Zoomafia è il termine coniato dalla LAV (Lega AntiVivisezione) dodici anni fa che si riferisce al “settore della mafia che gestisce attività illegali legati al traffico o allo sfruttamento degli animali” e non solo. Il “Rapporto Zoomafia” è un documento realizzato da Ciro Troiano, responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia.
Con questo termine, oltre allo sfruttamento degli animali per ragioni economiche, di dominio territoriale e di controllo sociale da parte di persone appartenetni a cosche mafiose, si intende anche la nascita di una nuova forma di criminalità, che si muove in parallelo al mondo mafioso e che utilizza gli animali per attività economico-criminali.
La LAV ha istituito dieci anni fa l’Osservatorio Nazionale Zoomafia, una struttura che collabora con tutti gli organi di Polizia Giudiziaria e con la Magistratura, con lo scopo di analizzare lo sfruttamento degli animali da parte delle organizzazioni criminali.
Il “Rapporto Zoomafia”, giunto alla sua nona edizione, analizza lo sfruttamento illegale di animali da parte della criminalità organizzata nel corso del 2007. Stima un giro di affari di circa 3miliardi di euro e prende in considerazione sette sezioni:
I combattimenti tra cani che, fortunatamente, nell’ultimo periodo hanno registrato un ridimensionamento
Le corse clandestine che, al contrario, suscitano un grande interesse nei gruppi organizzati producendo un business di 1miliardo di euro
La “Cupola del bestiame”, che comprende il traffico illegale di medicinali, il furto di animali di allevamento (200′000 animali in due anni), la falsificazione di documenti e la diffusione di malattie infettive attraverso la commercializzazione di carni e derivati da animali malati
Il business dei canili, spesso dei “lager” sovraffollati e tenuti in pessime condizioni igieniche
Il traffico di cani e gatti, soprattuto dai Paesi dell’Est
Il contrabbando di fauna esotica protetta, tra cui pappagalli, tartarughe, avorio e farmaci cinesi conteneti sostanze derivanti da animali protetti. Un business che “frutta” 500milioni di euro l’anno
Il “Malandrinaggio di mare”, che comprende l’uso di spadare (al bando dal 2002) e il traffico di datteri di mare e di ricci per il mercato clandestino di ristoratori compiacenti
L’ultima sezione spiega i diversi modi in cui gli animali diventino spesso strumento di intimidazione.
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“Rapporto Zoomafia 2008”
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