Da von Humboldt al XX secolo, i pionieri dell’ecologia

Anticipazioni. Partendo da von Humboldt, fino all’era dell’ecologia, un viaggio attraente, bello e documentato attraverso figure di scienziati, studiosi e artisti, di politici, giuristi e attivisti che hanno diffuso concetti e teorie o promosso iniziativa pionieristiche di grande qualità. Ne parla Ugo Leone sul numero di dicembre 2023 di “.eco”, recensendo il bel libro di Fabienne Charlotte Vallino sui pionieri del pensiero del nostro tempo.

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Altra professoressa, altra lettera. Altri tempi. Su “.eco” di dicembre 2023

Anticipazioni dal numero di dicembre 2023 di “.eco”. Tra gli articoli dell’ultimo numero del 2023, che chiude anche un anno ricco di anniversari (don Milani, Calvino, Scotellaro, Manzoni, Pascal, le Quattro giornate di Napoli, la deportazione degli ebrei romani e via elencando), c’è la lettera di Ugo Leone a una professoressa. Molte cose sono cambiate da quando i ragazzi della scuola di Barbiana guidati da don Lorenzo Milani scrissero la famosa “Lettera a una professoressa”, ma oggi – scrive Leone – è ancora tempo delle scelte “contro i classisti, la fame, l’analfabetismo, il razzismo, le guerre coloniali”.

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Altra professoressa, altra lettera. Altri tempi

Se molte cose sono cambiate da quando i ragazzi della scuola di Barbiana guidati da don Lorenzo Milani scrissero la famosa “Lettera a una professoressa”, è ancora oggi tempo delle scelte “contro i classisti, la fame, l’analfabetismo, il razzismo, le guerre coloniali”. E oggi don Lorenzo e i suoi ragazzi aggiungerebbero il rischio di estinzione dell’umanità, le guerre per il petrolio; la popolazione raddoppiata, che soprattutto in Africa si continua a morire di fame; l’AIDS come si prende e come si può prevenire; l’inquinamento di tutto quello che natura e padreterno ci hanno dato di pulito; il clima. Perché, come dice papa Francesco, “Andare a scuola significa aprire la mente e il cuore alla realtà”.

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Domenico De Masi: innovative teorie sociologiche, impegno politico e culturale

Anche la presidenza di un parco (il Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano) nella vita piena e creativa del grande sociologo scomparso il 9 settembre 2023, molisano di origine e napoletano di adozione. Rapporti intensi che arrivavano fino al Brasile, frequentazioni con Adriano Olivetti e con gli intellettuali riuniti nella rivista “Nord e Sud” diretta da Francesco Compagna, gli studi sugli operai dell’Italsider di Bagnoli, gli appuntamenti nell’amata Ravello. Domenico De Masi nel ricordo di chi gli è stato amico per oltre 50 anni. E il PNRR analizzato da De Masi in un articolo per “.eco”.

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Il Mezzogiorno stretto tra due emergenze: economica e ambientale

Una via meridionalistica alla politica dell’ambiente, perché il Sud è stato “pensato” da altri ed è ora di ridare al Sud l’antica dignità di “soggetto del pensiero”. Un Mezzogiorno dissestato, ballerino, infuocato, che è anche e soprattutto montagna e collina, che crolla o può crollare a ogni scossa di terremoto e può franare o affogare dopo ogni pioggia più abbondante, patisce inoltre l’inquinamento delle acque, dell’aria, del suolo.

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Repetita non iuvant: la rabbia per l’ennesima alluvione frutto degli ennesimi errori

Quanto accaduto in Emilia-Romagna può segnare un punto di svolta. Ma per rimuovere le cause dei disastri occorre la democrazia partecipata, in assenza della quale si continuerà in costosi rattoppi anziché in spese di investimento capaci di prevenire i disastri.

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Nessuna pena di morte, nemmeno per gli orsi

Non ha senso uccidere l’orsa JJ4. Se un essere umano e, in quanto tale, pensante – indipendentemente dal come e che cosa pensa – ne uccide un altro la pena da infliggergli è costituita da anni di carcere e arriva sino all’ergastolo (fortunatamente in Italia non esiste la pena di morte). Nel rapporto tra animali umani e animali non umani e non pensanti non possiamo usare due pesi e due misure. Come nessuno dovrebbe entrare in casa d’altri senza chiedere permesso.

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Ponte sullo Stretto? Le priorità del Sud sono altre

Non di ponti ha bisogno il Sud (territorio dissestato e sismico che perde abitanti), ma di scuole, ospedali, infrastrutture, acquedotti, rilancio delle sempre più trascurate aree naturali protette, climatizzazione e riduzione dei consumi energetici in genere, con il ricorso massiccio al fotovoltaico.

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Giorgio Ruffolo, o lo sviluppo della coscienza

Un ricordo di Giorgio Ruffolo (1926-2023) di chi è stato suo collega. Ministro dell’ambiente in tre governi, Ruffolo spiccò per competenza e capacità in un ministero in cui sono passati molti Attila.

Saggista acuto e fine economista, tra i suoi libri, Lo sviluppo dei limiti e Il capitalismo ha i secoli contati, un lasso di tempo molto piccolo, ma che potrebbe non bastare a salvare l’umanità dalla catastrofe.

Alla morsa dell’insostenibilità dobbiamo sottrarci molto prima.

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Poca prevenzione e troppi armamenti. Turchia e Siria in ginocchio per un sisma devastante

Come ricordano i sismologi, non è il terremoto che fa vittime, ma la casa che crolla. Con i terremoti si può convivere, ad esempio investendo in interventi di ingegneria antisismica i molti soldi spesi in armamenti. E oggi non si starebbe a scavare tra le macerie di palazzi mal costruiti caduti come fuscelli.

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«È successa Casamicciola!». Come eventi naturali si trasformano in calamità e le calamità in tragedie

Tragedia di Ischia. Di fronte al ripetersi di eventi tragici bisogna parlare e ricordare per individuare le cause naturali e le responsabilità umane e indicare come le une e le altre si incrociano e si sovrappongono trasformando eventi naturali in calamità e le calamità in tragedie.

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Osservare i luoghi lasciando parlare le immagini

Foto che parlano da sole, in qualche modo con uno sguardo ironico, e che colgono il rapporto di amore e odio che spesso accomuna le persone che vivono in provincia. Il bel libro fotografico di Marco Barbieri.

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Se i morti sono tanti, i profitti aumentano

La guerra è una catastrofe, ma non per tutti: c’è chi può guadagnarci. Come ha scritto più di venti anni fa Mike Davis, “le catastrofi naturali sono occasioni ghiotte per i superprofitti del capitale, meglio se corredati da un alto numero di morti”. Ogni anno si verificano nel mondo tra 350 e 500 catastrofi, che per la maggior parte ricevono poca attenzione.

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Scienza e questione ambientale. Parlare di conoscenza ricordando Pietro Greco

«Enrico lo ricordo soprattutto, ma non è poco, per Austerità occasione per trasformare l’Italia». L’intervento di Ugo Leone a Berlingueriana, l’interessante convegno di Napoli (2-4 giugno, Circolo ILVA Bagnoli) organizzato dalla rivista “Infiniti mondi” nel centenario della nascita di Enrico Berlinguer, che ha riscoperto le intuizioni “ambientaliste” del segretario del PCI.

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Ambiente in Costituzione: una conquista, ora la sfida di promuoverlo

L’inserimento della parola ambiente (e di “biodiversità”, “ecosistemi”, “animali”) in due articoli della nostra Carta fondamentale pone fine, si spera, a decenni in cui la sua assenza è stata interpretata come tacita autorizzazione a farne libero e autonomo uso e consumo. Ignorando che l’ambiente è un bene comune. Ora tocca alle leggi e alla Corte costituzionale darvi attuazione.

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Italia a secco: acqua, risparmio e lotta agli sprechi, agire in fretta

Carlo Petrini su “La Stampa” del 31 gennaio ha lanciato un allarme (“Italia a secco”) sul rischio che, come avvertivano le Nazioni Unite l’anno scorso, la crisi idrica possa diventare come “la prossima pandemia mondiale per la quale non esistono vaccini”. Bisogna agire in fretta perché il mutamento climatico incombe.

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Quelle stragi che sono sempre “annunciate”

Morti e distruzione fisica a Ravanusa nell’Agrigentino per lo scoppio delle condutture del gas. “Strage annunciata” i titoli dei giornali. Ormai sono poche le catastrofi che, dopo averne catalogato morti e danni materiali, non vengono definite “annunciate”. Cosa dobbiamo imparare dalla tragedia di Ravanusa e tante altre ricorrenti tragedie.

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Dove mettere a dimora alberi, un punto interrogativo

Mille miliardi di alberi (la metà di quelli tagliati in 200 anni): una misura doverosa che fa bene al clima e all’ambiente. Il posto? In sostituzione di usi nocivi del territorio, ad esempio quelli per la dieta carnea, ma c’è pascolo e pascolo e occorre precisare.

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Greta, Vanessa e le altre. Dopo 50 anni di bla bla bla è il tempo di agire sul clima

Le cinque giornate di Milano e i decenni persi in bla bla bla inconcludenti. I giovani, da cui le precedenti generazioni hanno in prestito la Terra, chiedono conto ai governanti (e a chi li ha eletti) dei fallimenti e dei ritardi nel cambiamento di rotta necessario a salvare l’umanità dall’estinzione.

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