolo attraverso delle radici in grado di rilevare diversi parametri del suolo.

In futuro le piante potranno diventare anche un modello per studi sulle telecomunicazioni: la mappa delle radici, simile alla topografia di internet, potrebbe fornire indicazioni sulla costruzione di reti.

Scrive per noi

Elvira Augello
Laureata in Scienze politiche presso l'Università degli Studi di Torino, ha collaborato con un'agenzia pubblicitaria per la quale ha redatto testi, molti dei quali pubblicati sulle pagine "Eventi speciali Nord Ovest" de Il Sole 24 ore. Attualmente collabora con il trimestrale Air Valleé Flight Magazine.