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“Segni e suoni di Vaia”: la mostra sulla tempesta di Vaia arriva a Domodossola

| Michela Colpo

Tempo di lettura: 2 minuti

“Segni e suoni di Vaia”: la mostra sulla tempesta di Vaia arriva a Domodossola
Dopo le tappe di Roma, Rimini, e Ischia, la tempesta Vaia torna a farsi ascoltare a Domodossola con “Segni e suoni di Vaia”: una mostra immersiva tra arte, fotografia e suoni che invita a riflettere sul legame profondo tra umanità e natura.

Un viaggio immersivo tra arte, suoni e natura

🗓️ 18 ottobre – 23 novembre 2025
📍 Collegio Mellerio Rosmini, via Rosmini 24, Domodossola (VB)
🕒 Orari di visita: sabato e domenica 10:00-12:30 | 15:30-18:30

Dal 18 ottobre al 23 novembre 2025, il Collegio Mellerio Rosmini di Domodossola ospita la mostra immersiva “Segni e suoni di Vaia“, un’esperienza che unisce arte, fotografia e paesaggio sonoro per raccontare la forza e la fragilità della natura.

Dopo le tappe di Roma, Rimini, Forlì, Ischia e San Michele All’Adige, la mostra arriva in Piemonte con tre modi per vivere la tempesta Vaia:

Percorso sensoriale e sonoro, un viaggio al buio tra i suoni del vento, degli alberi e della pioggia, per ascoltare la natura nella sua potenza.

Fotografie di Roberto Besana, immagini che testimoniano i luoghi prima, durante e dopo la tempesta, raccontando la fragilità dei nostri boschi e il segno dei cambiamenti climatici.

Video “L’indicibile linguaggio della natura, un racconto audiovisivo a cura di Davide Grecchi e Roberto Besana, con testo di Mimmo Sorrentino, che invita a riflettere sul nostro rapporto con l’ambiente.

Un viaggio sensoriale e poetico dentro l’eredità della tempesta Vaia, che nel 2018 sconvolse le foreste del Nord Italia e che continua a parlare di resilienza, rinascita e equilibrio con la natura. Attraverso suoni, immagini e installazioni, il percorso invita a riflettere sul nostro modo di abitare il Pianeta e sulla necessità di costruire nuovi rapporti tra essere umano e ambiente.

🔎 Che cos’è la tempesta Vaia?
Tra il 26 ottobre e il 5 novembre 2018, la tempesta Vaia colpì duramente le regioni alpine del Nord-Est italiano, abbattendo circa 42 milioni di alberi in Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Lombardia.

Si è trattato di una forte tempesta mediterranea, con venti superiori ai 200 km/h, piogge torrenziali e numerose frane. Vaia è considerata uno degli eventi meteorologici più distruttivi mai registrati in Italia.

Oltre ai danni ambientali e paesaggistici, ha segnato una ferita profonda nel rapporto tra le comunità montane e le loro foreste, diventando un simbolo della crisi climatica e della necessità di ripensare la relazione tra essere umano e natura.

Fun fact – In Trentino, numerosi artisti locali e internazionali hanno scelto di riutilizzare il legno degli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia per creare sculture che simboleggiano la resilienza e la rinascita della natura.

Il progetto è a cura del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, realizzato nell’ambito di Interreg BlitzArt con la collaborazione dell’Associazione Musei d’Ossola.

Un percorso che unisce suoni, immagini ed emozioni, per capire, sentire e riflettere.

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Scrive per noi

Michela Colpo
Michela Colpo
Michela Colpo, laureata in Scienze biologiche e in Didattica e comunicazione delle scienze naturali, si occupa di comunicazione scientifica attraverso diversi media: giornalismo, social e podcast. Attualmente produce il podcast Eco Talks.