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Il sogno europeo di Benigni: un viaggio nella storia e nell’anima dell’Unione

| Valerio Calzolaio

Tempo di lettura: 2 minuti

Il sogno europeo di Benigni: un viaggio nella storia e nell’anima dell’Unione
L’Unione Europea si presenta come un’opera complessa, un vero e proprio romanzo che intreccia politica, storia e geografia con le passioni umane. Per comprenderla, non basta un’analisi razionale, ma è necessario un approccio che ne colga il lato emotivo e narrativo, come suggerisce la visione di Roberto Benigni.

L’Unione Europea si presenta come un’opera complessa, un vero e proprio romanzo che intreccia politica, storia e geografia con le passioni umane. Per comprenderla, non basta un’analisi razionale, ma è necessario un approccio che ne colga il lato emotivo e narrativo, come suggerisce la visione di Roberto Benigni. Nel suo monologo televisivo, trasposto nel volume, Benigni, con i contributi di Michele Ballerin e Stefano Andreoli, racconta l’Europa come un sogno, un’idea che ha attraversato i secoli.

Ognuno dei trentasette capitoli del libro narra una storia o un episodio significativo, fatto di sfide, sconfitte e trionfi. L’invito finale è quello a “sognare insieme questo sogno”, per farlo diventare realtà, nella consapevolezza che l’identità europea, pur radicata in una storia millenaria di grandi pensieri, è stata segnata anche da terribili conflitti.

Dalle tragedie storiche all’Unione della pace

La storia europea è stata, per millenni, un ciclo di guerre e violenza. Come sottolinea Benigni, “durante l’ultimo millennio noi europei ci siamo ammazzati gli uni con gli altri”. Le due Guerre Mondiali, in particolare, sono state l’apice di questa follia, costata la vita a cento milioni di persone. È proprio da questo orrore che nasce la spinta a creare qualcosa di nuovo e di diverso: le istituzioni sovranazionali.

L’Unione Europea ha le sue fondamenta nella ricerca della pace, un principio che si contrappone in modo netto al nazionalismo, definito come la maschera dell’odio e della guerra. Il patriottismo, al contrario, viene presentato come un sentimento positivo, “si può essere patrioti senza essere nazionalisti”.

Il Manifesto di Ventotene: le radici di un’idea

L’Unione Europea non è nata per caso. La sua prima “pensata” risale al 1941, quando tre intellettuali italiani in esilio dal regime fascista, ispirati anche dall’esperienza degli Stati Uniti, elaborarono il Manifesto di Ventotene. Il loro obiettivo era superare i nazionalismi che avevano devastato il continente per costruire un’Europa unita, democratica e liberale, basata sulla giustizia sociale.

Sebbene il libro di Benigni e dei suoi collaboratori contenga alcune semplificazioni, come l’uso generico del termine “americani” o l’analisi di temi complessi come l’immigrazione, la sua forza risiede nella fluidità e nell’incanto della sua narrazione, che rende l’argomentazione accessibile e affascinante, riportando l’attenzione sul valore di un’identità europea comune.

Il sogno. L’Europa s’è desta!

Roberto Benigni

Con Michele Ballerin e Stefano Andreoli

Storia europea

Einaudi Torino

2025

Pag. 144 euro 15

Scrive per noi

Valerio Calzolaio
Valerio Calzolaio
Valerio Calzolaio, giornalista e saggista, è stato deputato (1992-2006) e sottosegretario all’Ambiente (1996-2001). Ha pubblicato numerosi libri sul tema della migrazioni e dei profughi ambientali.