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Vita da insegnante e le difficoltà nella gestione della classe

| Elena Bonino

Tempo di lettura: 6 minuti

Vita da insegnante e le difficoltà nella gestione della classe
La gestione della classe rappresenta oggi una delle sfide più complesse del sistema scolastico italiano. A partire dal volume Vita da prof: gestire la classe di Laura Biancato e Mara Cinel, l’articolo analizza competenze richieste ai docenti, criticità delle classi contemporanee e strategie educative inclusive. Il contributo è arricchito dall’intervista alla professoressa Olivia Tabatini, che offre uno sguardo diretto sulla realtà quotidiana della scuola, sottolineando l’importanza di autorevolezza, ascolto ed esempio nella prevenzione della dispersione e nella costruzione di un clima educativo positivo.

La gestione della classe è una delle sfide più complesse e discusse nel mondo della scuola. Coinvolge docenti, studenti, dirigenti e famiglie, ed è oggi al centro di un dibattito che intreccia dimensioni educative, relazionali e organizzative.

Ne parlano Laura Biancato e Mara Cinel nel libro Vita da prof: gestire la classe, un testo che nasce da un solido lavoro di ricerca e da un’esperienza diretta maturata sul campo.

Vita da Prof: gestire la classe

Laura Biancato e Mara Cinel

Didattica

Erickson

2025

128 pagine, 18.50€

Le autrici

Laura Biancato è dirigente scolastica dal 1996; ha lavorato presso il Ministero dell’Istruzione nell’Ufficio Innovazione Digitale e attualmente dirige l’ITET “L. Einaudi” di Bassano del Grappa. È Formatrice e autrice di numerose pubblicazioni sull’innovazione scolastica, ha partecipato al gruppo di lavoro ministeriale sui testi digitali e alla stesura del Piano Nazionale Scuola Digitale (2015). Collabora con il Centro Studi Erickson, in particolare per il progetto di ricerca Expert Teacher, ed è consulente IPRASE Trento sui temi dell’innovazione della scuola.

Mara Cinel, laureata in Scienze dell’educazione all’Università degli studi di Padova, è docente a tempo indeterminato presso l’Istituto Tecnico Economico e Tecnologico ’’L. Einaudi’’ di Bassano del Grappa. Ha insegnato per anni nella scuola primaria, ricoprendo il ruolo di funzione strumentale per alunni DSA e BES e di psicopedagogista d’Istituto. Ha svolto attività libero-professionale come psicopedagogista e relatrice in corsi di formazione per genitori e docenti.

Struttura del libro

Il volume affronta temi centrali per la scuola secondaria di secondo grado: comunicazione, valutazione, benessere emotivo, autonomia, collaborazione e rapporto scuola–famiglia. Si rivolge in particolare a insegnanti, educatori e dirigenti, soprattutto a chi si affaccia a questo ruolo senza un’esperienza consolidata.

A rendere originale il volume sono le narrazioni a fumetti: dieci storie illustrate mettono in scena situazioni quotidiane in cui ogni docente può riconoscersi. Ogni episodio è proposto con due possibili sviluppi, così da evidenziare gli effetti di approcci differenti e invitare il lettore a riflettere sull’impatto delle proprie scelte educative.

Alcuni dati sul contesto scolastico

Secondo i dati più recenti relativi all’anno scolastico 2024/2025, sono 2.619.287 gli studenti iscritti alla scuola secondaria di secondo grado in Italia. Di questi, il 51.4% frequenta un liceo, il 31.8% un istituto tecnico e il 16.8% un istituto professionale. 

Nel 2022/2023, il numero totale di docenti in Italia, tra scuola dell’infanzia, primaria e secondaria era di circa 943.681, di cui 709.105 a tempo indeterminato e 234.576 a tempo determinato. 

Le competenze richieste

Oggi al docente è richiesto un profilo professionale articolato: non solo competenze disciplinari e metodologiche, ma anche competenze psicopedagogiche e relazionali, organizzative e digitali. A queste si affiancano capacità di valutazione, ricerca, orientamento e documentazione, oltre a competenze linguistiche sempre più centrali in una scuola aperta e plurale.

Le criticità nelle classi

Le classi presentano problematiche che ogni insegnante si trova ad affrontare quotidianamente: difficoltà di attenzione e concentrazione, carenza di autonomia e rispetto delle regole, scarsa collaborazione tra studenti e, talvolta, tra colleghi. Non mancano criticità strutturali, come classi sovraffollate, carenza di materiali, eccessiva burocrazia (PEI, PDP) e un alto numero di riunioni collegiali.

Le strategie proposte

Le autrici propongono un insieme di strategie educative che spaziano dal rinforzo positivo al coinvolgimento attivo degli studenti, dal supporto emotivo alla didattica inclusiva. Accanto a queste trovano spazio metodologie come il learning by doing, il cooperative learning, la gamification, il role playing, il problem solving e il team teaching. L’obiettivo è superare una didattica esclusivamente trasmissiva e costruire un ambiente partecipativo, responsabile e collaborativo.

Il rinforzo positivo: una tecnica comportamentista in cui un comportamento desiderato viene aumentato attraverso la presentazione di uno stimolo piacevole subito dopo che il comportamento si è verificato. In pratica, si premia un’azione per incoraggiare a ripeterla. I premi possono essere ad esempio lodi verbali.

Il coinvolgimento attivo: partecipazione attiva e proattiva degli studenti nel processo di apprendimento. Si contrappone a un approccio passivo, in cui gli studenti si limitano ad ascoltare o eseguire senza una vera interazione, e presuppone l’assunzione di un ruolo responsabile, la comprensione delle decisioni, e la capacità di contribuire con idee e feedback. 

Il supporto emotivo: offrire ascolto, comprensione ed empatia per far sentire gli studenti meno soli nell’affrontare le proprie emozioni e le sfide della vita. Si tratta di creare un ambiente sicuro in cui i ragazzi possono esprimere ciò che provano, ricevere incoraggiamento e sviluppare strategie più sane per gestire lo stress, l’ansia o eventi difficili. Questo tipo di supporto contribuisce significativamente al benessere e alla salute mentale complessiva di una persona. 

Didattica inclusiva: approccio pedagogico che mira a creare un ambiente di apprendimento in cui tutti gli studenti, con le loro differenze, possano imparare insieme in modo equo e valorizzato. I pilastri includono la valorizzazione delle differenze come ricchezza, il superamento di rigidità metodologiche, l’aggiornamento professionale dei docenti e l’uso di strategie diversificate e interattive. 

Learning by doing: approccio all’apprendimento che si basa sull’esperienza diretta e pratica per acquisire competenze. Invece di affidarsi solo alla teoria, questo metodo promuove l’azione, la simulazione e il problem-solving per comprendere concetti e strumenti in un contesto reale. Le sue radici si trovano nel pensiero di filosofi come John Dewey, che sosteneva che l’apprendimento è un’esperienza sociale e che la pratica è fondamentale. 

Cooperative learning: metodologia didattica in cui gli studenti lavorano in piccoli gruppi per raggiungere un obiettivo comune, con ruoli e compiti specifici assegnati a ciascun membro. Questo approccio favorisce l’interdipendenza positiva, la responsabilità individuale e di gruppo e lo sviluppo di competenze sociali come la comunicazione e la gestione dei conflitti, offrendo un’alternativa alla lezione frontale tradizionale. 

Gamification: applicazione di meccaniche di gioco a contesti non ludici per aumentare il coinvolgimento, la motivazione e la partecipazione degli utenti.

Role playng: tecnica che prevede la simulazione di situazioni attraverso la recitazione di ruoli specifici, usata sia in ambito educativo. Lo scopo è sviluppare competenze, esplorare dinamiche sociali, migliorare la comunicazione e favorire la comprensione di un argomento o di un’esperienza attraverso la messa in scena di scenari reali o immaginari. 

Problem solving: competenza che consiste nell’analizzare una situazione problematica, identificare la soluzione più efficace e attuarla. È una skill molto richiesta in ambito professionale e utile nella vita quotidiana per affrontare sfide, sia personali che lavorative. Implica l’uso sia del pensiero creativo, per trovare soluzioni innovative, sia del pensiero critico, per valutarne vantaggi e svantaggi. 

Team teaching: metodologia didattica collaborativa in cui due o più insegnanti lavorano insieme nella stessa classe, condividendo la responsabilità dell’insegnamento e progettando le lezioni congiuntamente. Questo approccio permette di offrire una varietà di stili di insegnamento e di rispondere meglio alle esigenze individuali degli studenti, valorizzando le competenze specifiche di ogni docente.

Il quadro normativo

Schema di regolamento recante “Indicazioni nazionali della scuola…”.
Art. 8 (Definizione dei curricoli)

(…) La determinazione del curricolo tiene conto delle diverse esigenze formative degli alunni concretamente rilevate, della necessità di garantire efficaci azioni di continuità e di orientamento, delle esigenze e delle attese espresse dalle famiglie, dagli enti locali, dai contesti sociali, culturali ed economici del territorio. Agli studenti e alle famiglie possono essere offerte possibilità di opzione.

L’adozione di nuove scelte curricolari e la variazione di scelte già effettuate devono tenere conto delle attese degli studenti e delle famiglie in rapporto alla conclusione del corso di studi prescelto (…)
(…) rimettendo al centro la valorizzazione delle conoscenze che sono la base fondamentale per lo sviluppo delle competenze identificate nel Profilo dello studente.


Le scuole, al loro interno, il lavoro collegiale dei docenti, sono chiamate a progettare, attuare, monitorare e valutare il curricolo come dispositivo per promuovere la maturazione delle competenze attese attraverso i saperi fondamentali indicati di seguito. (…)

Ogni istituzione scolastica predispone il curricolo verticale di istituto all’interno del Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) con riferimento al profilo dello studente al termine del primo ciclo di istruzione, agli obiettivi generali del processo formativo, agli obiettivi specifici di apprendimento e alle competenze attese, specificati per ogni disciplina (…)

(…) occorre dunque scegliere conoscenze rilevanti (sul piano culturale), significative (sul pianoscientifico), essenziali (sul piano formativo).

La voce della scuola: intervista alla professoressa Olivia Tabatini

Abbiamo raccolto il punto di vista della professoressa Olivia Tabatini, docente di matematica nella scuola secondaria di secondo grado.

Secondo te quali sono le competenze che oggi deve possedere un insegnante?
“A mio parere, un docente deve essere in grado di creare un ambiente inclusivo, differenziando la sua didattica in modo da adeguarla alle diverse necessità.  Deve essere in grado di individuare il giusto mix tra competenze disciplinari, integrate anche con le nuove competenze digitali, metodologiche e relazionali e questo, oggi, non è sempre di facile attuazione. Non per cattiva volontà, ma spesso per gli innumerevoli ostacoli che ogni giorno incontriamo, materiali e non.”

Secondo te quali sono i problemi nelle scuole e nelle classi attuali?
“I ragazzi in questi anni sono innegabilmente cambiati e con loro le problematiche da affrontare.
La gestione delle classi talvolta è assai complicata e faticosa per la presenza di elementi con vissuti molto complessi, spesso dolorosi. Le classi, infatti, sono sempre più eterogenee, con allievi con bisogni educativi speciali e soprattutto con esperienze di vita tra le più diverse.
Oggi ancor di più di un tempo, le diversità delle problematiche degli studenti e il loro bisogno di attenzione richiedono capacità di ascolto e capacità di autocontrollo da parte nostra per creare un clima positivo in classe, accogliente e sicuro, finalizzandolo anche alla possibilità di stimolare in loro il desiderio di apprendere.
È, per esempio, aumentata molto la percentuale di dispersione scolastica ed è diventato fondamentale prevenire il loro l’abbandono, coltivando la fiducia nelle loro capacità, stimolando l’interesse in ciò che svolgono ed il loro desiderio di imparare e facendo capire loro che l’insuccesso non è un “nemico” e che dall’errore si può imparare, sempre.”

Quali soluzioni adotti per risolvere i problemi nelle tue classi?
“Non ho formule magiche per risolvere i problemi, ma solo ciò che ho coltivato con l’esperienza di questi anni trascorsi con i miei allievi: usare autorevolezza e non autorità, dare regole chiare e condivise, essere empatici, insegnare empatia e rispetto, allenarli alla collaborazione.
La parola chiave è, a mio parere, “esempio“: l’esempio è ciò che su di loro ha il maggior impatto. È fondamentale dimostrare loro, con le nostre azioni, che quello in cui crediamo lo mettiamo in atto, ogni giorno.”

Scrive per noi

Elena Bonino
Elena Bonino
Bonino Elena, insegnante di Discipline Sanitarie presso la scuola secondaria di secondo grado, Laurea in Farmacia, Master di primo livello in ‘’Metodologie dell’insegnamento e didattica multimediale per l’apprendimento attivo’’, Corso di Perfezionamento Post lauream in:- ‘’Educazione e insegnamento multiculturale: elementi di didattica’’ e in: -‘’Bisogni Educativi Speciali: Metodologie Didattiche per la gestione di Disturbi Evolutivi Specifici’’. Corso di Specializzazione Biennale Post lauream in: -‘’Teoria e metodologia della valutazione e della programmazione scolastica: elementi di didattica’’. Co-autrice dei libri: -‘’Il nonno racconta: favole di Natale ed altre storie’’,- ‘’Raccolta di poesie e racconti’’, -’’Il Viaggio di Istruzione in Italia-Pedagogia, Didattica e Esperienza’’. E’ anche autrice del libro:’’Natale e l’amore’’.