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Annalisa Russo, autrice di Mnemosine: un viaggio tra mito, tarocchi e memoria ancestrale

| TIZIANA CARENA

Tempo di lettura: 10 minuti

Annalisa Russo, autrice di Mnemosine: un viaggio tra mito, tarocchi e memoria ancestrale
Il romanzo illustrato di Annalisa Russo intreccia mito greco, simbolismo, Tarocchi e riflessione esistenziale in un percorso di conoscenza interiore. Una recensione che esplora i temi dell’opera e il dialogo con l’autrice sul significato della memoria e delle immagini.

Annalisa Russo pubblica Mnemosine nel 2020 per BookAbook la casa editrice nata nel 2014 che si sforza di trasformare il lettore da consumatore a parte attiva della vita del libro. Come si legge nel sito della Casa Editrice, i libri del catalogo “sono stati scelti due volte: la prima da una redazione di professionisti, la seconda dai lettori, che hanno la possibilità di leggerli in anteprima e di contribuire, attraverso il passaparola a scriverne il successo e a portarli sugli scaffali delle librerie.

Mnemosine

Annalisa Russo

Narrativa / Saggistica simbolica

Illustrazioni a cura dell’autrice

BookAbook

2020

Le radici mitiche del titolo

Mnemosine, naturalmente e culturalmente appartiene al mondo degli archetipi del mito greco; è, a  esempio, figura centrale dei rituali orfici; infatti, nella laminetta di Farsalo si legge: 

Troverai a destra delle case di Ade una fonte, 

e accanto a essa eretto un bianco cipresso: 

a questa fonte non avvicinarti neppure 

Più oltre troverai la fredda acqua che scorre 

Dal lago di Mnemosine. Vi stanno innanzi custodi, 

ed essi ti chiederanno a qual fine sei venuto fin lì. 

A loro esponi tutta la verità; 

di’: “Sono figlio della Terra e del Cielo stellato; 

Asterios è il (mio) nome. Sono arso di sete: ma datemi 

da bere dalla fonte”. 

(Le laminette d’oro orfiche. Istruzioni per il viaggio oltremondano degli iniziati greci, a cura di  Giovanni Pugliese Carratelli, Adelphi, Milano, 2011, p. 74) 

Un percorso circolare di consapevolezza

L’autrice insiste continuamente sul capire i nostri bisogni, le motivazioni profonde, perché attraverso questo percorso interiore, razionale-irrazionale, riconoscendo i nostri desideri, seguiamo un percorso circolare di consapevolezza, analogo, a esempio, al percorso circolare dello Spirito delineato da Hegel nella Fenomenologia dello Spirito (1807), il famoso “cerchio hegeliano”, che si esprime nelle fasi della tesi, dell’antitesi e della sintesi – ove la sintesi è la tesi e l’antitesi negate e al tempo stesso conservate in una unità superiore.

I disegni, opera dell’Autrice, i titoli, la numerazione evocano una simbologia ancestrale, nutrita di molteplici tradizioni e di un passato che vive in un tempo-eone.

Per certi aspetti anche la lettura stessa rievoca una sorta di labirinto parmenideo in cui la successione degli eventi non è cronologica, ma configura una sorta di contemporaneità di tutto con tutto, oppure una galleria degli specchi nella quale sia sospeso ogni scorrere effettivo del tempo.

Annalisa Russo è architetta di formazione e scrittrice per passione, con particolari interessi per il mondo classico e per la storia dell’arte, nonché per le ricerche sulla mitologia e sulla simbologia.

Determinati eventi esperienziali, anche soltanto come esperienze del pensiero non son idee prive di senso, ma possono aiutarci a comprendere concetti, parole, situazioni in modo attivo; l’Autrice va nel profondo delle esperienze sensoriali: continuamente si fa riferimento a odori e sapori, a esperienze percettive con o senza oggetto, al simbolismo delle fiabe, all’incantamento della mente quando la ragione non vede, a un reale insensato.

La polarità degli opposti e il tempo circolare

Nel libro si citano molti miti e si fa riferimento spesso alla polarità degli opposti, all’immagine duale della realtà. Nella sezione 10 intitolata “La ruota della fortuna. Ciò a cui opponi resistenza, persiste” l’Autrice scrive: “Più la resistenza persiste, più restiamo bloccati, ondeggiando tra due poli- passato e futuro- come pendoli incastrati in un orologio a muro che batte sempre la stessa ora” (p. 156).

Le cosmologie presocratiche narrano del movimento circolare secondo il quale quello che è stato, sempre sarà e avvicinano, così, il divenire all’essere, la dinamica alla statica, mostrando che il contingente è soltanto un volto della Necessità, che il tempo è soltanto una dimensione dell’eternità in cui passato e futuro coincidono, che quello che chiamiamo “caso” non è che il volto, ancora sconosciuto, del Destino; “niente avviene invano, tutto avviene secondo Necessità” ammoniva, non a caso, Leucippo di Mileto, il maestro di Democrito, fondatore dell’Atomismo. La memoria, Mnemosine, è il grande nesso vitale tra passato e futuro.

La bussola di Eva

Mnemosine

Guidata dalle parole della misteriosa Eva, casualmente incontrata a Villa Borghese, a Roma, che,  non a caso è, in realtà, Mnemosine (p. 76), la protagonista inventa una “bussola” per “non perdere la  bussola in tempi incerti, o addirittura per ritrovarla, nel caso la si fosse smarrita. Una bussola che si  basa sulla Natura e sull’alfabeto comune a tutti” (p. 85). La bussola arriva in Occidente nel Medio 

Evo, l’epoca tradizionalmente considerata come rivolta al Cielo, alla trascendenza. Nell’ unione di  microcosmo e macrocosmo, Mnemosine ci indica una via, pur senza indicarcela esplicitamente, che  dal chaos primordiale ci conduce nei tempi a venire che già sono stati. Svolge la funzione di un  classico che, come scriveva Italo Calvino nel 1981, non ha mai finito di dire quello che ha da dire.

Breve intervista all’autrice

Perché il titolo Mnemosine?

Mnemosine è la dea della memoria, figlia di Gea e Urano. Una divinità primordiale, dunque, che torna tra noi per ricordarci ciò che, nella lunga corsa verso il progresso, abbiamo dimenticato: le nostre radici.

Sei tu l’autrice dei disegni e qual è il loro significato intimo?

Si, sono l’autrice delle illustrazioni. Si tratta di tempere e carboncini realizzati nel corso di alcuni anni, visioni scaturite da una qualche fonte che a un certo punto ha preso a sgorgare dentro di me, spingendomi a mettere queste immagini su carta. Disegnarle è stata una sorta di terapia, un percorso immaginifico che mi ha spinto a esplorare regioni interiori che non conoscevo, dove ho incontrato forze primordiali e simboli che ho cercato di riprodurre il più fedelmente possibile. 

Come nasce l’idea di organizzare il libro secondo le figure dei Tarocchi?

I Tarocchi costituiscono un alfabeto di esperienze universali, che nella vita di ciascuno si incarnano con forme diverse, ma con una stessa sostanza. L’Appeso, ad esempio, è colui che si sente con le mani legate, senza via d’uscita; la Torre rappresenta l’evento imprevedibile che cambia tutto, il Matto colui che si trova all’inizio di un percorso, e non ha idea della piega che prenderà. Gli Arcani maggiori rappresentano condizioni e tappe fondamentali dell’esistenza umana, tracciando nel loro insieme un percorso che, in modi diversi, tutti compiamo. 

Nel libro ogni Arcano è associato a una massima, a una lettera dell’alfabeto fenicio (il primo alfabeto fonetico, che è alla base del nostro), a un’immagine e a un breve commento, che illustra il senso profondo di quell’Arcano, componendo una piccola “guida” esistenziale.

Altre forme di ispirazione per la tua arte?

La bussola disegnata nel libro è una bussola alchemica.
Illustra i quattro elementi come quattro nature e quattro fasi della vita. Si legge da destra verso sinistra, da oriente a occidente: il primo elemento è l’aria, che corrisponde alla primavera e all’infanzia e adolescenza, si prosegue col fuoco che rappresenta l’estate e l’età adulta e così via. Sovrapposti ci sono i giorni della settimana, indicati col loro simbolo astrologico. Si parte dalla domenica, che anticamente era considerato il primo giorno della settimana. 

La bussola serve quindi a situarsi nel tempo e nello spazio della propria vita, comprendendo in quale fase ci si trova.

Inoltre la bussola ci parla di un tempo che è circolare, non lineare come convenzionalmente siamo abituati a pensare. Il tempo della Natura – e quindi anche il nostro, perché non siamo altro dalla Natura –  è circolare: all’inverno ogni anno segue la primavera. Così anche la nostra vita è fatta di cicli che si aprono, hanno una fase ascendente e una discendente, poi si chiudono e si riaprono nuovi. 

Tutti i disegni sono a cura di A. Russo

Annalisa Russo pubblica Mnemosine nel 2020 per BookAbook la casa editrice nata nel 2014 che si sforza di trasformare il lettore da consumatore a parte attiva della vita del libro. Come si legge nel sito della Casa Editrice, i libri del catalogo “sono stati scelti due volte: la prima da una redazione di professionisti, la seconda dai lettori, che hanno la possibilità di leggerli in anteprima e di contribuire, attraverso il passaparola a scriverne il successo e a portarli sugli scaffali delle librerie.

Mnemosine

Annalisa Russo

Narrativa / Saggistica simbolica

Illustrazioni a cura dell’autrice

BookAbook

2020

Le radici mitiche del titolo

Mnemosine, naturalmente e culturalmente appartiene al mondo degli archetipi del mito greco; è, a  esempio, figura centrale dei rituali orfici; infatti, nella laminetta di Farsalo si legge: 

Troverai a destra delle case di Ade una fonte, 

e accanto a essa eretto un bianco cipresso: 

a questa fonte non avvicinarti neppure 

Più oltre troverai la fredda acqua che scorre 

Dal lago di Mnemosine. Vi stanno innanzi custodi, 

ed essi ti chiederanno a qual fine sei venuto fin lì. 

A loro esponi tutta la verità; 

di’: “Sono figlio della Terra e del Cielo stellato; 

Asterios è il (mio) nome. Sono arso di sete: ma datemi 

da bere dalla fonte”. 

(Le laminette d’oro orfiche. Istruzioni per il viaggio oltremondano degli iniziati greci, a cura di  Giovanni Pugliese Carratelli, Adelphi, Milano, 2011, p. 74) 

Un percorso circolare di consapevolezza

L’autrice insiste continuamente sul capire i nostri bisogni, le motivazioni profonde, perché attraverso questo percorso interiore, razionale-irrazionale, riconoscendo i nostri desideri, seguiamo un percorso circolare di consapevolezza, analogo, a esempio, al percorso circolare dello Spirito delineato da Hegel nella Fenomenologia dello Spirito (1807), il famoso “cerchio hegeliano”, che si esprime nelle fasi della tesi, dell’antitesi e della sintesi – ove la sintesi è la tesi e l’antitesi negate e al tempo stesso conservate in una unità superiore.

I disegni, opera dell’Autrice, i titoli, la numerazione evocano una simbologia ancestrale, nutrita di molteplici tradizioni e di un passato che vive in un tempo-eone.

Per certi aspetti anche la lettura stessa rievoca una sorta di labirinto parmenideo in cui la successione degli eventi non è cronologica, ma configura una sorta di contemporaneità di tutto con tutto, oppure una galleria degli specchi nella quale sia sospeso ogni scorrere effettivo del tempo.

Annalisa Russo è architetta di formazione e scrittrice per passione, con particolari interessi per il mondo classico e per la storia dell’arte, nonché per le ricerche sulla mitologia e sulla simbologia.

Determinati eventi esperienziali, anche soltanto come esperienze del pensiero non son idee prive di senso, ma possono aiutarci a comprendere concetti, parole, situazioni in modo attivo; l’Autrice va nel profondo delle esperienze sensoriali: continuamente si fa riferimento a odori e sapori, a esperienze percettive con o senza oggetto, al simbolismo delle fiabe, all’incantamento della mente quando la ragione non vede, a un reale insensato.

La polarità degli opposti e il tempo circolare

Nel libro si citano molti miti e si fa riferimento spesso alla polarità degli opposti, all’immagine duale della realtà. Nella sezione 10 intitolata “La ruota della fortuna. Ciò a cui opponi resistenza, persiste” l’Autrice scrive: “Più la resistenza persiste, più restiamo bloccati, ondeggiando tra due poli- passato e futuro- come pendoli incastrati in un orologio a muro che batte sempre la stessa ora” (p. 156).

Le cosmologie presocratiche narrano del movimento circolare secondo il quale quello che è stato, sempre sarà e avvicinano, così, il divenire all’essere, la dinamica alla statica, mostrando che il contingente è soltanto un volto della Necessità, che il tempo è soltanto una dimensione dell’eternità in cui passato e futuro coincidono, che quello che chiamiamo “caso” non è che il volto, ancora sconosciuto, del Destino; “niente avviene invano, tutto avviene secondo Necessità” ammoniva, non a caso, Leucippo di Mileto, il maestro di Democrito, fondatore dell’Atomismo. La memoria, Mnemosine, è il grande nesso vitale tra passato e futuro.

La bussola di Eva

Mnemosine

Guidata dalle parole della misteriosa Eva, casualmente incontrata a Villa Borghese, a Roma, che,  non a caso è, in realtà, Mnemosine (p. 76), la protagonista inventa una “bussola” per “non perdere la  bussola in tempi incerti, o addirittura per ritrovarla, nel caso la si fosse smarrita. Una bussola che si  basa sulla Natura e sull’alfabeto comune a tutti” (p. 85). La bussola arriva in Occidente nel Medio 

Evo, l’epoca tradizionalmente considerata come rivolta al Cielo, alla trascendenza. Nell’ unione di  microcosmo e macrocosmo, Mnemosine ci indica una via, pur senza indicarcela esplicitamente, che  dal chaos primordiale ci conduce nei tempi a venire che già sono stati. Svolge la funzione di un  classico che, come scriveva Italo Calvino nel 1981, non ha mai finito di dire quello che ha da dire.

Breve intervista all’Autrice

Perché il titolo Mnemosine?

Mnemosine è la dea della memoria, figlia di Gea e Urano. Una divinità primordiale dunque, che torna tra noi per ricordarci ciò che, nella lunga corsa verso il progresso, abbiamo dimenticato: le nostre radici.

Sei tu l’Autrice dei disegni e qual è il loro significato intimo?

Si, sono l’autrice delle illustrazioni. Si tratta di tempere e carboncini realizzati nel corso di alcuni anni, visioni scaturite da una qualche fonte che a un certo punto ha preso a sgorgare dentro di me, spingendomi a mettere queste immagini su carta. Disegnarle è stata una sorta di terapia, un percorso immaginifico che mi ha spinto a esplorare regioni interiori che non conoscevo, dove ho incontrato forze primordiali e simboli che ho cercato di riprodurre il più fedelmente possibile. 

Come nasce l’idea di organizzare il libro secondo le figure dei Tarocchi?

I Tarocchi costituiscono un alfabeto di esperienze universali, che nella vita di ciascuno si incarnano con forme diverse, ma con una stessa sostanza. L’Appeso, ad esempio, è colui che si sente con le mani legate, senza via d’uscita; la Torre rappresenta l’evento imprevedibile che cambia tutto, il Matto colui che si trova all’inizio di un percorso, e non ha idea della piega che prenderà. Gli Arcani maggiori rappresentano condizioni e tappe fondamentali dell’esistenza umana, tracciando nel loro insieme un percorso che, in modi diversi, tutti compiamo. 

Nel libro ogni Arcano è associato a una massima, a una lettera dell’alfabeto fenicio (il primo alfabeto fonetico, che è alla base del nostro), a un’immagine e a un breve commento, che illustra il senso profondo di quell’Arcano, componendo una piccola “guida” esistenziale.

Altre forme di ispirazione per la tua arte?

La bussola disegnata nel libro è una bussola alchemica.
Illustra i quattro elementi come quattro nature e quattro fasi della vita. Si legge da destra verso sinistra, da oriente a occidente: il primo elemento è l’aria, che corrisponde alla primavera e all’infanzia e adolescenza, si prosegue col fuoco che rappresenta l’estate e l’età adulta e così via. Sovrapposti ci sono i giorni della settimana, indicati col loro simbolo astrologico. Si parte dalla domenica, che anticamente era considerato il primo giorno della settimana. 

La bussola serve quindi a situarsi nel tempo e nello spazio della propria vita, comprendendo in quale fase ci si trova.

Inoltre la bussola ci parla di un tempo che è circolare, non lineare come convenzionalmente siamo abituati a pensare. Il tempo della Natura – e quindi anche il nostro, perché non siamo altro dalla Natura –  è circolare: all’inverno ogni anno segue la primavera. Così anche la nostra vita è fatta di cicli che si aprono, hanno una fase ascendente e una discendente, poi si chiudono e si riaprono nuovi. 

Tutti i disegni sono a cura di A. Russo

Scrive per noi

TIZIANA CARENA
TIZIANA CARENA
Tiziana C. Carena, insegnante di Filosofia, Scienze umane, Psicologia generale e Comunicazione, Master di primo livello in Didattica e psicopedagogia degli allievi con disturbi dello spettro autistico, Perfezionamento in Criminalistica medico-legale. È iscritta dal 1993 all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte. Si occupa di argomenti a carattere sociologico. Ha pubblicato per Mimesis, Aracne, Giuffrè, Hasta Edizioni, Brenner, Accademia dei Lincei, Claudiana.