Sulla soglia dell’apocalisse: la lotta umana per un mondo libero dal terrore nucleare

Nel contesto attuale, l’umanità è tenuta in ostaggio dai potenti del mondo, con soli 90 secondi separandoci dal crinale nucleare secondo l’orologio dell’apocalisse atomica. Questa minaccia, simboleggiata dal conflitto tra bene e male, mette in pericolo non solo la nostra esistenza, ma anche la nostra unicità nell’universo. È nostro dovere lottare come attivisti ecopacifisti per un mondo libero dall’incubo nucleare e preservare la storia umana per le generazioni future.

L’orlo dell’abisso

Attualmente, i potenti del mondo, i signori della guerra, tengono l’intera umanità, senza distinzioni, in ostaggio con una manciata di secondi che ci separano dal crinale cruciale del baratro nucleare. Usando metafore bibliche, ci troviamo sospesi sull’orlo dell’Armageddon, dell’apocalisse, dell’olocausto atomico.

L’orologio dell’apocalisse atomica

Non passa giorno senza che il presidente ucraino, quello russo e quello degli Stati Uniti lancino proclami di minaccia sulla catastrofe globale, con posizioni fissate in modo paranoico e psicotico riguardo all’uso nucleare, basate su dettami di deterrenza schizoide tra le superpotenze, circa la fine di tutto, cioè l’estinzione, o peggio, l’annientamento dell’intera umanità, del genere umano, insieme alle specie animali e vegetali.

Così si chiude il destino del nostro pianeta, abitato dai discendenti delle stelle, nell’era planetaria terrestre secondo il gruppo di scienziati contro il nucleare, che presiede un’importante istituzione planetaria chiamata Doomsday Clock, ovvero l’orologio dell’apocalisse atomica.

Questo orologio scientifico ormai segna 90 secondi che ci separano dalla mezzanotte nucleare.

La minaccia nucleare e il diritto alla felicità

Un tempo mai registrato dopo Hiroshima e Nagasaki. Un tempo mai registrato in piena guerra fredda durante la congiuntura salvifica di Kennedy, Krusciov e Papa Giovanni XXIII, in cui si registravano sei minuti dalla mezzanotte atomica. Nel complesso possiamo dire che l’umanità intera ormai ha perso il diritto alla felicità; perché il genere umano ha il diritto e il dovere di vivere senza il terrore della scissione nucleare, di vivere felice, senza  l’incubo nucleare, senza il rischio dell’ecatombe atomica e dell’escalation dell’atomo. L’ONU dovrebbe applicare il diritto alla pace che è già suggellato nel diritto internazionale e incardinato in esso con i documenti e i trattati internazionali come l’accordo TPAN/TPNW, per l’abolizione delle armi nucleari, le carte della terra, le cop per il clima, la dichiarazione universale dei diritti umani.

Il conflitto tra bene e male

Insomma è il caso di dire proprio il bene contro il male.

Un male che l’uomo ha costruito con le sue stesse mani, con la scienza maldestramente utilizzata, con le regole della fisica distorte.

Il male della catastrofe.

Nella catastrofe che implica la distruzione dell’umanità e il suo annientamento.

La scomparsa della cultura, della storia e della presenza umana nell’universo è un pensiero che ci avvicina alla grande astrofisica Margherita Hack. Potremmo essere l’unica specie pensante e razionale in questo vasto universo, formato da innumerevoli galassie e costellazioni, nato dal maestoso e incommensurabile Big Bang, il principio di tutto.

La responsabilità di preservare l’umanità

Il potere nucleare minaccia di distruggere questa meraviglia, l’essere umano e il suo sogno, un microcosmo nel cosmo, chiamato cosmo in termini laici, un ordine predefinito dalla casualità ancestrale e cadenzato dai movimenti planetari, dalla ciclicità degli astri e dall’astrofisica delle galassie di costellazioni. Noi esseri umani, così piccoli e insignificanti in questo vasto spazio, faticano persino a riconoscere e accettare la possibile presenza di altre entità extraterrestri pensanti e razionali, simili a noi.

Il grande errore, il peccato capitale, il sacrificio immenso e il brutale sacrilegio consistono nella distruzione di questo minuscolo “pulviscolo”, l’umanità intera, portatore di saggezza, conoscenza e storia nei registri del passato, del tempo trascorso, delle ere glaciali e delle fasi dell’evoluzione umana e terrestre.

L’umanità e la sua unicità nell’universo

L’umanità, con tutte le sue contraddizioni, incluse le guerre, i massacri, le stragi e i conflitti armati che hanno segnato la storia, rappresenta un valore intrinseco di saggezza e di intelligenza, una presenza intellettiva che si estende a livello planetario nell’universo. Possediamo la capacità di ragionare, pensare e sognare.

L’umanità è un valore troppo grande per essere cancellato dai racconti di ogni epoca e dalle storie delle varie stratosfere stellari. I 90 secondi che ci separano dalla mezzanotte nucleare susciterebbero orrore in scienziati come Einstein e Russell, così come negli intellettuali come Carlo Cassola. Quest’ultimo, con il suo saggio rivoluzionario intitolato “La rivoluzione disarmista”, aveva previsto un periodo minimo di esistenza e sopravvivenza per l’umanità dopo l’anno 2000.

Cassola, per la sua chiara presa di posizione contro il nucleare e le armi atomiche, è stato costantemente criticato e ostracizzato dall’establishment dell’epoca, specialmente negli anni settanta del Novecento, a causa delle sue convinzioni e del suo pensiero giusto. Si racconta che il peso insopportabile di pensare alla morte, all’estinzione dell’umanità per mano dell’uomo tramite l’arma nucleare, abbia portato Cassola a morire a causa di un decadimento cognitivo cerebrale, come se il suo cervello non fosse in grado di sopportare un dolore così immane.

Dobbiamo chiederci se ci sarà qualcosa di noi, del nostro ricordo, delle esistenze passate e della storia umana, che rimarrà per i nostri figli, nipoti, pronipoti e antenati. Ci sarà almeno una traccia della nostra vita e della nostra esistenza nell’intero universo?

È nostro dovere impegnarci con tutte le nostre forze e con costante impegno come attivisti ecopacifisti per la pace planetaria, continuando a denunciare senza sosta la nostra attuale condizione di guerra e barbarie. Dobbiamo utilizzare ogni mezzo a nostra disposizione, inclusi gli articoli che scriviamo nelle riviste, per gridare attraverso le parole scritte che abbiamo il diritto e il dovere di vivere in un mondo e su una Terra liberi dall’incubo nucleare. La felicità di un mondo libero da questa minaccia dovrebbe essere un nostro diritto fondamentale e un obiettivo che perseguiremo con determinazione e costanza.

Scrive per noi

Laura Tussi
Laura Tussi, docente, giornalista e scrittrice, si occupa di pedagogia nonviolenta e interculturale. Ha conseguito cinque lauree specialistiche in formazione degli adulti e consulenza pedagogica nell'ambito delle scienze della formazione e dell'educazione. Coordinamento Campagna Internazionale ICAN - Premio Nobel per la Pace 2017 per il disarmo nucleare universale, fa parte dei Disarmisti Esigenti, gruppo membro della rete mondiale e premio Nobel per la pace ICAN.

Laura Tussi

Laura Tussi, docente, giornalista e scrittrice, si occupa di pedagogia nonviolenta e interculturale. Ha conseguito cinque lauree specialistiche in formazione degli adulti e consulenza pedagogica nell'ambito delle scienze della formazione e dell'educazione. Coordinamento Campagna Internazionale ICAN - Premio Nobel per la Pace 2017 per il disarmo nucleare universale, fa parte dei Disarmisti Esigenti, gruppo membro della rete mondiale e premio Nobel per la pace ICAN.

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