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Sempre avanti, donne e storie di montagna sulle orme di Margherita prima regina d’Italia

| Bianca La Placa

Tempo di lettura: 3 minuti

Sempre avanti, donne e storie di montagna sulle orme di Margherita prima regina d’Italia
“Sono Anna Monari faccio la guida alpina- Se ci guardiamo intorno possiamo vedere i segni che ha lasciato il ghiacciaio che nell’ultimo secolo è arretrato di più di 3 km, ma resta comunque un bellissimo paesaggio”. Comincia così il video documentario che accompagna la mostra fotografica Sempre avanti.Da Margherita alle nuove regine del Rosa, fulcro del progetto Viva Margherita.

“Sono Anna Monari faccio la guida alpina- Se ci guardiamo intorno possiamo vedere i segni che ha lasciato il ghiacciaio che nell’ultimo secolo è arretrato di più di 3 km, ma resta comunque un bellissimo paesaggio”. Comincia così il video documentario che accompagna la mostra fotografica Sempre avanti.Da Margherita alle nuove regine del Rosa, fulcro del progetto Viva Margherita.

Viva Margherita vede come capofila l’Istituto per l‘ambiente e l’educazione Scholé futuro ETS-WEEC Network, che da oltre 40 anni si occupa di sostenibilità, in collaborazione con il Comune di Gressoney-Saint-Jean, il Consorzio Gressoney Monterosa, Monterosa Ski e la Pro Loco di Gressoney -Saint-Jean.

È realizzato grazie al contributo di 65.000 euro della Fondazione Compagnia di San Paolo. Propone in chiave attuale i valori che la regina aveva suggerito con il suo esempio: la fruizione sostenibile della montagna; la partecipazione attiva alla vita comunitaria, l’impegno nella valorizzazione del patrimonio culturale e artigianale; uno sguardo femminile pionieristico e appassionato, che ha ispirato future generazioni di donne in montagna. Viva Margherita mette in rete – anche con un dépliant in quattro lingue – i paesaggi culturali e geografici della Valle del Lys (AO), legati dal fil rouge della figura della regina, valorizzando i siti culturali, i sentieri e i rifugi montani interessati alla presenza della regina.

La mostra, inaugurata a metà dicembre presso l’Autorimessa di Castel Savoia a Gressoney-Saint-Jean, è visitabile nei weekend e durante le vacanze natalizie fino a fine marzo. Ideata dalla giornalista Marta Ghelma, con le foto e le riprese di Daniele Camisasca, racconta le vite e le storie di dieci donne che oggi incarnano l’emancipazione femminile e il loro legame con la montagna. Scienziate, campionesse sportive, artigiane ed esperte del territorio, ritratte nei luoghi di Margherita, testimoniano come tutelare il patrimonio culturale e ambientale della montagna.

Alle foto delle “nuove regine” fanno da contraltare le foto d’epoca (Archivio Guindani) di una seconda mostra: J’adore Gressoney. Margherita di Savoia nella valle del Lys, esposte nel centro storico di Gressoney-St-Jean e sugli impianti. Le foto ritraggono la regina in connessione con il paesaggio e con la comunità locale. Le mostre hanno il patrocinio della Regione Valle d’Aosta-Heritage. 

“In quanto donna – continua Anna Monari – immagino cosa potesse aver vissuto la regina Margherita durante la sua spedizione alla Capanna Margherita, perché ancora adesso questa è un ambiente prettamente maschile ai suoi tempi immagino che lo fosse ancora di più”.

“Se penso alla regina Margherita, che è salita qui più di 130 fa in un’epoca in cui le donne non facevano alpinismo – aggiunge la content creator Barbara Girod, salita oltre 70 volte a Capanna Margherita, il rifugio alpino più alto d’Europa, situato a 4.554 metri sulla Punta Gnifetti nel gruppo del Monte Rosa – mi rendo conto di quanto fosse all’avanguardia e quanto fosse una donna libera e quindi anche questo fattore di libertà e di alpinismo femminile legato alla Margherita, mi piace tantissimo”.

“I cento anni dalla scomparsa di Margherita di Savoia, prima regina d’Italia – conclude Marta Ghelma, giornalista e ideatrice del progetto – sono l’occasione per rilanciare la Valle di Gressoney e il Monte Rosa, scelti come buen retiro dalla regina Margherita per 37 anni, dal 1889 fino alla sua morte”.

Guarda le video interviste alle dieci “nuove regine del Monte Rosa”