Condizione umana: amore e verità nella caduta del maestro secondo Recalcati
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Quando cade un maestro, conferenza di Massimo Recalcati alla XX edizione di Torino Spiritualità, ciclo “Come legni storti. L’imperfezione, l’errore, l’inciampo”, 29 settembre 2024
Davanti a un pubblico numeroso (tutto esaurito nei 453 posti della Sala uno), lo psicanalista Massimo Recalcati ha risposto alla domanda: “Che cosa accade se il discepolo assiste alla caduta del maestro?” La formazione lacaniana di Recalcati lo porta a sottolineare l’importanza dell’inconscio come luogo primordiale e oscuro dei processi simbolici. Anche la figura del maestro è il risultato di una costruzione simbolica: egli rappresenta la guida e la fonte di ogni certezza. Ma come reagiamo noi alla caduta di un maestro?
Un’ermeneutica della condizione umana
La vicenda di Gesù di Nazareth, narrata dai Vangeli, è un esempio emblematico di una caduta drammatica, proprio perché gli Apostoli riportano che Gesù insegnava con autorità. La sua autorevolezza non derivava solo dall’affermazione della verità, ma dall’azione: egli testimoniava la verità con i fatti. Coloro che lo accusavano di impostura separavano sistematicamente il dire dal fare, creando una forma di ipocrisia nel discorso religioso, in cui si affermava una cosa ma non la si praticava. È fondamentale “fare la verità”; fare la verità significa rendere la nostra vita viva.
La vita viva è caratterizzata dalla gioia “nell’ora che è adesso” (per usare le parole di Giovanni), una vita capace di gioia qui e ora. Nella tradizione ebraica, Qohelet (Ecclesiaste) affermava che “l’ora che è adesso è polvere”, ma è proprio la consapevolezza della morte a dare vitalità all’esistenza. Questo è il messaggio centrale dell’insegnamento di Gesù. Non si tratta di rivitalizzare la dimensione biologica, ma di vivere un “più che vita” (un concetto richiamato da Georg Simmel nel 1918), ovvero una vita che incide profondamente sulla vita stessa, come ha scritto Friedrich Nietzsche. È il desiderio che rende viva la vita: “io sono fuoco che divampa”, e crea questo “più che vita”.
L’insegnamento di Gesù va oltre la morale tradizionale. Finché ci limitiamo a confrontare una vita che cerca di conformarsi alla Legge con una vita viziosa che la trasgredisce, non potremo mai superare la differenza fondamentale tra sapere ciò che è bene e fare il bene. La vera opposizione non è tra vizio e virtù, né tra Legge e desiderio, o peccato e Legge, ma piuttosto tra Legge e fede. Chi pecca realmente è colui che non ha fede nella forza dell’amore, ossia nella potenza del desiderio.
Ma cosa significa “peccare” in aramaico? Il termine indica semplicemente “sbagliare” o commettere un errore “tecnico”. Un detto ebraico, citato dal romanziere praghese Gustav Meyrink in L’angelo della finestra d’Occidente, afferma che la preghiera è come una freccia indirizzata all’orecchio di Dio. Obbedire alla Legge non è sufficiente per intraprendere la strada verso il Regno dei cieli e per colpire con precisione l’orecchio di Dio; è necessario sapere come fare la verità. E per saperlo, bisogna seguire il maestro e rinunciare a ogni proprietà, poiché chi cerca di salvare la propria vita la perderà.
Che cosa significa per un discepolo vedere il proprio maestro cadere? È simile a ciò che prova un figlio quando osserva i genitori, i propri modelli, in uno stato di malattia, depressione o caduta dal piedistallo su cui li aveva posti. La scoperta della depressione della madre o dell’alcolismo del padre può trasformare l’idealizzazione in una delusione rabbiosa: “Non sei quello che mi hai fatto credere di essere, sei un impostore.”
Il tradimento di Giuda è un “tradimento d’amore”. Egli ha seguito Gesù, ma si aspettava che il maestro corrispondesse alle sue attese, diventando la guida nella lotta armata contro l’oppressione romana del popolo ebraico. Al contrario, l’amore di Maria di Magdala è diverso: ella ama Gesù perché è radicalmente altro, non si aspetta che lui soddisfi le sue speranze o ambizioni, come invece fa Giuda.
I veri traditori sono gli altri apostoli. Non riescono a vegliare con Gesù durante l’approssimarsi del suo arresto e si addormentano, rifiutando di vedere che Gesù ha paura e affronta la morte come un essere umano, pregando il Padre: “Allontana da me questo calice”. La figura di Pietro rende evidente il tradimento: egli rappresenta la fede. Quando Gesù gli dice: “Prima che il gallo canti, tu mi tradirai tre volte”, Pietro risponde: “È impossibile!” Considera il suo amore per Gesù così illimitato da non ammettere incertezze. Tuttavia, quando il gallo canta, Pietro, nel suo pianto, riconosce la fragilità che aveva negato prima dell’ora della prova nel Getsemani. Ha tradito perché è umano e conosce la paura.
I processi formativi, in generale, si sviluppano attorno a figure autorevoli, le cui azioni diventano esempi da seguire. L’autorevolezza si basa non solo sul dire, ma soprattutto sul fare e sull’insegnare a fare, aiutando così a dare forma a sé stessi e a conquistare autonomia. Su questo piano, si impara a vivere la libertà, che consiste nel seguire il desiderio di essere pienamente se stessi, o, come direbbero i greci, seguire il proprio “dèmone”, un concetto spesso richiamato da Umberto Galimberti.
Nell’interpretazione di Recalcati, questo percorso include la consapevolezza della debolezza umana e della tendenza a idealizzare i maestri, trasformandoli in figure infallibili, frutto della fantasia. È fondamentale orientare il nostro amore verso persone reali, fallibili e imperfette, a volte definite “legni storti”. La crescita formativa deriva da queste consapevolezze. Ci sono due possibili strade: il modello socratico di indifferenza di fronte alla morte, oppure il farsi carico della nostra debolezza e di quella dei nostri maestri (come esseri umani) di fronte alla morte, come nella vicenda di Gesù e dei suoi discepoli, facendo vivere la vita nell’amore.
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- TIZIANA CARENA
- Tiziana C. Carena, insegnante di Filosofia, Scienze umane, Psicologia generale e Comunicazione, Master di primo livello in Didattica e psicopedagogia degli allievi con disturbi dello spettro autistico, Perfezionamento in Criminalistica medico-legale. È iscritta dal 1993 all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte. Si occupa di argomenti a carattere sociologico. Ha pubblicato per Mimesis, Aracne, Giuffrè, Hasta Edizioni, Brenner, Accademia dei Lincei, Claudiana.
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