Il lato oscuro dell’inquinamento luminoso
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Che cos’è l’inquinamento luminoso?
L’inquinamento luminoso è l’alterazione della naturale illuminazione notturna del pianeta, causata da fonti luminose artificiali, come lampioni, insegne e luci esterne, che disperdono la luce verso l’alto o in direzioni non desiderate.
L’illuminazione esterna è aumentata notevolmente nel corso dei decenni: negli ultimi anni le aree ben illuminate sono cresciute di oltre il 2% all’anno.
Oggi circa l’80% della popolazione mondiale è esposta ad alti livelli di luce durante la notte, proveniente dalle lampadine e impianti all’aperto, ma anche da lampade e schermi nelle abitazioni.
Tutto ciò ha conseguenze negative, per l’ambiente, la salute umana, gli animali e le piante.
Anche se non è ancora chiaro quale sia la portata del problema e chi siano i soggetti più suscettibili, gli studiosi sanno che la luce artificiale notturna altera i processi biologici della fauna selvatica e interferisce con il sistema circadiano delle persone.
Inoltre, rappresenta una fonte di spreco energetico.
Cause dell’inquinamento luminoso
L’espansione delle aree urbane e l’aumento dell’illuminazione artificiale contribuiscono in modo significativo all’inquinamento luminoso.
Tra la cause principali vi sono l’uso di lampade non schermate, che emettono luce verso l’alto, e l’eccessiva potenza delle sorgenti luminose.
Un ruolo importante è svolto dai LED, che emettono una luce blu a lunghezza d’onda minore, potenzialmente dannosa per la salute.
Infatti, la luce blu ha un effetto di soppressione della melatonina fino a dieci volte superiore rispetto a quella rossa.
L’illuminazione esterna penetra nelle case attraverso lampioni, luci di sicurezza, cartelloni pubblicitari illuminati e insegne dei negozi.
Fuori dalle città, le torce negli impianti industriali illuminano il cielo e producono oltre il 50% della luce notturna misurata.
Un’altra fonte importante di esposizione notturna è l’illuminazione interna, generata dagli schermi di computer, tablet, cellulari, televisori e altri dispositivi elettronici.
Le principali categorie in cui si può suddividere il fenomeno dell’inquinamento da luce artificiale sono quattro:
- Bagliore urbano – l’alone luminoso che appare sopra le aree abitate durante la notte, causato dalle particelle presenti nell’aria che riflettono la luce delle sorgenti urbane.
- Sconfinamento luminoso – quando i raggi luminosi si diffondono al di fuori della zona che dovrebbe essere illuminata, ad esempio, la luce di un lampione che illumina un giardino vicino.
- Abbagliamento – causato dagli impianti che emettono luce in modo orizzontale, creando un’intensa luminosità fastidiosa o persino dannosa per la vista.
- Sovrailluminazione – l’uso eccessivo di luci in luoghi dove non sono necessarie, come l’illuminazione di edifici vuoti.
Effetti dell’inquinamento luminoso
Sull’ambiente, gli effetti dell’inquinamento luminoso riguardano i disturbi ai ritmi biologici degli animali, influenzando migrazioni, comportamento alimentare e riproduzione.
Molte specie, inoltre, perdono la capacità di orientarsi o di adattarsi al buio, con conseguenze sulla loro sopravvivenza.
Anche la flora può subire danni, a causa dell’alterazione dei processi fotosintetici e dell’aumento delle emissioni di CO₂.
Sulla salute umana, l’inquinamento luminoso può causare disturbi del sonno, affaticamento, mal di testa, stress e ansia, oltre a scompensare il ritmo circadiano, con possibili conseguenze sulla produzione di melatonina, l’ormone che regola il sonno.
La riduzione della melatonina è associata a un maggiore rischio di alcuni tumori, come quello al seno, al colon e alla prostata.
Uno studio del 2023 ha inoltre rilevato che i bambini che vivono in aree della California con luci esterne intense sono più a rischio di sviluppare una forma di leucemia infantile.
Sono stati evidenziati anche aumenti del rischio di malattie cardiache, diabete e depressione.
Uno studio condotto nella primavera 2024 ha aggiunto l’ictus ischemico all’elenco delle potenziali conseguenze.
(Fonte: National Geographic, 2024)
L’inquinamento luminoso in Italia
L’Italia è tra le nazioni del G20 con il più alto livello di inquinamento luminoso: è all’ottavo posto.
Secondo il Rapporto ISTIL 2001, in Lombardia, Campania e Lazio circa tre quarti della popolazione non può vedere la Via Lattea; in Liguria, Emilia-Romagna e Toscana la percentuale è di due terzi.
In Sicilia, Veneto, Piemonte, Puglia e Friuli Venezia Giulia, circa metà della popolazione non riesce a scorgere la nostra galassia.
In Umbria, Calabria e Molise, solo una persona su dieci può ancora vedere la Via Lattea, mentre in Sardegna, Marche e Abruzzo la percentuale sale a circa un quarto.
In Trentino-Alto Adige, Basilicata e Valle d’Aosta, invece, il cielo è ancora visibile per quasi tutti, almeno nelle notti più serene.
Le aree più colpite nel mondo
L’Europa occidentale è una delle regioni più colpite dal problema.
Si salvano solo Scozia, Svezia, Norvegia, Spagna e Austria, che risultano in parte risparmiate.
Ad essere gravemente colpiti, invece, sono Arabia Saudita, Corea del Sud, Argentina,
Spagna, Germania, Francia, Stati Uniti, Brasile, Russia e Giappone.
Come si può ridurre l’inquinamento luminoso?
Per ridurre, e possibilmente eliminare, l’inquinamento luminoso si possono adottare diverse strategie:
- Utilizzare fonti di luce basse e schermate, per evitare la dispersione verso l’alto.
- Installare sensori di movimento, timer o altri dispositivi, per spegnere automaticamente le luci quando non sono necessarie.
- Spegnere le luci negli edifici, soprattutto di notte.
- Preferire LED a bassa temperatura, per ridurre l’effetto della luce blu.
- Bloccare le spie luminose di ventilatori, televisori, filtri dell’aria e computer.
(Fonte: Accendi Luce & Gas, 2023)
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- Elena Bonino
- Bonino Elena, insegnante di Discipline Sanitarie presso la scuola secondaria di secondo grado, Laurea in Farmacia, Master di primo livello in ‘’Metodologie dell’insegnamento e didattica multimediale per l’apprendimento attivo’’, Corso di Perfezionamento Post lauream in:- ‘’Educazione e insegnamento multiculturale: elementi di didattica’’ e in: -‘’Bisogni Educativi Speciali: Metodologie Didattiche per la gestione di Disturbi Evolutivi Specifici’’. Corso di Specializzazione Biennale Post lauream in: -‘’Teoria e metodologia della valutazione e della programmazione scolastica: elementi di didattica’’. Co-autrice dei libri: -‘’Il nonno racconta: favole di Natale ed altre storie’’,- ‘’Raccolta di poesie e racconti’’, -’’Il Viaggio di Istruzione in Italia-Pedagogia, Didattica e Esperienza’’. E’ anche autrice del libro:’’Natale e l’amore’’.
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