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Premio Pietro Greco per la comunicazione scientifica

| UGO LEONE

Tempo di lettura: 3 minuti

Premio Pietro Greco per la comunicazione scientifica
Giovedì 23 aprile, presso Città della Scienza di Napoli, si è svolta la cerimonia di premiazione della prima edizione del Premio Pietro Greco.

Chi era Pietro Greco e perché è importante ricordarlo

Pietro Greco, firma anche di “.eco”, è stato uno dei principali giornalisti e saggisti scientifici italiani. Un premio per tesi di laurea ora si aggiunge alle tante iniziative per ricordarlo.

(Nell’immagine di apertura, la slide che ricapitola la straordinaria attività culturale di Pietro Greco)

Giovedì 23 aprile, presso Città della Scienza di Napoli, si è svolta la cerimonia di premiazione della prima edizione del Premio Pietro Greco. Il riconoscimento, promosso e organizzato dalla Fondazione Gramsci in collaborazione con l’Associazione Nuova Civiltà delle Macchine APS di Forlì, l’Associazione Strisciarossa e la SISSA di Trieste – Master in Comunicazione della Scienza “Franco Prattico” – nasce con l’intento di onorare la memoria di Pietro Greco (Barano d’Ischia, 20 aprile 1955 – Ischia, 18 dicembre 2020). Il bando è rivolto a tesi di laurea magistrale e di dottorato dedicate alla comunicazione scientifica, alla storia della scienza e alle implicazioni filosofiche, sociali e politiche della ricerca scientifica.

Come si può notare già da queste prime righe, ricorre spesso la parola “scienza”, insieme ai suoi derivati. Non potrebbe essere altrimenti: un premio dedicato a Pietro Greco è innanzitutto un’occasione per ricordare un giornalista che è stato tra i più autorevoli comunicatori scientifici in Italia. I nostri lettori lo sanno bene, dato che noi di “.eco” abbiamo avuto la fortuna di averlo più volte tra i nostri collaboratori. Greco, però, non era soltanto un divulgatore: era anche uno scienziato. E questo rendeva il suo lavoro ancora più solido e credibile, perché alla capacità di raccontare univa una profonda conoscenza diretta dei temi trattati. In altre parole, nel comunicare era davvero una persona informata dei fatti.

Dove faceva comunicazione? Ovunque: parlando e scrivendo. Come ha ricordato Francesco Giasi, direttore della Fondazione Gramsci, durante l’incontro a Città della Scienza, Antonio Gramsci lamentava già a suo tempo la scarsa attenzione delle riviste italiane verso gli scrittori di scienza. Una situazione che, ancora oggi, non sembra essere cambiata in modo significativo.

Un primo segnale in controtendenza arrivò nel 1987, quando L’Unità decise di dedicare alla scienza una pagina quotidiana. In quello spazio comparve spesso la firma di Pietro Greco, che tuttavia non accettò mai di essere assunto stabilmente dal giornale, preferendo mantenere intatta la propria indipendenza. Una libertà che ha dato vita a una produzione straordinaria di scritti — tra saggi, articoli e libri — così ampia da rendere ancora oggi impegnativa la ricostruzione completa della sua bibliografia, alla quale stanno lavorando Maria Enrica Danubio e Cristiana Pulcinelli.

Il premio a suo nome

Quest’anno il premio era riservato a tesi di laurea magistrale e di dottorato dedicate alla comunicazione scientifica, alla storia della scienza e ai risvolti filosofici, sociali e politici della ricerca scientifica.

Sono stati ben trentaquattro gli elaborati presentati. Tra questi, la giuria — presieduta da Telmo Pievani e composta da Bruno Arpaia, Francesca Buoninconti, Elena Gagliasso e Lucia Votano — ha scelto all’unanimità di premiare la tesi di dottorato di Giovanni Fava, Verso una geologia trascendentale. Una cartografia del dibattito sull’Antropocene, discussa presso il corso di dottorato in Filosofia e Scienze dell’Educazione (Ciclo XXXVII) dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Al premio si sono affiancate anche due menzioni speciali: una alla tesi di dottorato di Camilla Sclocco, Epistemology and philosophy of praxis, sostenuta presso l’École normale supérieure de Lyon; l’altra alla tesi di laurea magistrale di Maria Giulia Andretta, Il caso Oppenheimer. Dal Progetto Manhattan alla revoca del nullaosta di sicurezza, discussa all’Università di Bologna.

Tra i trentaquattro giovani autori, più di qualcuno, al momento di decidere se partecipare al bando della Fondazione Gramsci, si sarà forse chiesto: “Pietro Greco, chi era costui?”. Ora lo sa. E, indipendentemente dall’esito del concorso, ha comunque ottenuto un risultato prezioso: un significativo arricchimento personale.

E così sarà anche negli anni a venire, a cominciare dal prossimo. Il bando per la seconda edizione del premio sarà infatti pubblicato il 15 giugno 2026, mentre le candidature dovranno essere inviate all’indirizzo di posta [email protected] entro il 31 ottobre 2026.

Esplora il sito per scoprirne di più.

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UGO LEONE
UGO LEONE
Già professore ordinario di politica dell'ambiente presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Napoli "Federico II". I suoi interessi scientifici e i contenuti delle sue pubblicazioni sono incentrati prevalentemente sui problemi dell'ambiente e del Mezzogiorno. E' autore di numerosi volumi e editorialista dell'edizione napoletana del quotidiano "la Repubblica". Per molti anni è stato presidente del Parco nazionale de Vesuvio.