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Romolo Guerrieri: un secolo di cinema italiano attraverso lo sguardo di Giuseppe Costigliola

| Valerio Calzolaio

Tempo di lettura: 2 minuti

Romolo Guerrieri: un secolo di cinema italiano attraverso lo sguardo di Giuseppe Costigliola
Romolo Guerrieri, regista e sceneggiatore, è al centro della biografia di Giuseppe Costigliola, che ricostruisce con rigore e passione oltre quarant’anni di cinema italiano. L’opera intreccia storia personale, filmografia, testimonianze e contesto culturale, offrendo uno spaccato prezioso della produzione cinematografica dal secondo dopoguerra agli anni Novanta.

Roma e dintorni, dagli anni Cinquanta a oggi. Romolo Girolami, nato nella capitale il 5 dicembre 1931, è divenuto celebre con lo pseudonimo Romolo Guerrieri, sceneggiatore e regista tra i più attivi del secondo Novecento italiano. La sua è una storia che si intreccia con quella di un’intera famiglia dedita al cinema, a partire dal fratello maggiore Marino Girolami (1914-1994), regista e figura di riferimento per le generazioni successive. Il padre Giuseppe, originario di Roccafluvione (AP), si trasferì a Roma dove conobbe Lucia Guerrieri, anch’essa emigrata. Si sposarono nel 1910 e, tra lavoro e sacrifici, crebbero numerosi figli.

Romolo visse la sua infanzia sotto il regime fascista, contrasse la poliomielite da bambino, lasciò il liceo per un istituto professionale e coltivò due passioni: il pugilato e la scrittura. L’ingresso della famiglia nel mondo del cinema avvenne grazie al fratello Marino, che – grazie anche al legame con una donna ebrea sopravvissuta alla guerra e ad Anna Magnani – fece carriera sin dagli anni ’40, spianando la strada ai parenti. Fu proprio lui a suggerire ai familiari di adottare pseudonimi per distinguersi nell’ambiente cinematografico.

Romolo Guerrieri esordì come regista nel 1965 con 7 magnifiche pistole, ma la sua attività si estende per oltre quarant’anni, tra western, polizieschi, noir, commedie sexy, fantascienza, spy story, documentari e persino spot pubblicitari. La sua filmografia incrocia i grandi temi e le evoluzioni del cinema di genere italiano, offrendo uno spaccato significativo di un’epoca.

A raccontare questa straordinaria avventura professionale e umana è il critico e traduttore Giuseppe Costigliola (Formia, 1964), che ha realizzato un’opera monumentale in due volumi. Il primo ripercorre il periodo 1952-1965, fino all’esordio alla regia. Il secondo, meticoloso e appassionante, analizza il cinema di Guerrieri dal 1966 al 1992, articolando il racconto in cinque sezioni tematiche: dalla trilogia western agli esperimenti del 1968, dagli anni Settanta al crepuscolo della carriera, fino alle attività extra-cinematografiche.

Costigliola ha condotto un lavoro di ricerca rigoroso e profondo, intervistando lo stesso Romolo Guerrieri e molte figure a lui vicine, revisionando i film insieme ai protagonisti, consultando agende, documenti, fotografie e archivi dimenticati. Il risultato è un’opera che intreccia con eleganza biografia, analisi cinematografica, testimonianze dirette, digressioni storiche e culturali, corredate da inserti fotografici e da una filmografia dettagliata. Un omaggio doveroso a una figura centrale del cinema italiano e, al tempo stesso, una preziosa ricostruzione storica e critica del nostro immaginario audiovisivo.

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Il cinema di Romolo Guerrieri. Viaggio nel film di genere italiano

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Cinema e Storia

Edizioni Il Foglio Piombino, La Cineteca di Caino

2025

Pag. 706 euro 20

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Valerio Calzolaio
Valerio Calzolaio
Valerio Calzolaio, giornalista e saggista, è stato deputato (1992-2006) e sottosegretario all’Ambiente (1996-2001). Ha pubblicato numerosi libri sul tema della migrazioni e dei profughi ambientali.