Alimentazione: una nuova sfida!

I laboratori privati e pubblici si stanno impegnando per migliorare la quantità e la qualità del cibo attraverso una rivoluzione agricola fondata sulle moderne biotecnologie che abbattono i limiti delle tecniche tradizionali.

Entro il 2050 l’umanità supererà i 9 miliardi di individui. Il 97% della crescita demografica sarà concentrata in Africa, Asia e America Latina. Per contro, la quantità di terre coltivabili non crescerà proporzionalmente a causa di desertificazione, salinizzazione del suolo e urbanizzazione. A rendere ancora più difficile la situazione sarà il riscaldamento del clima che, come ipotizzano i climatologi, aumenterà le temperature medie del periodo estivo facendo declinare il rendimento dei campi.

Anche variando le pratiche agricole, l’Europa dovrà comunque affrontare gli sbalzi climatici che sfoceranno in maggiore piovosità e più frequenti inondazioni stagionali.

Per essere pronti e limitare al minimo i possibili danni bisognerà cambiare il modo di coltivare ampliando i raccolti senza gravare sull’ecosistema e puntando all’intensificazione di piantagioni sostenibili in ogni fase di produzione.

In questa era di rivoluzione agricola che coinvolge tecniche di coltivazione tradizionali e moderne biotecnologie gli scienziati fanno ricerca soprattutto nel campo delle migliorie genetiche per rendere le piante più resistenti ad alcuni insetti, per accrescerne la qualità, per aumentarne la resa in terreni difficili o in condizioni ambientali avverse. Lo sviluppo di piante resistenti alla maggiore salinità del suolo, ad esempio, beneficerebbe molti paesi e non solo quelli poveri o in via di sviluppo. Studiosi del centro di ricerche del governo australiano, ad esempio, hanno annunciato lo sviluppo di varietà di grano, di cui l’Australia è uno dei paesi produttori, che in condizioni di particolare salinità producono, rispetto alle varietà non resistenti, il 25% di prodotto in più.

Gli studi non coinvolgono più solo colossi privati e multinazionali, anche la ricerca pubblica sta puntando su tecnologie e metodi innovativi per migliorare qualità e quantità del cibo. In alcuni settori è addirittura dominante rispetto a quella svolta dalle multinazionali, a cui non conviene investire sullo sviluppo di piante che hanno un mercato ridotto.

Negli USA, ad esempio, gli scienziati hanno sviluppato un susino geneticamente modificato che resiste al virus Shakra molto diffuso in Europa. Gli stessi studiosi hanno creato una papaya resistente a un batterio che rischiava di decimare le coltivazioni delle Hawaii. La sua introduzione ha salvato le coltivazioni di papaya  locali.

Cuba e Brasile, invece, stanno lavorando sulla canna da zucchero, mentre il Perù sta modificando le patate.

In Italia alcune piante pregiate, apprezzate in tutto il mondo per le loro caratteristiche uniche, sono a rischio di estinzione perché infettate da insetti o perché non resistenti alle intemperie. Per provare a superare queste problematiche anche la ricerca pubblica italiana ha lavorato sulle modificazioni genetiche degli organismi producendo il melo della valle d’Aosta resistente all’attacco del parassita Melolontha melolonta e un pomodoro San Marzano resistente a un virus, che ne blocca la coltura commerciale su ampia scala.

In futuro però il ruolo da protagonisti sarà svolto dai paesi asiatici, soprattutto da Cina e India. Dal 1997 la Cina coltiva il cotone BT resistente ad alcuni insetti. Attualmente sono circa sette milioni gli agricoltori che seminano sia il cotone prodotto dalle multinazionali, che quello sviluppato dagli studiosi cinesi. Questi ultimi hanno, inoltre, già testato un tipo di riso resistente ai parassiti, che ha dimostrato una resa più elevata e che viene prodotto con una riduzione dei pesticidi dell’80%. Secondo un rapporto della Commissione Europea nel 2015 circa la metà di tutti gli Ogm autorizzati in commercio sarà frutto della ricerca pubblica dei paesi asiatici.

 20/10/2010

 

Scrive per noi

Elvira Augello
Laureata in Scienze politiche presso l'Università degli Studi di Torino, ha collaborato con un'agenzia pubblicitaria per la quale ha redatto testi, molti dei quali pubblicati sulle pagine "Eventi speciali Nord Ovest" de Il Sole 24 ore. Attualmente collabora con il trimestrale Air Valleé Flight Magazine.

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