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Torino incontra l’Europa

| Claudia Gaggiottino

Tempo di lettura: 2 minuti

È nato l’Eco-Parlamento, un luogo di incontro e di confronto dove i giovani possono partecipare attivamente alla vita politica locale ed europea. Tra i temi in primo piano le direttive dell’Unione Europea in difesa dell’acqua.

La ricerca Attitudes of European citizens towards the environment, pubblicata nel 2008 da Eurobarometer, ha evidenziato il rapporto che hanno i cittadini italiani ed europei verso le tematiche ambientali. Secondo questo studio solo il 33% dei ragazzi italiani tra i 15 e i 24 anni dichiara di essere informato sui temi relativi all’ambiente e il 42% ritiene che i problemi ambientali devono essere risolti attraverso un maggiore sviluppo delle informazioni. Benché l’82% degli intervistati sostiene che un ruolo centrale per la protezione dell’ambiente lo ricopra la legislazione europea, solo il 16% rivolge la propria fiducia agli organi dell’Unione Europea.

I dati cambiano di poco se si considerano anche i ragazzi degli altri Stati membri. Da questi presupposti è nato “European Eco-citizens”, iniziativa promossa dall’Istituto per l’Ambiente e l’Educazione Scholé Futuro onlus. Il progetto ha voluto realizzare un’esperienza nuova – la prima in Italia – in grado di incoraggiare la partecipazione dei giovani alla vita democratica e politica locale, nazionale ed europea. Come? Ragazzi italiani e sloveni tra i 18 e i 30 anni si sono incontrati periodicamente nei propri Paesi per approfondire le tematiche ambientali e le dinamiche decisionali che regolano il Parlamento Europeo.

Mentre in Italia è stato inevitabile concentrarsi sui metodi di gestione dei servizi idrici, argomento molto dibattuto a causa del referendum che si stava per svolgere, in Slovenia i ragazzi hanno condiviso un diffuso senso di sfiducia nei confronti delle istituzioni, non abbastanza informate sui problemi ambientali, e hanno analizzato le direttive create dall’Unione Europea in difesa dell’acqua. Negli incontri in Italia e in Slovenia i ragazzi hanno discusso e approfondito alcune questioni ambientali e si sono informati sul ruolo delle istituzioni nazionali e internazionali.

Il tutto in previsione dell’appuntamento finale, che si è svolto il 23 giugno a Torino, quando i 16 partecipanti hanno dato vita a un unico eco-Parlamento. Nel corso della giornata hanno condiviso emozioni, sensazioni e opinioni circa il modello politico europeo, la difficoltà a partecipare alla vita politica del Paese d’origine e la voglia di far sentire ognuno la propria voce. Insieme, poi, hanno deciso di approfondire quello che, secondo le ricerche effettuate nei tre incontri precedenti, è risultato il problema che più interessa gli Stati membri: l’inquinamento dei corsi d’acqua.

I ragazzi hanno analizzato i punti critici legati al monitoraggio delle acque in Italia e in Slovenia e unitamente hanno pensato a delle soluzioni che permetteranno al progetto “European Eco-citizens” di continuare oltre il periodo stabilito. L’idea nata durante l’eco-Parlamento, infatti, è quella di creare una bozza di direttiva europea da proporre al Parlamento.

Molto probabilmente questa non diventerà mai un obbligo vincolante per gli Stati membri, ma sarà comunque un segnale forte da parte di giovani cittadini europei che hanno deciso di riunirsi per affrontare in modo partecipato e critico le problematiche che li preoccupano. Sarà un modo per far conoscere all’Unione Europea una gioventù che vuole essere parte attiva delle dinamiche politiche, non solo nazionali, perché convinta che la vera democrazia la si possa esercitare solo attraverso la partecipazione. “European Eco-citizens” rientra nel programma europeo “Torino, capitale europea dei giovani 2010” ed è finanziato dall’Agenzia Nazionale per i Giovani e dal Comune di Torino.

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