Dall’Italia al Senegal per un futuro più verde
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Il Great Green Wall
La Grande Muraglia Verde africana può senza dubbio essere considerata uno dei progetti ambientali più ambiziosi a livello globale. Lanciato nel 2007 da 22 Paesi dell’Unione Africana al fine di contrastare l’avanzata del deserto del Sahara e l’aumento dei periodi di siccità nella zona saheliana, questo progetto prevede la creazione di un corridoio verde lungo 8.000 km dalla costa atlantica senegalese fino all’estremità orientale del Corno d’Africa.
Il fine ultimo di tale iniziativa è favorire la prosperità economica dei Paesi coinvolti, creando occupazione e riducendo i conflitti per l’accesso alle risorse naturali, attraverso un mosaico di terreni agricoli rigenerati, savane e boschi.
Tuttavia, a vent’anni dall’inizio, questa ambiziosa iniziativa è ancora lontana dalla piena realizzazione prevista per il 2030, mostrando molteplici contraddizioni e fallimenti in merito all’implementazione e alla reale efficacia degli investimenti. In Senegal, per esempio, nonostante il grande contributo nell’applicazione del progetto, solo una delle 36 aree analizzate nel corso di uno studio satellitare ha mostrato una maggiore copertura vegetale di quanto sarebbe avvenuto senza alcun tipo di intervento.
Lo scarso avanzamento del progetto e la relativa efficacia degli interventi svolti finora mostrano che non è sufficiente focalizzarsi esclusivamente sul numero di alberi piantati, senza un monitoraggio della sopravvivenza delle piante e una partecipazione attiva delle comunità locali come protagoniste. In tale contesto, risulta necessario far fronte alla dipendenza dai finanziamenti esterni come limite all’implementazione degli interventi, e all’imprevedibilità dei fenomeni legati al cambiamento climatico, quali piogge troppo intense, inondazioni e temperature al di sopra della norma, in grado di distruggere i progressi svolti nella creazione della muraglia.
Gli studenti protagonisti della “costruzione” della Grande Muraglia Verde

Nell’ambito del progetto della Grande Muraglia Verde, si inserisce un’iniziativa dell’istituto di istruzione superiore “Luigi Des Ambrois” di Oulx in collaborazione con l’ONG A Proposito di Altri Mondi (APDAM).
APDAM – A Proposito Di Altri Mondi, è un’organizzazione piemontese del Terzo Settore fondata nel 2011, attiva in Italia e in Africa, dove opera in Senegal, nella Repubblica Democratica del Congo e in Guinea.
Fin dalla nascita, APDAM è impegnata in Senegal nella lotta contro la malnutrizione infantile attraverso un approccio multi-settoriale, affrontando i fattori sottostanti quali la povertà, l’accesso ai servizi sanitari, le condizioni igienico-sanitarie, l’educazione e il funzionamento del sistema agricolo locale. In Senegal, l’organizzazione realizza interventi nel nord-est del Paese volti a promuovere la sicurezza alimentare delle comunità e la buona nutrizione, attraverso il miglioramento della produttività agricola e lo sviluppo economico sostenibile.
“I giovani studenti dell’Alta Val di Susa alla costruzione del Great Green Wall”, progetto vincitore del Bando Educazione alla Cittadinanza Globale per la sostenibilità e la solidarietà internazionale 2023, ha avvicinato l’Italia e il Senegal attraverso un impegno concreto per la sostenibilità ambientale. L’iniziativa ha promosso una sinergia tra ambiente ed educazione alla cittadinanza globale, contribuendo a rendere i giovani protagonisti e consapevoli di essere cittadini del mondo, con i relativi vantaggi, ma, allo stesso tempo, responsabili di fronte alle sfide globali.
Il progetto si è articolato in un percorso che ha coinvolto gli studenti in attività didattiche, laboratori, campagne di sensibilizzazione e raccolte di fondi. Le attività sono culminate con una settimana in Senegal, dal 19 al 24 maggio 2025, di tre studentesse, un docente e il dirigente scolastico, accompagnati dallo staff di APDAM, per la piantumazione di 360 alberi nel villaggio di Aram (Dipartimento di Podor), lungo la Grande Muraglia Verde.
A distanza di un anno, alcuni degli studenti sono tornati nel luogo di intervento e hanno constatato che a rompere la monotonia del paesaggio arido e bronzeo sono rimasti solo alcuni degli alberi piantati.
Questa scoperta ha destato una sensazione di amarezza mista a soddisfazione. Amarezza, in quanto si è visto da vicino l’impatto devastante del cambiamento climatico, in particolare delle forti piogge e delle inondazioni. Questo fenomeno non riguarda solo l’ambiente, ma la vita delle comunità e delle persone, minandone la stabilità sociale ed economica e provocando migrazioni forzate. Soddisfazione, perché, nonostante le difficoltà, vedere ancora i frutti dell’impegno dopo tempo alimenta la consapevolezza di essere i veri attori del cambiamento.
Una settimana in Senegal per scoprire la cooperazione
L’entusiasmo nato dal primo progetto in Senegal ha confermato il desiderio di proseguire il percorso avviato insieme ad APDAM, ed è con la stessa curiosità e passione che a maggio 2026 un gruppo di nove studenti e studentesse è tornato in Senegal, questa volta alla scoperta della cooperazione internazionale.
A differenza del primo anno, il secondo progetto finanziato dal PNRR aveva l’obiettivo di avvicinare giovani ragazzi e ragazze al complicato mondo della cooperazione, per comprendere le dinamiche che caratterizzano questo settore e stimolare in loro riflessioni su cosa significhi scegliere di vivere al fianco delle persone più vulnerabili, spesso lontano da casa.
Nei primi giorni a Dakar, gli studenti hanno avuto l’occasione di incontrare rappresentanti di ONG italiane e di grandi istituzioni, tra cui l’Ambasciata d’Italia e l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo. Successivamente, il gruppo si è spostato verso il nord del Paese, in direzione di Aram, il villaggio in cui APDAM opera da molti anni.
I due giorni trascorsi là sono stati, per gli studenti, l’occasione per unire la teoria ascoltata nei giorni precedenti alla pratica sul campo, per uscire dalla propria zona di comfort e toccare con mano il potere della cooperazione.
È difficile dire quanto questa esperienza abbia lasciato a dei giovani studenti. Una settimana, certamente, non basta a comprendere appieno la complessità della cooperazione internazionale. Allo stesso modo, vivere tutto questo in prima persona e ascoltare le testimonianze di chi ha compiuto tale scelta tanti anni fa e continua a farlo, ha probabilmente contribuito a seminare delle domande dentro di loro e, forse, anche un po’ di consapevolezza sul mondo.
Per molti di loro questo viaggio è arrivato in un momento particolarmente importante, in cui si trovano a scegliere “cosa fare da grandi”. La speranza è che questo breve ma intenso scambio abbia acceso in loro la curiosità per ciò che è diverso, sconosciuto e lontano. L’augurio più grande è, invece, che possano sempre conservare l’entusiasmo con cui hanno intrapreso questo viaggio, riconoscendo nell’incontro con l’altro una ricchezza che difficilmente si trova restando nei propri spazi sicuri.
Riferimenti
Africa Rivista – La Grande Muraglia Verde rischia il flop
La Nuova Ecologia – Grande Muraglia Verde africana
AICS – A che punto è la Grande Muraglia Verde dell’Africa contro la desertificazione
The Conversation – Africa’s Great Green Wall is stalling in Senegal: very few planted areas show progress
ScienceDirect – Africa’s Great Green Mirage? Assessing the disconnect between global finance and local implementation in Africa’s Great Green Wall
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