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CLIMA: PARLARE, PENSARE, AGIRE

| Redazione

Tempo di lettura: 2 minuti

CLIMA: PARLARE, PENSARE, AGIRE

Come linguaggio, pensiero e percezione influenzano i nostri comportamenti: il 13 dicembre a Torino una tavola rotonda (in presenza e online – prenotazione necessaria), prendendo spunto dalla mostra dell’Università “Lessico e nuvole: linguaggio, comunicazione e percezione della crisi climatica”

Mentre prosegue la mostra su clima e linguaggio allestita nel palazzo del Rettorato dell’Università di Torino, l’ateneo torinese e la Casa dell’ambiente (corso Moncalieri, 18) promuovono per lunedì 13 dicembre (ore 17:30) una tavola rotonda dal titolo “Clima: parlare, pensare agire”, con la partecipazione di Cristina Caimotto, Osman Arrobbio e Gianni Latini e la moderazione di Mario Salomone.

Senza alcun dubbio le parole, le strategie e le strutture linguistiche che utilizziamo per comunicare il tema del “clima che cambia” non sono soltanto rilevanti per la trasmissione di informazioni, ma stimolano la nostra risposta emotiva e sono determinanti nel costruire la nostra percezione, collettiva e individuale, del fenomeno e di conseguenza influenzano anche la volontà, la capacità e le modalità di agire.

Clima e fenomeni linguistici, psicologici e sociologici

Nel corso dell’incontro organizzato il 13.12.2021 presso la Casa dell’Ambiente di Torino gli esperti si confronteranno sui principali fenomeni linguistici, psicologici e sociologici collegati al cambiamento climatico, condividendo alcuni spunti tratti dalla mostra “Lessico e nuvole: linguaggio, comunicazione e percezione della crisi climatica”, allestita presso il Palazzo del Rettorato dell’Università di Torino fino al 30 dicembre 2021 come proseguimento di un progetto che ha visto anche la pubblicazione di un volume collettivo scaricabile gratuitamente..

Per esempio, abbiamo risposte diverse se utilizziamo l’espressione “cambiamenti climatici” (più neutra) o “crisi climatica” (più emergenziale, come proposto dal giornale The Guardian nel 2019).

Oppure, se utilizziamo la forma linguistica della metafora, la sua efficacia dipende da come la costruiamo e da quale immagine scegliamo. “Effetto serra” o “effetto forno”?

Tra ansia e negazionismo

E, ancora, se utilizziamo una struttura lineare per descrivere i fenomeni del clima – utilizzando quindi parole e relativi costrutti che mettono in relazione “cause” ed “effetti” – continuerà a sfuggirci la reale complessità del “sistema Terra”, dominato da retroazioni e interdipendenze. E questo limiterà anche la nostra capacità di trovare risposte.

Questi fenomeni linguistici (e molti altri) influenzano in modo potente il nostro modo di pensare e percepire il fenomeno, con reazioni che vanno dalla distanza psicologica al negazionismo, da un lato, fino all’ecoansietà e ad altri disturbi psicologici anche gravi, dall’altro.

Tutto questo si ripercuote, infine, sui nostri comportamenti. Possiamo essere indotti alla totale inazione o motivati a cambiare, manifestare, studiare, progettare e questo vale per le piccole azioni quotidiane e individuali, ma influisce anche sulle scelte politiche e strategiche di governi, enti sovranazionali, aziende e multinazionali.

La sede della Casa dell’ambiente, corso Moncalieri 18, Torino

L’ingresso è gratuito.

L’evento si terrà in presenza presso la sede della Casa dell’ambiente in corso Moncalieri 18 e online sulla piattaforma Zoom.

È in ogni caso necessaria la prenotazione mediante la compilazione del form al seguente link:

https://docs.google.com/forms/d/1x2LQqE6xOCReLueI-hmsTwCGg4AE24FxKZKJvUzpre0/edit