Un’esperienza trasformativa apre nuovi orizzonti ai nostri sensi
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Artissima 2022: con il tema “Transformative Experience” l’arte si ispira alla filosofia della mente e alla mereologia (mereology), ovvero all’indagine logico-filosofica sulle parti che costituiscono un tutto, indagine assai prossima alla “psicologia della forma. Cambiandoci in profondità.

Il tema di “Artissima 2022” è il concetto di “transformative experience” sviluppato dalla filosofa della Yale University Laurie Anne Paul. Laurie Ann Paul si è occupata di filosofia della mente e di mereologia (mereology), ovvero dell’indagine logico-filosofica (che affonda le proprie radici negli anni settanta dello scorso secolo) sulle parti che costituiscono un tutto, indagine assai prossima alla “psicologia della forma (Gestalt)” (Max Wertheimer, Wolfgang Koehler): la mente umana struttura in modo unitario i dati sensoriali in schemi ordinati e dotati di significato); il concetto di “transformative experience” è stato da lei sviluppato in un articolo intitolato What You Can’t Expect When You’re Expecting (2015), ma soprattutto nel suo libro Transformative Experience del 2014.
Incontro con l’ignoto
Luigi Fassi, direttore di “Artissima” ha così sunteggiato questo importante riferimento: “Un’esperienza trasformativa è quella che apre nuovi orizzonti ai nostri sensi, ai nostri pensieri e alle nostre emozioni, cambiandoci in profondità” (Intervista di Jenny Dogliani in “I Vademecum del Giornale dell’arte” (2022), Benvenuti ad Artissima, la fiera che vi trasformerà, un’esperienza che non possiamo in alcun modo prefigurare razionalmente; ma questo incontro con l’ignoto, con il radicalmente altro, è proprio l’incontro con l’arte “in tutte le sue forme rivelative”.
Anziché “governare l’evento”, l’ignoto, lasciarsi guidare dall’evento, dall’ignoto che si manifesta, che si rivela, nelle gallerie d’arte (42 gallerie alla loro prima partecipazione ad “Artissima”, quest’anno, come ricorda Fassi nella intervista sopra citata).

Che l’opera d’arte trasformi chi la contempli, peraltro, è tesi già sviluppata da Arthur Schopenhauer in Il mondo come volontà e rappresentazione (1819); sennonché, la trasformazione che la contemplazione estetica genera nel soggetto che la contempla è temporanea, secondo Schopenhauer, mentre l’esperienza trasformativa, anche estetica, secondo L. A. Paul, modifica permanentemente il vissuto di chi la contempla.
Scegliamo, nel mare magnum di “Artissima 2022”, alcune tra le più significative opere in un percorso di concordia discors fra arte e natura, un percorso che armonizza tensioni di opposti, “come l’arco e la lira”, direbbe Eraclito di Efeso.
Sempre alla tensione dialettica fra natura e “non-natura” si ispirano le opere di Jakob Lena Knebl (Vienna).
La mano del manichino e la mano umana (a fianco) si toccano, per raffigurare le polarità del nostro mondo di esperienza con una intensità che costituisce una “esperienza trasformativa” la quale impedisce, dopo essere stata colta, di considerare l’artificiale come totalmente estraneo al naturale e il naturale come totalmente estraneo all’artificiale.
Costruzione cromatica di un volto umano
Il volto umano di Klaus Lueb, direttore della Royal Gallery di Berlino viene trascritto, dopo la morte, da Imi Knoebel (qui a fianco) nei tratti, lignei e metallici, di una costruzione cromatica.
L’essenza, la natura di quello che è raffigurato è espresso dalla forma pittorica.
Come scriveva Goethe “Farsi uguali agli oggetti vuol dire imparare; comprendere gli oggetti nella loro profondità vuol dire inventare” (Aforismi sulla natura, a cura di Giorgio Colli, Milano, SE, 1994, p. 12).
Il colore diventa forma delineando lo spettro cromatico del crepuscolo nel cielo che annotta e avvolgendo alcune forme delineate con chiarezza nel dipinto di Franz Vana
Il blu nell’azzurro, come in uno specchio d’acqua che, per certi versi ricorda il lago delle ninfee di Monet, è letteralmente aperto da Norbert Pragenberg.
L’esperienza trasformatrice è l’esperienza del colore: della pittura, a questo punto, si può dire quello che Goethe ha detto della poesia: “essa significa i segreti della natura e cerca di risolverli con l’immagine” (Aforismi sulla natura, p. 81).
E l’immagine, sorta così, segna la nostra esperienza e trasforma il nostro modo di guardare aggiungendo ai cinque sensi un sesto senso che disvela i significati della natura.
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- TIZIANA CARENA
- Tiziana C. Carena, insegnante di Filosofia, Scienze umane, Psicologia generale e Comunicazione, Master di primo livello in Didattica e psicopedagogia degli allievi con disturbi dello spettro autistico, Perfezionamento in Criminalistica medico-legale. È iscritta dal 1993 all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte. Si occupa di argomenti a carattere sociologico. Ha pubblicato per Mimesis, Aracne, Giuffrè, Hasta Edizioni, Brenner, Accademia dei Lincei, Claudiana.
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