L’Overshoot Day è già arrivato per l’Italia
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L’Italia è in debito ecologico con il pianeta.
Overshoot Day: quali fattori entrano in gioco
Domenica 3 maggio, per il nostro Paese, è stato l’Earth Overshoot Day, secondo i calcoli del Global Footprint Network, un’organizzazione internazionale di ricerca che valuta l’impronta ecologica dei vari Stati mettendo a confronto il consumo di risorse naturali con la capacità del pianeta di rigenerarle. Nel 2025, per l’Italia, l’Overshoot Day è stato il 6 maggio, quindi il bilancio è lievemente peggiorato. Questo significa che, in poco più di quattro mesi, l’Italia ha già esaurito tutte le risorse che la Terra è in grado di produrre in un anno, entrando così in una fase di sovrasfruttamento. Da questo momento, infatti, il consumo di energia, acqua e materie prime supera la capacità del pianeta di rinnovarle: un deficit invisibile ma reale, che comporta impoverimento ambientale, perdita di biodiversità e accumulo di rifiuti.
Il resto d’Europa non è messo tanto meglio rispetto a noi: l’Overshoot Day del Lussemburgo è stato addirittura il 17 febbraio, il 20 marzo per la Danimarca, a inizio aprile la Finlandia e la Svezia; molto vicini a noi si collocano anche la Francia, il Portogallo e il Regno Unito. Per quanto riguarda il resto del mondo, il Qatar aveva già esaurito le proprie risorse il 4 febbraio, mentre a chiudere il cerchio sarà l’Honduras il 27 novembre.
A generare questo squilibrio sono modelli di produzione e consumo ancora troppo intensivi, fondati su sprechi e su una domanda che spesso supera i reali bisogni. Un sistema che, secondo gli esperti, richiederebbe più di un pianeta per essere sostenibile se esteso a livello globale. Da qui nasce la necessità di un cambio di rotta, che passa anche attraverso l’impegno quotidiano di realtà come Plastic Free Onlus, organizzazione attiva dal 2019 nella lotta all’inquinamento da plastica e nella promozione di comportamenti più sostenibili.
“Da oggi viviamo simbolicamente a credito, ma le conseguenze sono tutt’altro che teoriche – dichiara Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus –. L’Overshoot Day ci ricorda che il problema non è fare tutto, ma fare meglio: ridurre gli sprechi, acquistare con maggiore consapevolezza e dare valore a ciò che davvero serve. Ogni acquisto inutile è una risorsa consumata senza ritorno”.
Tra i fattori più rilevanti c’è infatti l’impatto della plastica, il cui ciclo – dalla produzione allo smaltimento – continua a gravare pesantemente sull’ambiente, contribuendo all’inquinamento di mari e territori e all’ingresso di microplastiche nella catena alimentare.
“Ridurre l’utilizzo della plastica è una delle azioni più concrete e immediate che ciascuno può mettere in campo – aggiunge De Gaetano –. Non servono gesti straordinari, ma scelte quotidiane più responsabili. È da lì che può partire un’inversione di tendenza reale”.



Com’è necessario muoversi
L’Overshoot Day non è soltanto una data simbolica, ma un vero e proprio richiamo alla responsabilità collettiva. Ci invita a riflettere sul nostro impatto quotidiano e sulle conseguenze delle scelte che compiamo, come individui e come società. Rallentare il ritmo di un consumismo spesso eccessivo, migliorare la gestione delle risorse naturali e adottare stili di vita più sostenibili non sono più opzioni, ma passaggi fondamentali per ridurre il divario tra ciò che consumiamo e ciò che il pianeta è in grado di rigenerare.
Si tratta di una trasformazione che richiede consapevolezza, impegno e continuità nel tempo: dalle piccole abitudini quotidiane fino alle politiche economiche e industriali. È una sfida che riguarda tutti, nessuno escluso, e che chiama in causa responsabilità individuali e collettive. Come sottolinea Plastic Free, tutto può partire da una domanda tanto semplice quanto decisiva: da che parte vogliamo stare?
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- Alice Bona
- Alice Bona è laureata in Traduzione Specialistica e Interpretazione di Conferenza ed è da sempre appassionata di letteratura e sostenibilità. Nel 2025 ha preso parte al Forum IFWY x Debate Korea presso la sede ONU di Ginevra per discutere, insieme ad altri giovani europei, temi legati a un futuro sostenibile, presentando un progetto sotto la categoria "Social Justice and Equality".
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