Imparare il mondo viaggiando, uno sguardo al numero di giugno 2026 di “.eco”
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Nel prossimo numero di “eco.”, sotto la categoria “Educazione”, sarà presente un articolo a cura di Fabrizio Giacalone che illustra l’importanza del viaggio.
Il viaggio non è mai stato un semplice spostamento del corpo. A viaggiare è soprattutto la mente, stimolando l’immaginazione e contribuendo all’apertura mentale. Il viaggio pensato come esperienza educativa, infatti, può diventare un importante strumento di crescita personale e collettiva. Questo vale soprattutto per i giovani, che ancora stanno cercando di trovare la propria strada nel mondo e di costruire la loro identità.
La Carta Etica del Turismo Scolastico, promossa dalla Fondazione di Partecipazione Turismo Sostenibile AITR afferma: “Il viaggio dovrebbe essere occasione di conoscenza di sé, dell’altro e della relazione tra sé e l’altro”.
All’interno dell’articolo, Fabrizio Giacalone ci illustra perché viaggiare sin da piccoli, e continuare a farlo più avanti, sia un atto educativo, civile e sostenibile. Viaggiare è una vera e propria pratica culturale e sociale che incide sul modo in cui i giovani leggono il mondo; “rappresenta un atto profondamente educativo, capace di accompagnare la formazione dell’identità, del pensiero critico e della responsabilità”.
Gli aspetti positivi del viaggio sono molteplici. Esso crea contesti di apprendimento autentici, in cui i giovani possono unire le conoscenze scolastiche pregresse con l’esperienza diretta, stimolando così l’osservazione, l’ascolto e la capacità di interpretare la complessità. Situazioni non familiari favoriscono e rafforzano le connessioni neuronali e il problem solving.
Viaggiare significa anche “incontrare l’altro”: un vero e proprio esercizio di cittadinanza attiva che permette ai giovani di coltivare l’empatia attraverso il rispetto delle differenze e il dialogo interculturale. Tutto ciò contribuisce alla costruzione di una consapevolezza civile fondata su diritti, doveri e responsabilità.

Non solo, bisogna anche considerare che il viaggio ha un impatto sul territorio e sull’ambiente in generale. Risulta dunque importante imparare a viaggiare in modo consapevole, acquisendo fin da giovani valori e atteggiamenti quanto più possibile sostenibili. Il viaggio, infatti, non si esaurisce nel tempo dello spostamento: secondo la Carta Etica del Turismo Scolastico, la riflessione e la rielaborazione dell’esperienza sono parte integrante del percorso educativo.
“Un viaggio che non consuma i luoghi, ma li attraversa con rispetto; che non si limita a osservare ma invita a prendere posizione. Un atto politico.”
Ad arricchirsi non è soltanto il bagaglio culturale del singolo, ma il suo bagaglio personale. Esperienze come i viaggi di istruzione o i campi residenziali aiutano a coltivare competenze trasversali, quali lo spirito critico e l’autonomia. Chi viaggia risulta più tollerante, più aperto mentalmente, ma anche con più fiducia in sé stesso e più portato a lavorare bene in gruppo.
In questo senso, il turismo educativo e responsabile diventa uno strumento fondamentale per formare cittadini e cittadine capaci di abitare il mondo in modo sostenibile e consapevole.
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