Le poesie quotidiane di Ignazio Buttitta
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Bagheria, Sicilia, mondo.
Il grande poeta Ignazio Buttitta (Bagheria, 1899-1997) combatté durante la Prima guerra mondiale, poi nel 1923 esordì con una raccolta di versi in siciliano, preferì il silenzio durante il regime fascista, ricominciò a pubblicare dopo la Seconda guerra mondiale e con “Io faccio il poeta” vinse il Premio Viareggio.
Narrava le cose che gli capitavano, con metafore, immagini, ritmo corale (indimenticabile ascoltarlo prima ancora che leggerlo), nei “lazzaretti degli scarti”, “dalla parte del popolo” e degli ultimi in particolare: contadini poveri, lavoratori a giornata, zolfatari, emigranti.
Nella bellissima raccolta troviamo una quarantina di poesie o canzoni, a sinistra l’autotraduzione in italiano, a destra il testo dialettale, l’autore già consapevole che “la chitarra del dialetto perde uno strumento al giorno”.
Sciascia sottolinea il carattere incidentale della scrittura di Buttitta: “la poesia va detta e non costretta su una pagina, sigillata in un libro”.

Io faccio il poeta
Ignazio Buttitta
Poesie
Con la nota iniziale originale di Leonardo Sciascia (1972)
In appendice alcuni scritti critici sul poeta (degli anni Cinquanta e Sessanta)
Sellerio Palermo
2025 (1ª ed. Feltrinelli 1972)
Pag. 300, euro 16
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- Valerio Calzolaio
- Valerio Calzolaio, giornalista e saggista, è stato deputato (1992-2006) e sottosegretario all’Ambiente (1996-2001). Ha pubblicato numerosi libri sul tema della migrazioni e dei profughi ambientali.
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