Verso una ecologia del turismo

Il festival del turismo responsabile arriva a Napoli. Molti interventi al convegno sull’ecologia del turismo, tra cui Donatella Porfido, WEEC Network Italia, su “Turismo, diritti e benessere”.

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L’ecologia industriale per risolvere il conflitto tra industria e ambiente

L’industria può liberare dalla miseria, assicurare lavoro e creare benessere, ma – per ineluttabili leggi termodinamiche e chimiche – inevitabilmente altera e inquina l’ambiente. Soltanto attraverso una migliore conoscenza dei processi e delle merci, delle materie prime e dei residui si possono ottenere, insieme, cicli produttivi integrati e puliti, occupazione e benessere.

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A Torino arriva Climathon, la maratona delle idee sul clima

Buone pratiche e soluzioni per contrastare il riscaldamento globale nelle città quest’anno, il 26 e 27 ottobre, si svolge nel capoluogo del Piemonte, scelto per la prima volta come main stage dell’evento di EIT Climate-KIC

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Il Pianeta azzurro sbarca al Climathon 2018 con YouLabWater

Quest’anno il Climathon Young ha scelto il nostro laboratorio YouLabWater per sensibilizzare i cittadini che verranno
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Geo-capitalismo, scambio ecologico ineguale e crisi del valore: transizioni radicali nell’Antropocene

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Partita la II edizione dell’Oceans Film Festival Italia

I migliori film di avventura, sopra e sotto le acque dei mari e degli oceani
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È con il termometro in gradi Celsius che nasce l’Europa industriale moderna

Anders Celsius (1701-1744) inventò la scala per misurare la temperatura in gradi che un tempo chiamavamo centigradi e che ora per disposizione della UE prendo o il suo nome. Ne nacquero un intenso dibattito tra scienziati di tutta Europa e i laboratori che producevano e vendevano apparecchiature scientifiche, con effetti rivoluzionari sulla tecnica, sulle manifatture, sulla standardizzazione dei prodotti e dei processi produttivi. Si può dire, insomma, che Con Celsius, più che con altre invenzioni, nasce l’Europa industriale moderna.

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Il pensatore che guardava al futuro. Per non farci precipitare nell’abisso

ll 17 e il 18 ottobre 2018 si tiene all’Istituto Patristicum Augustinianum (via Paolo VI, 25) il Summit per il 50esimo Anniversario del Club di Roma, organizzato dal Club of Rome in collaborazione con la Fondazione Aurelio Peccei, il WWF, Novamont e Asvis. Sarà l’occasione per fare il punto sullo stato delle policy e dei trend ambientali ed economici su scala mondiale, sulle sfide della sostenibilità per un mondo che si avvia a ospitare 10 miliardi di persone. Tra i relatori, i maggiori esperti mondiali dello sviluppo sostenibile.
I 50 anni di vita del Club di Roma, fondato da Aurelio Peccei, sono stati 50 anni di crescita economica e della popolazione, con un forte aggravamento delle crisi sociali e ambientali. La celebrazione del cinquantenario è l’occasione per riconoscere la giustezza delle proiezioni e degli allarmi lanciati da una serie di rapporti, tra cui il celebre “Limiti della crescita”, e la validità delle soluzioni proposte. Prima che l’abisso si apra irrimediabilmente davanti a noi.

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Quel profumo del pane nasconde molti segreti (e qualche pericolo)

Che cosa hanno in comune il cuoco del ristorante, il pizzaiolo, la massaia distratta che lascia la pentola sul fuoco o la signora che si spalma crema abbronzante sulla pelle? La reazione di Maillard, dal nome dello scienziato francese che nel 1912 diventò celebre per i suoi studi sulle reazioni generali degli amminoacidi con gli zuccheri, che si manifestano in molti fenomeni naturali e commerciali. Le troviamo nel mais abbrustolito, nelle bistecche, nella crosta del pane, nel caffè e nell’orzo tostato, nella birra scura o nell’aceto balsamico e da loro dipende se sono di gradevole profumo e sapore, oppure sgradevoli. Alcuni composti sono però sono tossici e cancerogeni e possono provocare malattie professionali.

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Fumare fa male. Anche all’ambiente, specialmente marino

Ecologia dei circa due milioni di tonnellate di mozziconi di sigaretta gettati ogni anno. Si sa che il fumo delle sigarette fa entrare nel corpo umano sostanze tossiche e cancerogene, nonostante il filtro. Oltre al catrame, la nicotina, altri composti volatili fra cui ossido di carbonio e metalli tossici fra cui cadmio, piombo, arsenico e anche il polonio radioattivo, presenti nelle foglie del tabacco, oltre a molti additivi e ingredienti segreti aggiunti dall’industria del tabacco per rendere più gradite ai consumatori le sigarette (nel mondo circa seimila miliardi di sigarette l’anno). Le sostanze rimaste nei mozziconi avvelenano l’ambiente, danneggiando soprattutto la vita acquatica. Mentre le fibre del filtro si decompongono soltanto dopo alcuni anni.

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L’ingegnoso Cowper, precursore dell’economia circolare

Come e perché la lavorazione dell’acciaio è tremendamente inquinante. Ma già nell’Ottocento l’ingegnere londinese Edward Alfred Cowper (1819-1893), che fin da ragazzo aveva dimostrato una grande attitudine all’innovazione e alle invenzioni, si applicò nel trovare soluzioni per il risparmio energetico, dagli stabilimenti siderurgici alle locomotive. E pochi sanno che il perfezionamento da lui apportato agli ingranaggi delle biciclette le fece uscire dalla loro infanzia.

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Inquinamento di 500 anni fa: le attività minerarie e metallurgiche

“Le attività minerarie e metallurgiche danneggiano gli alberi e i campi e distruggono gli uccelli”: l’accusa, attualissima, risale a cinquecento anni fa. L’umanista tedesco Georg Bauer, detto Agricola (1494-1555), nel “De re metallica”, un grande trattato sull’arte mineraria di enorme successo, descrive le dure condizioni in cui viene svolto il lavoro dei minatori e delle malattie e intossicazioni a cui sono esposti, i danni dell’inquinamento e quali conoscenze devono possedere i funzionari addetti alla vigilanza.

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Vernadskij, lo scienziato che scoprì l’unità del mondo biologico e inanimato

È Vladimir Vernadskij (1863-1945), geochimico, prima oppositore degli Zar, poi coraggioso difensore dell’indipendenza della scienza nella Russia di Stalin. A Parigi ebbe tra i suoi allievi il gesuita Teilhard de Chardin. Già nel 1926 parlava di effetto serra e buco dell’ozono. Suo il merito di aver scoperto che la vita sul pianeta si basa sulla circolazione degli elementi, dall’atmosfera alle piante, agli animali, al suolo, e poi di nuovo all’atmosfera e alle acque; di questi cicli vitali fanno, naturalmente, parte gli esseri umani. Il suo testamento scientifico e spirituale è un saggio sulle modificazioni operate sulla biosfera dalle attività derivate dalla mente umana.

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Autarchie e ecologia. Le tre “età autarchiche” e la crisi attuale

Caratterizzate da stupidità e furbizie, si sono avvicendate almeno tre età autarchiche, sia in paesi democratici, sia totalitari. Ma alcune soluzioni “autarchiche” presentano di nuovo interesse proprio per motivi ecologici, nell’era della globalizzazione, di fronte ai problemi di scarsità di materie prime e di impoverimento ambientale. Il petrolio ha fatto dimenticare materiali e tecniche dimenticate e pochi sanno che nel sud Italia si può coltivare la pianta della gomma.

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I materiali del Ponte. Segreti e debolezze del calcestruzzo

Migliaia di lavoratori sono stati impegnati nella progettazione, nelle cave di sabbia e argilla, nei cementifici, nelle acciaierie, nei cantieri, per produrre calcestruzzo armato, con fatica, dolore, talvolta morte, che sono il costo delle strade e dei ponti indispensabili per il movimento delle merci e delle persone. Ma il calcestruzzo armato, soprattutto nelle strutture all’aperto come ponti e strade, è esposto a dilatazioni col caldo e contrazioni col freddo, alle pressioni dovute al traffico, alle infiltrazioni dell’acqua e del sale sparso come antigelo d’inverno, alla formazione del ghiaccio, eccetera, che comportano corrosione e ossidazione dell’acciaio, distacco dell’acciaio dal calcestruzzo e frantumazione del calcestruzzo. Se non c’è manutenzione succede come a Genova.

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Mare vasto e immenso, fonte di materie prime

Dobbiamo prestare più attenzione a mari e oceani: contengono quantità enormi di materie preziose, seppur in forma diluita, e di risorse biologiche utilizzabili come alimenti o medicinali. Il mare, pur così grande ed esteso, è però anche fragile e suscettibile di subire alterazioni e danni a causa di attività antropiche e di interventi sbagliati. L’esperienza della seconda metà del Novecento mostra che l’inquinamento dovuto al petrolio, agli scarichi industriali e urbani, a scarichi radioattivi, alla immissione e circolazione di prodotti non degradabili come i pesticidi clorurati e le plastiche, può compromettere gli equilibri fisici, chimici e biologici dell’ecosistema marino

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Quando riciclare la carta fa bene alla cultura. Genizah, i misteri nascosti nei rifiuti

Nel luglio 2018 è stata annunciata la scoperta, durante il restauro di un libro del 1600 della biblioteca universitaria di Pavia, di una pergamena, contenente un dimenticato manoscritto liturgico del 1100. Qualcosa continua a vivere dei miliardi di tonnellate di rifiuti delle società del passato, restituendoci la storia di come sono stati fabbricati, di chi li ha fabbricati, di chi li ha usati e di come sono stati usati. Uno degli esempi più suggestivi è offerto dalla scoperta delle genizot (plurale di genizah), depositi di manoscritti ebraici. E negli USA esistono addirittura gruppi di ricerca che analizzano le discariche dei decenni passati per riconoscere come erano le merci e gli oggetti che sono stati buttati via. Ci sarebbe materia per una cattedra universitaria di “rifiutologia storica”.

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Umili utili lavori, cominciando dall’acqua (di cui parlare anche a scuola)

Sono quelli che non portano voti, ma sono di grande utilità pubblica e sociale, dando un impiego a migliaia di lavoratori, e che salverebbero, i beni e i campi e i soldi (e anche molte vite) di tante persone, portati via dalle continue frane e dagli allagamenti di terre e città. Si tratta, ad esempio, di restituire alle valli la copertura di boschi e di vegetazione (principale sistema per rallentare la corsa devastante delle acque), ripulire fossi e canali e torrenti e impedire nuove costruzioni e strade, nei luoghi riservati al flusso naturale delle acque. E nelle scuole occorrerebbe qualche lezione sul movimento delle acque, dal cielo alle valli al mare, un ciclo essenziale per la vita ma devastante se non si ubbidisce alle sue leggi

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Geografia e storia del (mal)sviluppo industriale dell’Italia. Il problema delle aree industriali inquinate

I siti inquinati (cioè inadatti ad essere di nuovo occupati in maniera sicura) dal XIX secolo ad oggi sono migliaia e di molti si è persa conoscenza, scomparsi spesso anche nel ricordo locale. La loro bonifica richiede un grande impegno tecnico-scientifico ed anche finanziario e per i più vecchi anche indagini storiche. Materiali tossici e cancerogeni, ceneri, scorie chimiche, sostanze radioattive, rifiuti avvelenano il paese. Conoscere la reale natura delle sostanze presenti nei siti contaminati da bonificare e per il successo delle bonifiche: una bella sfida di carattere interdisciplinare che richiede l’impegno di chimici, geologi, ingegneri – e storici.

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