(Nell’immagine di apertura, Villa Margherita a Gressoney-StJean – Foto di Viviana Gili)
Margherita di Savoia (1851-1926) è stata prima regina consorte d’Italia. Frequentatrice assidua della valle di Gressoney (Valle d’Aosta) e del Monte Rosa per 37 anni, dal 1889 alla sua morte. I cento anni dalla sua scomparsa sono l’occasione per parlare della fruizione sostenibile della montagna, della partecipazione attiva ed empatica alla vita comunitaria, dell’impegno nella valorizzazione del patrimonio culturale e artigianale, di uno sguardo femminile pionieristico e appassionato, che ha ispirato future generazioni di donne in montagna.
Questi sono infatti i temi del progetto Viva Margherita, che vede come capofila WEEC Network–Istituto per l‘ambiente e l’educazione Scholé futuro ETS, in collaborazione con il Comune di Gressoney-St-Jean, il Consorzio Gressoney Monterosa, Monterosa Ski e la Pro Loco di Gressoney St-Jean.
Il progetto è realizzato grazie al contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del Bando Territori in Luce 2025.
“Viva Margherita – spiega Marta Ghelma, giornalista e ideatrice del progetto – vuole mettere in rete i paesaggi culturali e geografici della Valle di Gressoney legati dal fil rouge della figura della regina, valorizzando i siti culturali (Castel Savoia, Villa Margherita, Passeggiata della Regina, chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, Museo regionale della fauna alpina Luigi Beck Peccoz, Villa della Regina, Cappella di Sant’Anna) e i sentieri e rifugi montani (Capanna Margherita, rifugio Ospizio Sottile, Istituto Angelo Mosso) interessati dalla presenza della regina”.
Attività per pubblici e interessi diversi, tra storia, cultura e montagna
Al centro del progetto vi è la mostra fotografica – dal titolo Sempre avanti. Da Margherita alle nuove regine del Rosa – che racconta per immagini le vite e le storie di dieci donne che oggi incarnano l’emancipazione femminile e il loro legame con la montagna. Scienziate, campionesse sportive, artigiane ed esperte del territorio, ritratte dal fotografo Daniele Camisasca nei luoghi di Margherita, testimoniano come tutelare il patrimonio culturale e ambientale della montagna. La mostra, inaugurata a dicembre, sarà visitabile fino alla fine di marzo (nei weekend e su prenotazione).
Alle foto delle “nuove regine” fanno da contraltare le foto d’epoca (Archivio Guindani) esposte nel centro storico di Gressoney-St-Jean in un percorso che lega luoghi e immagini e permette al visitatore di approfondire la sua conoscenza del borgo.
Molte le azioni di promozione e comunicazione del progetto: dalla conferenza sul tema “Donne e montagna” al corso di formazione online per giornalisti, alle passeggiate “al femminile” in collaborazione con le Pink Experience di Monterosa Ski alla produzione di un flyer in quattro lingue e un educational per operatori dell’informazione, alla presentazione del numero specialedella rivista Meridiani Montagne (Domus Editore) con il direttore Paolo Paci.
Tante attività per tanti pubblici diversi: ogni appassionato di montagna – ma anche di storia e di cultura – può così vivere il progetto secondo i propri interessi. Non è necessario essere un alpinista per godere del territorio di Gressoney e del Monte Rosa.
Ultimi articoli
.Eco è la più antica rivista di educazione ambientale italiana. Un ponte fra scuola, associazioni, istituzioni e imprese
ABBONAMENTO INTEGRATO
Scrive per noi

- Redazione
- ".eco", rivista fondata nel 1989, è la voce storica non profit dell'educazione ambientale italiana. Intorno ad essa via via si è formata una costellazione di attività e strumenti per costruire e diffondere cultura ecologica e sostenibilità.
Dello stesso autore
Notizie31 Maggio 2026Edgar Morin, il filosofo che ha individuato i limiti dei sistemi educativi, formativi e di ricerca
Attività 202618 Maggio 2026Il 19 maggio presentazione del nuovo “Culture della sostenibilità”
Attività 202613 Maggio 2026Milano, giovani e sostenibilità al centro della giornata conclusiva di Action4Planet
Formarsi e lavorare in educazione ambientale12 Maggio 2026Educazione e cultura della sostenibilità nelle aree protette: parte un’inchiesta di “.eco”
