Dalle montagne alla Costituzione: la lunga battaglia per la scuola di Ripalimosani
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(Nella foto l’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri”, Ripalimosani, CB)
L’articolo 44 della Costituzione italiana predispone provvedimenti a favore delle zone montane, quelle zone periferiche che sempre più spesso vengono marginalizzate dalle politiche statali, ormai diventate forme di investimenti statali, che indirizzano i pochi fondi della gestione pubblica verso territori economicamente più stimolanti.
In questo contesto si inserisce la vicenda che ha coinvolto il piccolo paese di Ripalimosani, paese montano di circa 3000 abitanti in provincia di Campobasso, la cui scuola è stata oggetto dei “criteri generali per il dimensionamento ottimale delle istituzioni scolastiche per gli anni 2024/2027”, definiti dalla giunta regionale del Molise per ridefinire il numero di istituti e la struttura scolastica della regione.
La scuola era già stata presa di mira, nell’anno precedente, ed inserita nella lista di istituti da accorpare o sopprimere. Il Tar Molise si era espresso contro tale decisione, a marzo e a giugno del 2024, ma la storia si è ripetuta alla fine dell’anno.
La Regione Molise, andando contro le disposizioni sia della Provincia di Campobasso sia del TAR Molise, ha deciso di nominare di nuovo l’istituto Alighieri di Ripalimosani come Istituto da dimensionare e da accorpare ad altri istituti scolastici presenti nel territorio del capoluogo, Campobasso. Il Comune allora ha lanciato una petizione esprimendo la sua opposizione alla delibera della giunta regionale (n. 605 del 27 dicembre 2024) che prevedeva la soppressione della presidenza dell’Istituto Comprensivo, lanciando una raccolta firme che ha riscosso un grande successo, prima di essere congelata in attesa della sentenza del Consiglio di Stato.
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Scuole montane, strumento di coesione sociale
Commentando la vicenda, l’ex sindaco di Bicarri (FB) scrive: “I territori e le comunità, ad esempio, spesso sono più avanti della politica, custodiscono piccole grandi storie di avanguardia, di innovazione, di sperimentazione che possono diventare strategie, modelli e ispirazioni per tutti gli altri.”
Nonostante le modeste dimensioni del comune, la scuola di Ripalimosani rappresenta un’istituzione centrale per le comunità limitrofe, contando un elevato numero di studenti, che arrivano anche dai comuni vicini.
Non solo una questione numerica, la necessità della presenza di istituzioni scolastiche nelle zone montane o periferiche è un elemento fondamentale per la salvaguardia della cultura e dello stile di vita “rurale” di questi territori, che rimangono molto spesso esclusi dai processi di “sviluppo”, che sono a loro volta indirizzati verso uno sviluppo economico e non umano e sociale.
Non è possibile scordare l’importanza attrattiva che queste scuole hanno in quelle zone scarsamente popolate, ricoprendo un ruolo sociale importante per le comunità circostanti. Le scuole montane sono un elemento imprescindibile per collegare zone periferiche e continuare a dar forma a quelle culture che si sono sviluppate in collaborazione tra queste comunità.
Nel dibattito ha preso parte anche l’UNCEM (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) ha chiesto in diverse occasioni al Ministro Valditara di organizzare tavoli di lavoro con esperti, per ripensare il modello organizzativo delle scuole nei piccoli Comuni, nei territori montani e interni; quei territori in cui le scuole non svolgono solo una funzione educativa, ma rappresentano un presidio fondamentale per la coesione sociale e per il contrasto allo spopolamento.
In un’epoca in cui la vita urbana tende a uniformare stili, bisogni e relazioni, i territori montani e periferici rappresentano un patrimonio insostituibile di diversità; proteggere la scuola di Ripalimosani, e con essa tutti gli istituti delle aree interne, vuol dire affermare che il valore di un territorio non si misura in capacità economiche, ma attraverso il contributo umano, culturale, sociale e naturale, un modo per mantenere un contatto con l’aspetto naturale nella tutela dell’ambiente.
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- Angelo Mineo
- Volontario presso l'Istituto per l'Ambiente e l'Educazione Scholé Futuro e laureando all'Università di Torino in Scienze Internazionali. Dopo la laurea triennale in Migration Studies mi sono focalizzato sull'analisi dei fenomeni sociali ed ecologici
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