Pensare il filo

(Nell’immagine di apertura, un’opera all’uncinetto dell’artista francese Niki De Saint Phalle, in mostra a Abilissima – Foto Abilissima) 

Pensare, intessere, annodare, arrotolare indicano comportamenti analoghi. Inseguire il filo del ragionamento, significa costruire con le parole una collana di concetti secondo le regole della logica (fondamentale il principio di non contraddizione, come ricorda Aristotele). L’esito è logico, non meno che estetico: l’ordine, la simmetria sono le manifestazioni del Bene secondo il Filebo platonico. Costruire nello spazio l’armonia della forma che si offre alla contemplazione: come nella pratica del Maṇḍala indiano, come nel makramé, tecnica araba. Dalla spazialità emerge l’ordine che orienta l’interiorità. Dal profondo dell’essere umano scaturisce la tendenza a configurare lo spazio, lo spazio quotidiano.

Comprendere ciò che non è materialmente presente

Ed eccola, questa tendenza, in esposizione presso il Lingotto di Torino; essa non rispecchia soltanto i primordi qui sopra evocati; nella raccolta di scritti di John Dewey (Arte, educazione, creatività, a cura di Francesco Cappa, Milano, Feltrinelli, 2023, p. 106), alla domanda “come si fa a comprendere ciò che non è materialmente presente?” la risposta è: “attraverso il potere dell’immaginazione e la capacità di formare delle rappresentazioni mentali di tutto ciò che ci viene presentato”. Il disegno, la forma, richiama alla presenza quello che non è ancora presente.

Niki de Sant Phalle: la Pacha mama La natura non ama soltanto nascondersi, come sosteneva Eraclito di Efeso, ma le cose che si vedono sono la manifestazione di quelle che non si vedono, come dice Anassagora di Clazomene. Il filo intrecciato in forme sempre nuove manifesta l’eterna physis.

Espositori italiani, francesi e inglesi insegnano tecniche la cui storia si perde nella notte dei tempi, ma si proietta nel presente.

Sul filo dell’arte: la mostra omaggio delle Nanas, figure femminili simbolo di fecondità, potente omaggio a Niki de Sant Phalle: la sua Pacha mama che vediamo qui è bella, colorata, protettiva, come la Grande Dea dei tempi preellenici (la Dea dai molti nomi che rivela a Parmenide la verità dell’essere nel poema Sulla natura).

L’inesauribile ciclo della natura

Tessuti tagliati, riciclati (e riciclabili, a narrare il cerchio eterno della physis) da cui nascono cestini e animali fiabeschi, porta-penne e porta occhiali, porta-monete, borse di lana cotta, velcro, cotone, tele di sacco. Borse di corda, di rafia, di ogni misura, con fantasiosi intrecci, senza uso di metalli.

I fili compongono colori che disegnano forme, tracciano orizzonti sempre nuovi, con materiali già esistenti a mostrare l’inesauribilità del ciclo della natura, oggetto di contemplazione estetica, ma non priva di utilità; ancora Dewey osserva: “Il fatto è che l’arte, nella misura in cui è veramente arte, è un’unione del funzionale con l’immediatamente godibile, dello strumentale con il perfezionato” (J. Dewey, Arte, educazione, creatività, cit., p. 155), così, la borsa, utile, è anche oggetto di contemplazione, e l’animale fiabesco, inutile, è utile come decorazione, come oggetto di contemplazione.

Abiti che divengono opere d’arte; eppure, è solo filo, di seta, di lino, di lana, di cotone, trattati con forbicine, telaio, uncinetti con manico di legno, lavori preziosi senza alcuno standard.

Lavori di pazienza, di concentrazione, perché per creare armonia occorre una concentrazione mentale come per la preziosità del maṇḍala per esempio; vedere qualcosa di bello è anche vedere l’intelligenza all’opera.

L’esperienza educativa passa attraverso il lavoro individuale e collettivo del piccolo gruppo. Un’esigenza di condivisione che, mediante un’attività manuale, pregna di tradizione, si “spiega” nelle pieghe del tempo, adattandosi al tempo attuale.

Candele profumate e cuscini del benessere (anche per i nostri amici gatti: il cuscino-gioco in puro cotone 100% riempito da una miscela naturale analoga ai feromoni del gatto; ogni singola creazione è un pezzo unico: Catnip Pillow) si possono trovare in “Il tempio creativo.com”

Un salone itinerante

Il salone delle idee creative “Abilmente” inizia a Milano a febbraio e si conclude a Torino a marzo, passando per Vicenza e Roma. La manualità creativa accompagna laboratori per piccoli gruppi con volontari e professionisti per accompagnare nella tecnica creativa.

Gli scaffali, affollati di ritagli, scampoli, semi-forme, sono il Caos creatore della Teogonia di Esiodo o il caos di stoffe della bottega del vecchio Jakub nelle Botteghe color cannella di Bruno Schulz (Torino, Einaudi, 2008).

Indossare un macramé: vestirsi del cosmo. Un impermeabile o trench, ma il trench è monocolore; ed ecco come una stilista ecologica ricicla le idee, portando tessuti variopinti nei trench (Arti.ficio in face-book per vedere tutti le creazioni, tra cui cappelli coloratissimi).

Scrive per noi

TIZIANA CARENA
Tiziana C. Carena, insegnante di Filosofia, Scienze umane, Psicologia generale e Comunicazione, Master di primo livello in Didattica e psicopedagogia degli allievi con disturbi dello spettro autistico, Perfezionamento in Criminalistica medico-legale. È iscritta dal 1993 all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte. Si occupa di argomenti a carattere sociologico. Ha pubblicato per Mimesis, Aracne, Giuffrè, Hasta Edizioni, Brenner, Accademia dei Lincei, Claudiana.

TIZIANA CARENA

Tiziana C. Carena, insegnante di Filosofia, Scienze umane, Psicologia generale e Comunicazione, Master di primo livello in Didattica e psicopedagogia degli allievi con disturbi dello spettro autistico, Perfezionamento in Criminalistica medico-legale. È iscritta dal 1993 all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte. Si occupa di argomenti a carattere sociologico. Ha pubblicato per Mimesis, Aracne, Giuffrè, Hasta Edizioni, Brenner, Accademia dei Lincei, Claudiana.

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