Skip to main content

Un documentario che offre una nuova prospettiva sulla vita e sul suo Fragile Equilibrio

| Alice Bona

Tempo di lettura: 2 minuti

Un documentario che offre una nuova prospettiva sulla vita e sul suo Fragile Equilibrio
La serata di giovedì 18 dicembre ci ha trasportati in diverse parti del globo per raccontarci tre storie che hanno saputo aprirci gli occhi su un’unica realtà: la società contemporanea compra il nostro tempo e la nostra felicità, spacciandosi per la più giusta e ideale. E noi? Ci caschiamo.

Vincitore del Premio del Pubblico al Festival CinemAmbiente 2017, Fragile Equilibrio è il documentario di Guillermo García López, proiettato presso Comala giovedì 18 dicembre, in occasione di una serata del progetto Il Cinema Ambientale: quando le immagini raccontano la Terra.

L’iniziativa è stata promossa dall’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro – WEEC Network ETS e dal suo progetto Casa dell’Ambiente, in collaborazione con CinemAmbiente e AIACE e con il sostegno dell’Otto per Mille Valdese.

L’obiettivo del progetto è utilizzare il cinema come spazio di dialogo, confronto e riflessione sui temi della sostenibilità e sull’impatto delle nostre scelte quotidiane.

Di cosa parla il documentario?

Guidati dalla voce narrante di José Mujica, ex presidente dell’Uruguay scomparso proprio quest’anno, attraversiamo tre storie apparentemente lontane, ma accomunate da una profonda sofferenza intrinseca.

Famiglie spagnole costrette ad abbandonare la propria casa a causa della recessione data dalla speculazione immobiliare; impiegati giapponesi ridotti a ingranaggi di un sistema capitalista disumanizzante; migranti subsahariani che rischiano la vita nella speranza di un futuro oltre il confine. Tre contesti socioculturali differenti che non rappresentano eccezioni, ma sono un campione della realtà che ci circonda, esempi della sempre più dilagante condizione di marciume e degrado di cui è colma la nostra società.

Che cosa rimane al singolo individuo, spogliato del suo tempo, della sua felicità e della sua libertà?
È questa la domanda che attraversa tutto Fragile Equilibrio.

Mujica ci invita a non perdere la nostra umanità, a ritrovare i valori essenziali, a interrogarci sul significato profondo della vita. Lo fa con il suo stile disarmante e diretto, arrivando nel finale a ironizzare sulle proprie stesse parole: dopotutto – come dice lui stesso – è solo un vecchio ciarlatano. Non dovremmo ascoltarlo.

Un invito che il documentario finge di ridimensionare, ma che in realtà consegna allo spettatore con forza: non smettere di ascoltare, non smettere di interrogarti. Perché l’equilibrio che crediamo stabile o che diamo per scontato è, in fondo, molto più fragile di quanto immaginiamo.

Scrive per noi

Alice Bona
Alice Bona
Alice Bona è laureata in Traduzione Specialistica e Interpretazione di Conferenza ed è da sempre appassionata di letteratura e sostenibilità. Nel 2025 ha preso parte al Forum IFWY x Debate Korea presso la sede ONU di Ginevra per discutere, insieme ad altri giovani europei, temi legati a un futuro sostenibile, presentando un progetto sotto la categoria "Social Justice and Equality".