L’informazione libera e costruttiva è quella ambientale

Il 3 maggio si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale della libertà di stampa, un’occasione per riflettere sulla difesa della libertà di parola e di informazione, del pluralismo e dell’indipendenza dei media (l’Italia è solo al 58° posto). In questo quadro, si celebra anche la Giornata nazionale dell’informazione costruttiva (GNIC), cui aderiamo. L’esplosione del razzo di Elon Musk tra le buone notizie, le soluzioni per la (vera) transizione ecologica tra quelle costruttive.

L’indice 2022 della libertà di informazione (da By Karte: NordNordWest, Lizenz: Creative Commons by-sa-3.0 de, CC BY-SA 3.0 de, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=117654119)

Sappiamo che nella mappa mondiale della libertà di stampa (vedi accanto) disegnata annualmente da Reporters senza frontiere gli azzurri (“soddisfacente”) e i blu (buona”) scarseggiano. L’Italia, tanto per dire, nel 2022 è definita “problematica” e sta solo al 58° posto della poco onorevole graduatoria.

I diritti sanciti dalla Costituzione italiana assumono un significato di particolare valore sociale e attribuiscono ai media un ruolo importante nella formazione dell’opinione pubblica, nella creazione della percezione della realtà e sulla qualità della vita dei lettori e della società intera.

Un ruolo che se da un lato è minacciato dal calo di vendite dei giornali e dall’essere in balia di un flusso incontrollato di notizie e di video sulle chat e sui vari social network, dall’altro non è certo abbastanza difeso da giornali e giornalisti che fanno sì i “watch dog” (i cani da guardia), ma non della verità e dei deboli, ma dei profitti dei gruppi industriali e finanziari che per la maggior parte i mass media li controllano, perché li possiedono o li condizionano con la pubblicità, anche dove a reprimerli non ci sono intimidazioni, leggi bavaglio, arresti e assassinii. E i social facilmente li manipolano.

Il caso Assange

Leccano (non dico dove) e azzannano, deboli con i forti e forti con i deboli.

Il caso di Julian Assange, minacciato da 170 anni di prigione negli Stati uniti per presunto spionaggio, è esemplare e ci dice che in nessun paese si può dire fino in fondo “È la stampa bellezza” (Humphrey Bogart, in L’ultima minaccia, 1952, mentre si avviano le rotative in barba al tentativo del boss ci mettere a tacere il giornale).

Per fortuna, accanto ai bollettini che ci aggiornano sulle vittime dell’inquinamento, della fame, delle guerre, dei colpi di stato, delle guerre civili, delle alluvioni, della siccità, delle repressioni delle proteste popolari o delle violenze scatenata da strumentali cause etniche o religiose, sullo spaventoso aumento di spese militari, sul rilancio dell’energia nucleare, sul criminale attaccamento ai combustibili fossili, sul galoppante aumento delle disuguaglianze, ci sono anche le buone notizie e quelle costruttive.

Notizie buone, notizie costruttive

Sono buone notizie l’elezione di Lula in Brasile, la determinazione dei Francesi nell’opporsi alle inique controriforme di Macron, la chiusura delle centrali nucleari in Germania, le missioni di pace di papa Francesco, la svolta democratica in Colombia, la tenuta dell’antifascismo in Italia, il coraggio delle ONG che salvano quanti più migranti le norme maligne consentono, i giovani che scendono in piazza, fanno picchetti e flash mob o trovano nuove forme di lotta non violenta (anche se invise all’establishment), le donne iraniane, i contadini che ridanno vita alle zolle con l’agroecologia e restano aggrappati ai loro campi, le giovani presidenti di consigli degli studenti che all’inaugurazione dell’anno accademico delle loro università (Ferrara e Padova) la cantano chiara su diritto allo studio, competizione, suicidi, sofferenze che li accomunano con milioni di altre persone.

È una informazione – quella che dà conto di ciò – libera da condizionamenti, ricatti di potentati editoriali, censure e autocensure, conformismi e opportunismi.

Look up, c’è una buona notizia: l’escapismo non funziona

La navicella spaziale di Ispace.

Tra le buone notizie, forse andando un po’ nel frivolo, c’è che il 25 aprile il lander lunare privato M1 sviluppato dalla società giapponese Ispace (e primo di una serie di voli commerciali) si è probabilmente schiantato sulla superficie del nostro incolpevole satellite. Ispace, che ha raccolto 300 milioni di dollari per finanziare missioni lunari low-cost, è subito crollata in borsa.

Purtroppo, ci riproverà l’anno prossimo.

Non sappiamo invece (ma lo temiamo fortemente) se ci riproverà Elon Musk, che ci ha regalato un’altra ottima notizia: il suo missile costato 2 miliardi di dollari (il più alto – 120 metri – e potente della Storia) è esploso pochi minuti dopo il lancio.

Bazzecole per il miliardario più miliardario del mondo (quasi 200 miliardi di patrimonio personale) e neoproprietario reazionario di Twitter, avviato come tanti altri (pubblici e privati) sulla strada della conquista dello spazio, che con la scusa del progresso e della scienza dilapidano somme meglio utilizzabili per salvare il pianeta. In realtà per scopi militari, commerciali o per salvare la pellaccia con una fantascientifica “terraformazione” di Marte dopo aver devastato il nostro pianeta con un ben più reale terraformazione – si veda lo splendido saggio di Amitav Ghosh “La maledizione della noce moscata“).

Ma i ricchi vogliono salvare solo se stessi (non hanno visto “Don’t look up” o non lo hanno preso sul serio): è l’escapismo, che Douglas Rushkoff analizza e ridicolizza in Solo i più ricchi. Come i tecno-miliardari scamperanno alla catastrofe lasciandoci qui (Luiss, pp. 178, euro 20).

L’informazione buona e costruttiva apre la strada a una società più giusta e pacifica e a una civiltà ecologica

E sono tante le notizie “costruttive”. Sono costruttive (e ad esempio “.eco” ne è piena) le notizie che aiutano a costruire comunità, a inventare un futuro equo e solidale, che propongono volontariato e crowdfunding per recuperare un bosco, difendere un’area umida, che spiegano perché e come opporsi a un rigassificatore o a un ennesimo consumo di suolo, come recuperare e difendere un bene comune, come fare una comunità energetica, come promuovere progetti locali di sviluppo sostenibile, che danno fiducia agli insegnanti che lavorano all’osmosi scuola-natura e sostengono e incoraggiano la transizione verso una educazione ecologica.

Insomma, oggi, di fronte alla “policrisi” che ha un’unica causa e molti devastanti effetti (di cui spesso non cogliamo le interconnessioni) l’unica informazione buona e costruttiva è quella che apre la strada a una società più giusta e pacifica e a una civiltà ecologica.

La visione costruttiva è quella di chi, coraggioso e cocciuto, qui resta, perché sa che non c’è un Pianeta B e si rimbocca le maniche contro le catastrofi presenti e future.

La GNIC

Oltre 70 enti ed associazioni del mondo dei media e della comunicazione (tra cui la nostra) insieme per un’informazione libera da spettacolarizzazione della negatività e polemiche, al servizio delle soluzioni e del bene comune.

Il 3 maggio per la Giornata mondiale della libertà di stampa torna anche la Giornata nazionale dell’informazione costruttiva (GNIC). Dalle 9 alle 13 si svolge una maratona di interventi e interviste online in diretta.

Al pomeriggio dalle 14 alle 17: a Bergamo (presso l’Auditorium Ermanno Olmi, sede della Provincia, via Sora 4) corso “Giornalismo Costruttivo: come rinforzare e dare nuovo slancio all’informazione”, aperto a tutti e valido ai fini della formazione professionale dei giornalisti.

La Giornata propone approfondimenti e confronti attorno ai modelli e agli strumenti costruttivi: i professionisti dell’informazione sono invitati a pubblicare e dare risalto a notizie, reportage e storie costruttive cioè che siano scritte in modo libero da sensazionalismi, polemiche, fake news e che sappiano aiutare il lettore a comprendere la realtà e portare consapevolezza e fiducia nel mondo e negli esseri umani.

Sul sito www.giornatainformazionecostruttiva.site è possibile fino al 3 maggio compilare il form per aderire e partecipare all’iniziativa sia come singoli giornalisti che come redazioni.

I PROMOTORI

AD Communications, Agenzia Giornali Diocesani, Aipec, ARGA Lombardia Liguria, AVSI, Aware, Associazione Stampa Romana, B-Hop Magazine, Brandtopia, Cattedra Raimon Panikkar, Città Nuova, Collateralmente, Connect, Conscom, Constructive Network, Cronache Maceratesi Junior, Datamagazine.it, Il Dialogo di Monza, Dire, Diritto dell’Informazione, L’Eco di Bergamo, .eco l’educazione sostenibile, Ecology.it, Edizioni Mille, Edizioni Mille Ragazzi, Famiglia Cristiana, Freelance Network, Funny Vegan, Ghigliottina, Il Giornale delle Buone Notizie, Giovani Genitori, Giovani Giornalisti Gentili, Giulia Giornaliste, Impact skills, In Blu2000, Italia che cambia, Istituto per l’Ambiente e l’Educazione Scholé Futuro-Rete WEEC Italia, Libre Italia, Massa Critica, Master di Giornalismo Torino, MPPU, Mezzopieno News, News 48, Nuova Comunicazione, ONG 2.0, PA Social, Piemonte Parchi, Premio Buone Notizie, Pressenza, Prima Pagina News, Paralelo, Quotidiano Piemontese, Radio Bullets, Radio Ugi, Radio Una voce vicina in Blu, Roma Natura, Rete Nazionale Assessori alla Gentilezza, Sansa Radio, Sapereambiente, Scarp de’ Tenis, ScriverEsistere, Showinair, SIPP; Spettacolo Musica Sport, The Story Square, Tante care cose, TG delle Buone Notizie, Titptosti.it, Tiscali News, To Radio, UCSI Unione Cattolica Stampa Italiana, UGI, Valori, VolonWrite, Voluntas, Well tribune, Wreport.

PATROCINI

Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, Asvis-Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, Comune di Bergamo, FERPI Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, FISC Federazione Italiana Settimanali Cattolici, FNSI Federazione Nazionale Stampa Italiana, Ordine dei Giornalisti Consiglio Nazionale, Ordine dei Giornalisti del Piemonte, UCSI Unione Cattolica Stampa Italiana, UGIS Unione giornalisti Scientifici Italiani, USPI Unione Stampa Periodica Italiana, Provincia di Bergamo, RAI

Per informazioni e adesioni:Tel. 011 19717009

info@giornatainformazionecostruttiva.site

https://www.giornatainformazionecostruttiva.site/

Scrive per noi

MARIO SALOMONE
MARIO SALOMONE
Sociologo dell'ambiente, giornalista e scrittore, Mario Salomone dirige ".eco" dalla fondazione (1989) e la rivista scientifica "Culture della sostneibilità" (fondata nel 2007), è autore di saggi, romanzi e racconti e di numerosi articoli su quotidiani e riviste. Già professore aggregato all'Università di Bergamo, è Segretario generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC, che realizza ogni due anni i congressi del settore, e fa parte del Consiglio di amministrazione della Fondazione Aurelio Peccei, sezione italiana del Club di Roma.

MARIO SALOMONE

Sociologo dell'ambiente, giornalista e scrittore, Mario Salomone dirige ".eco" dalla fondazione (1989) e la rivista scientifica "Culture della sostneibilità" (fondata nel 2007), è autore di saggi, romanzi e racconti e di numerosi articoli su quotidiani e riviste. Già professore aggregato all'Università di Bergamo, è Segretario generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC, che realizza ogni due anni i congressi del settore, e fa parte del Consiglio di amministrazione della Fondazione Aurelio Peccei, sezione italiana del Club di Roma.

MARIO SALOMONE has 112 posts and counting. See all posts by MARIO SALOMONE

Parliamone ;-)