Leggi il numero di “.eco” di marzo 2020

Il congresso mondiale dell’educazione ambientale (WEEC) e l’età verde di una gioventù che alza la voce al centro del numero di primavera. Insieme, come al solito, a molto altro: casi studio, rubriche, recensioni. I principali argomenti e il sommario completo di “.eco” di marzo 2020. I giovani “da destinatari ad attori” dell’educazione ambientale.

“Ambiente in movimenti” (Fridays for future, ovviamente, ma con un occhio anche alle sardine) è il focus che apre il numero di marzo di “.eco”, la storica testata di riferimento dell’educazione ambientale italiana.
La polemica sull’ingresso di Eni nelle scuole italiane come “esperto” in cambiamento climatico e uno sguardo critico sul ruolo delle università in materia di comportamenti sostenibili chiudono la prima sezione.

Pansha Duangtip, la “Greta tailandese”, presenta l’appello dei giovani partecipanti al WEEC Campus.

Al centro del fascicolo, un corposo “Tema” monografico dedicato al decimo congresso mondiale tenutosi a Bangkok, capitale della Thailandia, nel novembre 2019. Il congresso, raccontato da alcuni partecipanti della delegazione italiana, è stato aperto, tra gli altri, dall’accorato appello di una ragazza del WEEC Youth Camp, un laboratorio di formazione alla leadership giovanile ideato dall’australiano Phil Smith, intervistato da Elena Pagliarino.

Un’alleanza da rafforzare

Quello dei giovani (“da destinatari ad attori”) è un filo che percorre tutto il numero e che ritroviamo anche in altri articoli. Come scrive il direttore Mario Salomone nel suo editoriale, “C’è del verde nel verde” nel mondo dell’impegno ambientale. Mario Salomone invita a stringere sempre più l’alleanza tra generazioni e lavorare insieme, anche tramite strumenti come “.eco” e gli altri della Rete WEEC italiana e internazionale, come risposta da dare alle sollecitazioni dei giovani, che del resto trovano gli alleati migliori nell’educazione ambientale formale, non formale e informale. Tutti insieme, magari, si riuscirà – come i giovani richiedono – a prestare più attenzione all’educazione ambientale degli “adulti”, che sono la parte più numerosa della popolazione e quella che decide, o consuma, o favorisce o ostacola il cambiamento. «La comunità di pratica e di ricerca in educazione ambientale – osserva – dovrà però interrogarsi maggiormente nell’educazione ambientale degli adulti». Gli adulti, infatti, sono un pubblico difficile da raggiungere, ma che è importante e urgente raggiungere.

“.ECO” di marzo 2020

IL SOMMARIO

EDITORIALE

Mario Salomone, C’è del verde nel verde

PRIMO PIANO

Ugo Leone, Ambiente in movimenti?
Annabelle De Jong, I Fridays For Future e l’educazione ambientale
Ugo Marani, Movimenti, alzate il tiro
Antonio Di Gennaro, Quello che le Sardine dicono al paese
Ugo Leone, L’ENI nelle scuole?
Francesco Ingravalle, Università e sostenibilità: utopia realmente possibile?

TEMA / WEEC, immersione nella grande Asia

Tomaso Colombo, Voci, sguardi, mani e sangue. La visione dell’educazione ambientale nel Far East del mondo
Antonella Bachiorri, Il lungo viaggio dei World Environmental Education Congresses (WEEC)
Elena Pagliarino, Giovani e educazione ambientale: da destinatari ad attori
Pansha Duangtip, Per favore, siate giganti
Elena Pagliarino, Il messaggio dei giovani ai partecipanti. Intervista a Phil Smith
Elena Bougleux, La navigazione a remi come strategia educativa
Annastella Gambini, La comunicazione durante il WEEC 2019
Stefania Fontana, L’educazione va in montagna
Umberto Girardi, Cosa ho portato, cosa ho imparato

EDUCAZIONE

Carol Sinisi, WWF Young, una community guidata dall’entusiasmo
Riccardo Cannavale, La comunicazione ambientale ed il ruolo dei cittadini. Il caso Avellino
Haidi Segrada, A scuola con Mirtilla

RUBRICHE

Ugo Leone, Mal-aria, ancora mal-aria
Pierluigi Cavalchini, Noam Chomsky: la denuncia dell’indottrinamento
Francesco Ingravalle, L’accelerazione della storia
Elena Pagliarino, Burning, o dell’incertezza della vita

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