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30 anni fa la morte di Alexander Langer

| Aurelio Angelini

Tempo di lettura: 4 minuti

30 anni fa la morte di Alexander Langer
Le sfide di oggi dell’ambientalismo attraverso il pensiero di Alexander Langer, cui si deve l’idea della conversione ecologica, che investe le dimensioni cognitive, emotive e comportamentali e fa dell’educazione ambientale una pratica di liberazione. Per Langer, l’etica ambientale, infatti, non può prescindere dalla giustizia sociale e dalla democrazia partecipativa.

È ricorso quest’anno (per la precisione, il 3 luglio) il trentesimo anniversario della morte di Ales Langer, che si tolse la vita presso Firenze nel 1995, forse per la delusione (dopo tante battaglie per la convivenza interetnica e per la pace nei Balcani dopo la disgregazione della Jugoslavia). Molti gli articoli usciti per l’occasione, molti i libri vecchi e nuovi su di lui. Arrivato all’ecologia e all’idea di una “conversione ecologica” (concetto ripreso anche da papa Francesco), come altri, dalla militanza in Lotta continua, Langer rappresenta tuttora una fonte di ispirazione per chi spera in una utopia concreta fatta di nonviolenza, condivisione, equità. Nato nel 1946 in una famiglia di lingua tedesca a Vipiteno, scelse di studiare in un liceo italiano e promosse fin da giovane il rifiuto di appartenenze etniche esclusive. La sua esperienza in una terra di confine influenzò profondamente il suo pensiero. Costruttore di ponti, saltatore di muri, esploratore di frontiere, «Sapeva – ha scritto tra l’altro Franco Lorenzoni in un lungo articolo uscito il 1° luglio su “Internazionale” – che non esiste un’unica Storia con la S maiuscola, capace di comprendere le tante storie minuscole che abitano regioni vicine e lontane. La sua capacità di abbracciare, mettere a confronto e tenere presenti punti di vista diversi costituiva il suo modo di avvicinarsi alle persone e alle cose del mondo, insieme a una passione per la precisione dei dettagli e per le lingue». La maggior parte dei testi di e su Langer è reperibile sul sito della fondazione a lui dedicata (alexanderlanger.org). Su Raiplay è possibile rivedere un servizio di 50 minuti (“Alexander Langer: l’utopia concreta”). Ricordiamo qui l’importanza del pensiero di Alex Langer con un articolo di Aurelio Angelini.

(Nell’immagine di apertura, Alex Langer – archivio Fondazione Alexander Langer)

La fondazione dei Verdi italiani nel 1986, insieme a Massimo Scalia, Gianni Mattioli e altri intellettuali, rappresenta un momento di rottura paradigmatica nel panorama politico italiano. Langer contribuisce alla definizione dell’identità del movimento attraverso l’elaborazione di una piattaforma che integra la questione ambientale con quella sociale, anticipando di decenni il concetto di “giustizia climatica”.

La specificità del contributo langeriano, oggi ancor più attuale, consiste nell’aver teorizzato una “conversione ecologica” non limitata agli aspetti tecnico-scientifici, ma estesa alle dimensioni antropologiche e culturali della crisi ambientale. La formula “unire con i ponti” sintetizza una filosofia politica che privilegia la mediazione culturale alla contrapposizione ideologica e alle armi. Langer concepisce la politica ecologista come pratica di riconciliazione tra comunità diverse, superando i nazionalismi attraverso il riconoscimento delle identità plurali.

Mantiene una straordinaria attualità il pensiero filosofico di Langer caratterizzato per una critica radicale dell’antropocentrismo, inteso come paradigma che subordina la natura ai fini umani. La sua concezione si avvicina a quella elaborata da Aldo Leopold nell'”Etica della terra” (1949), ma se ne distingue per l’attenzione alle dinamiche sociopolitiche concrete. Per Langer, l’etica ambientale non può prescindere dalla giustizia sociale e dalla democrazia partecipativa.

Intuizioni originali e rivoluzionarie

Una delle intuizioni più originali e rivoluzionarie del pensiero langeriano è l’elaborazione della “lentezza” come categoria politica. In contrapposizione all’accelerazione tecnologica e alla competizione economica globale, Langer propone un modello di sviluppo basato sui “tempi naturali” e sulla qualità delle relazioni sociali. La lentezza diventa così metafora di una politica che privilegia la deliberazione democratica alla decisione tecnocratica.

L’esperienza sudtirolese fornisce a Langer gli elementi per elaborare una teoria del multiculturalismo che anticipa molti dibattiti contemporanei. Il suo modello si basa sul principio della “doppia appartenenza” culturale e sul federalismo sussidiario, intesi come strumenti per gestire la diversità senza omogeneizzazione forzata. In sostanza, pensare come cittadini del mondo per condividere la Terra.

La critica del capitalismo iperliberista e alternative sistemiche sono un caposaldo del pensiero di Alex. La globalizzazione neoliberista degli ultimi decenni ha confermato molte delle previsioni langeriane sulla insostenibilità del modello di sviluppo basato sulla crescita illimitata. Il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità, l’aumento delle disuguaglianze sociali rappresentano l’esito sistemico di un paradigma economico che subordina ogni valore alla massimizzazione del profitto.

Una trasformazione antropologica

L’ecologismo contemporaneo, ispirandosi alla lezione langeriana, ha elaborato proposte alternative che spaziano dalla “decrescita felice” di Serge Latouche alla “economia ciambella” di Kate Raworth, dall'”economia del bene comune” di Christian Felber al “Green New Deal” proposto da Alexandria Ocasio-Cortez negli Stati Uniti.

Il concetto langeriano di “conversione ecologica” implica una trasformazione antropologica che investe le dimensioni cognitive, emotive e comportamentali. In questo senso, l’educazione ambientale diventa pratica di liberazione dalle dipendenze consumistiche, recuperando la dimensione contemplativa e relazionale dell’esistenza umana.

La lezione langeriana rimane attuale nella misura in cui offre strumenti concettuali che evitino sia il riduzionismo tecnico-scientifico sia l’idealismo utopico. La politica ecologista del futuro dovrà essere capace di coniugare realismo e visionarietà, pragmatismo e profezia.

L’eredità langeriana non consiste in un sistema dottrinale chiuso, ma in un metodo di pensiero e di azione politica basato sulla mediazione culturale, sulla partecipazione democratica e sulla responsabilità intergenerazionale. In un’epoca caratterizzata dalla polarizzazione politica e dall’emergenza climatica, la lezione di Langer invita a recuperare la dimensione costruttiva della politica, capace di “unire con i ponti” invece che dividere con i muri.

La sfida dell’ecologismo contemporaneo è quella di attualizzare questa eredità, confrontandosi con le contraddizioni della società digitale e della globalizzazione neoliberista. Solo attraverso questo processo di attualizzazione critica sarà possibile realizzare quella “conversione ecologica” che Langer aveva indicato come condizione necessaria per la sopravvivenza della civiltà umana sul pianeta Terra.

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Aurelio Angelini
Aurelio Angelini
Aurelio Angelini è Ordinario di Sociologia dell’Ambiente, preside della facoltà di Scienze Umane e Sociali, Coordinatore del Dottorato Contesti, Ambienti e Stili di Vita per la Salute e il Benessere presso l’Università di Enna “Kore”. É Copresidente del Comitato Nazionale per l’Educazione alla Sostenibilità Agenda 2030 per l’UNESCO.
È codirettore della rivista Cultura della sostenibilità, della Rivista ECO l’educazione sostenibile e dell’Editorial Advisory Board di Sociology and Social Work Review. Ha diretto dossier di candidature del sito UNESCO e di Palermo Arabo-normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale. Ha diretto la redazione dei piani di Gestione dei Siti UNESCO: delle Isole Eolie, Le Città Tardo Barocche della Val Di Noto, Villa Romana del Casale, Siracusa e le Necropoli Rupestri di Pantalica, Palermo Arabo-normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale. Ha diretto i dossier di candidatura delle città di Palermo per l’iscrizione nelle rete UNESCO Learning Cities e nella Rete UNESCO The European Coalition of Cities against Racism.
Ha Contribuito alla realizzazione del Dictionary of Ecological Economics, Terms for the New Millennium con la definizione dei Seguenti lemmi: Environmental Impact Assement, Limits, Complexity Theory, Circular Economy, Circular Economy. É Autore: Il Mitico Ponte sullo Stretto di Messina; Società Sostenibile e di altre rilevanti pubblicazioni. Fa parte tra gli altri, del Comitato Scientifico della 12th WEEC (World Environmental Education Congress). Ha svolto numerosi progetti, ricerche, piani e consulenze per organismi internazionali, nazionali ed enti locali, su gestione, progettazione ambientale e culturale in tema Sostenibilità, Rifiuti, Risorse Idriche, Biodiversità e Valutazioni Ambientali.