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Giornata di studio: Primo Levi

| Alice Bona

Tempo di lettura: 2 minuti

Giornata di studio: Primo Levi
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e La scuola per la pace Torino e Piemonte propongono alle scuole di dedicare una Giornata di studio a Primo Levi in vista del 27 gennaio.

La voce di Primo Levi (1919-1987) è stata fondamentale per raccontare l’esperienza nei campi di concentramento e per dare forma a una realtà che allora faticava a ricevere il riconoscimento e l’importanza che le spettano nella Storia.
Ancora oggi, a dire il vero, è necessario che la sua voce risuoni forte e chiara in un mondo che continua a permettere che si verifichino genocidi su vasta scala.

Per questo l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e La scuola per la pace Torino e Piemonte propongono alle scuole una giornata di studio dedicata a questa figura storica.

La cultura ci rende umani

Questa idea nasce dall’impegno di Levi stesso in prima persona, mostrato in passato durante i suoi incontri con giovani studenti, i quali hanno creato occasioni di scambio e arricchimento – culturale e spirituale. È durante l’età della formazione che dobbiamo sviluppare una coscienza politica antifascista; gran parte di ciò che ci è rimasto, di ciò che abbiamo interiorizzato, è proprio merito dei suoi libri, il cui patrimonio culturale è immenso.

“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”.

Privati della loro cultura, gli esseri umani rimangono esposti al potere dei loro carnefici. Proprio perché siamo esseri sociali e culturali, la cultura costituisce la nostra natura e la nostra umanità. Senza cultura non siamo umani.

La continuità del male

Ciò che oggi potrebbe sembrarci lontano, è in realtà più vicino e presente che mai. Il male ha solamente assunto forme più criptiche e noi stessi ne siamo caduti vittime. Ancora oggi, “ogni straniero è nemico” (Se questo è un uomo), in modo sempre meno sottile e implicito. Levi intende mostrarci che quando ideologie come il fascismo e il nazismo prendono piede, l’esito logico e inevitabile è il Lager, il genocidio. In un video del 1975 egli rintraccia infatti una continuità storica tra le violenze delle squadre d’azione fasciste attive in Italia nei primi anni Venti, il sistema dei campi di concentramento e le forme contemporanee di fascismo, “a cui manca soltanto il potere per tornare a essere ciò che era: la consacrazione del privilegio e della disuguaglianza”. Per Levi, questo pericolo non era affatto superato, e per questo non cessava di ammonire, nelle scuole e in ogni contesto pubblico: «State in guardia: alla fine del fascismo c’è il Lager».

Contributi e approfondimenti

L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e La scuola per la pace Torino e Piemonte invitano dunque i docenti di scuole di ogni ordine e grado a dedicare la giornata del 27 gennaio alla riflessione. Inoltre, sarà apprezzato l’invio di materiali didattici, bibliografie o riflessioni originali, al seguente indirizzo email: [email protected].

Questi elementi saranno inseriti in un drive, insieme ai materiali che trovate in fondo a questa pagina: https://scuolaperlapace.noblogs.org/post/2026/01/16/nessuno-dei-fatti-e-inventato-giornata-di-studio-primo-levi/.

Scrive per noi

Alice Bona
Alice Bona
Alice Bona è laureata in Traduzione Specialistica e Interpretazione di Conferenza ed è da sempre appassionata di letteratura e sostenibilità. Nel 2025 ha preso parte al Forum IFWY x Debate Korea presso la sede ONU di Ginevra per discutere, insieme ad altri giovani europei, temi legati a un futuro sostenibile, presentando un progetto sotto la categoria "Social Justice and Equality".