Anche il giornalismo investigativo indaga la crisi climatica
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Nella sempre affascinante cornice del Circolo dei lettori di Torino, uno spazio pubblico dedicato alla lettura ed una vera e propria officina della cultura, come amano definirsi, si è svolta la decima edizione del premio Morrione. La vera novità? Si è parlato (anche) di crisi climatica.
Il concorso di giornalismo investigativo under 30 dedicato a Roberto Morrione viene da sempre considerato come un’opportunità non solo di ricordare e celebrare l’ex direttore di RaiNews24, ma soprattutto come un’opportunità per ribadire l’importanza dell’inchiesta investigativa nel panorama giornalistico italiano. Ispirati dal romanzo di Louis-Ferdinand Céline, gli organizzatori hanno scelto come titolo “Al termine della notte. La transizione nel XXI secolo”. Le domande alle quali si cercherà risposta sono: “Siamo finalmente giunti al termine della notte? Quale transizione sta attraversando il nostro secolo? E quale notte sta vivendo il giornalismo investigativo in Italia?”. A discutere del tema saranno sia 53 speaker tra giornalisti, esperti, comunicatori, accademici, rappresentanti della società civile; sia le inchieste che sono giunte alla finale del concorso. Non a caso, il vincitore decretato sabato sera è Pietro Mecarozzi con Maremma Felix, un’inchiesta sulle invisibili infiltrazioni mafiose nella maremma toscana.
Al termine della notte la sostenibilità
In un weekend carico di impegni politici con il G20 di Roma e con la COP26 a Glasgow, un intero appuntamento è stato dedicato al tema della crisi climatica. Sabato 29 ottobre, la giornalista di RaiNews24 Eva Giovannini ha moderato l’incontro “Al termine della notte: transizione ecologica, sostenibilità e sfide per l’economia.“

Tanti i temi toccati durante la discussione. Silvana Dalmazzone, dopo aver ripercorso le tappe salienti della lunga agenda di incontri che ha portato i grandi della terra a confrontarsi sulla politica climatica nel corso degli anni, ricorda come non esista transizione senza sacrifici e senza denaro. I 2mld che verranno erogati da parte dello Stato come tappo al costo energetico per il rincaro delle bollette è una misura tampone. Bisogna cercare soluzioni drastiche: uno sviluppo economico diverso. Sarà doloroso, ma necessario.
Elisa Gallo ha concentrato maggiormente la sua attenzione sulla Bike Economy e sulla città di Torino. Nella quale, afferma, il 40% delle volte che si prende l’auto lo si fa per viaggiare per massimo 3 km. Non è quindi un caso che l’ARPA abbia stimato che solo nel capoluogo piemontese la causa di 900 morti all’anno sia legata all’inquinamento. Una possibile soluzione? Non considerare la strada come un solo intermezzo per andare da un punto A ad un punto B ma come luogo da vivere, con la bici.
Davide Mattiello, data la sua dedizione al sociale e alla lotta alla mafia, denuncia il riciclaggio di denaro che fin dagli anni ’90 tocca anche le energie rinnovabili. Racconta di come Totò Riina, in carcere, parlando del latitante Matteo Messina Denaro, si arrabbiasse per il suo interesse ai “pali della luce”, che sarebbe il sistema energetico eolico, invece che dedicarsi ai mafiosi in carcere. La seconda grande denuncia non può non toccare il mondo del caporalato: sono 450.000 le persone sfruttate nelle campagne. Su una cosa è certo: il caporalato è ontologicamente mafioso. È un’attività criminale di una realtà illegale. La lotta sociale è improrogabile.
Un europeismo energetico
Fervente europeista, Roberto Sommella si sofferma sull’importanza di creare un europeismo energetico come soluzione. Lo considera una grande assenza della struttura europea insieme alla mancanza di una difesa ed una politica estera comune.
Tutti concordano sul fatto che la politica debba risolvere con direttive audaci la crisi climatica, che le criticità debbano essere sollevate dal giornalismo che gioca un ruolo essenziale e che, infine, la lotta sociale sia indispensabile.
«L’ambientalismo senza lotta sociale è giardinaggio.»
Chico Mendes
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- Carola Speranza
- Dopo aver conseguito la doppia laurea triennale nel dipartimento di Lettere moderne all’Università degli studi di Torino e Université Savoie Mont-Blanc, ottiene la laurea magistrale binazionale in Filologia moderna all’Università Sapienza di Roma e Sorbonne Université di Parigi. È fondatrice e autrice del blog “Grandi Storielle”.
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