La scomparsa di Antonio Bossi
Tempo di lettura: < 1 minuto
(Nella foto di apertura, Antonio Bossi tra Paola Iotti e Vincenzo Conese allo stand WEEC in occasione della presentazione della Rete scolastica di educazione ambientale alla Camera di commercio di Como e Lecco)
La mattina del 7 gennaio si è spento a Como, dopo una breve malattia, Antonio Bossi. Tutta la comunità WEEC esprime il suo dolore e è vicina a Marco e Sara. Antonio era dei nostri dagli anni ’90 del secolo scorso, insieme al gruppo di educatori del WWF che realizzava “Insegnare verde”, l’inserto dell’associazione del panda, pubblicato dalla nostra rivista “.eco” (e prima ancora, quando la nostra testata si chiamava “école”), e ne abbiamo potuto conoscere e apprezzare la profonda umanità, la passione e le grandi competenze.

Con la nascita della sezione Lombardia si era generosamente anche assunto l’onere di direttore e in tale veste aveva tra l’altro organizzato la summer school del 2023 a Monte Barro (LC). Con lui, perdiamo un amico prezioso, una persona che tutti noi stimavamo e amavamo.
Pubblicheremo testimonianze su Antonio Bossi qui su questo sito web e sull’edizione a stampa della rivista.
Ultimi articoli
.Eco è la più antica rivista di educazione ambientale italiana. Un ponte fra scuola, associazioni, istituzioni e imprese
ABBONAMENTO INTEGRATO
Scrive per noi

- Redazione
- ".eco", rivista fondata nel 1989, è la voce storica non profit dell'educazione ambientale italiana. Intorno ad essa via via si è formata una costellazione di attività e strumenti per costruire e diffondere cultura ecologica e sostenibilità.
Dello stesso autore
Notizie31 Maggio 2026Edgar Morin, il filosofo che ha individuato i limiti dei sistemi educativi, formativi e di ricerca
Attività 202618 Maggio 2026Il 19 maggio presentazione del nuovo “Culture della sostenibilità”
Attività 202613 Maggio 2026Milano, giovani e sostenibilità al centro della giornata conclusiva di Action4Planet
Formarsi e lavorare in educazione ambientale12 Maggio 2026Educazione e cultura della sostenibilità nelle aree protette: parte un’inchiesta di “.eco”
