Una comunità (europea) fondata su valori

Unione Europea: identità comune e istituzioni liberaldemocratiche. Nel continente più bellicoso, forse, dell’intero mondo e nel luogo in cui i diritti dell’uomo sono stati più scientificamente violati, la storia dell’integrazione europea è stata storia dell’affermazione della pace e dei diritti. Ma la pandemia ha mostrato le criticità istituzionali, di identità e di reagire a una situazione emergenziale.

Le democrazie occidentali sono colpite da una “crisi neo-oligarchica”. Occorrerebbe il coraggio di dare reali poteri al parlamento europeo. E una “demopedia”, ovvero percorsi formativi dell’opinione pubblica affidata a una rete di soggetti che pensino politicamente l’ambientalismo e la sostenibilità sociale come temi di base per l’Unione Europea.

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Popolo, politica, partecipazione. Il governo delle aree rurali fragili in Italia e Europa

A Rovigo il 22 e 23 marzo il convegno annuale sulle aree fragili, per discutere anche del “populismo autoritario”. Tra i media partner anche “Culture della sostenibilità“. Ampia la partecipazione di studiosi stranieri in particolare del network ERPI, il quale ha organizzato tre delle quattro sessioni in inglese. Altro aspetto notevole è la presenza a fianco del keynote speaker prof. Filippo Barbera del direttore della rivista americana “Rural Sociology”, Laszlo J. Kulcsar.

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