La natura non condona. Soffriamo della sindrome di Phileas Fogg

L’economia mondiale sta bruciando le residue risorse della biosfera, di biocapacità e di risorse non rinnovabili, per tenere in piedi un sistema basato sulla produzione e il consumo di massa e sullo sfruttamento incontrollato della natura e del lavoro umano. Incendi, consumo di suolo, via libera ai combustili fossili e in generale a una crescita insostenibile e incontrollata sono aspetti di una “sindrome di Phileas Fogg”: sfruttiamo tutto il possibile, come il protagonista de “Il giro del mondo in 80 giorni” di Verne fece bruciare ogni cosa sul piroscafo che lo riportava in Inghilterra, pur di arrivare e vincere la sua scommessa. Ma la natura non condona e non perdona

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Acqua dall’atmosfera: il sole, il più grande distillatore esistente

La quantità d’acqua presente in forma permanente nell’atmosfera è molto grande, circa 13.000 miliardi di metri cubi. Che ad esempio la notte possono condensarsi in gocce: sono le “fontane di rugiada”. Ci sono 51 grammi d’acqua per metro cubo se la temperatura è di 40 gradi e se questa scende di notte a 10 gradi possono condensarsene fino a 40 grammi. Ci sarebbe molto da fare per mettere l’umidità atmosferica al servizio dei paesi aridi, cioè di mezza umanità

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Due metri. Di mare in più

Che cosa succederebbe se un giorno il livello dei mari aumentasse di due metri? Ci sono 30 milioni di chilometri cubi di acqua allo stato solido, immobilizzata nelle zone polari e nelle montagne, pronti a fondersi. Ma anche il sollevamento del livello del mare di poche decine di centimetri provocherebbe danni elevatissimi. Preoccuparsi oggi e guardare “lontano”

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L’interfaccia che stiamo perdendo

È quella fra mare e terra, la costa, ed è uno dei più straordinari ecosistemi, patrimonio di biodiversità, raccontata anche da Rachel Carson in un libro inedito in Italia. L’erosione, provocata soprattutto dalla mano umana e dalle politiche di privatizzazione, la sta però distruggendo a ritmi preoccupanti

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Si è aperta la campagna nazionale di educazione alla sostenibilità

L’evento di apertura è stato trasmesso in diretta sulla pagina Facebook di .eco – Rete WEEC Italia. Tema per l’anno 2017-2018: “Cambiamenti climatici e migrazioni”.

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Fake news?

In realtà c’è poco da ridere: di fronte all’intensificarsi degli eventi estremi del clima non bisogna né assuefarsi né rassegnarsi

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Trump e i negazionisti

Sono trascorsi quasi due anni dagli “accordi” di Parigi sui mutamenti climatici, ma nulla lascia intendere e sperare che si vada avanti lungo la strada disegnata in quegli incontri. Profetici i versi del librettista della Traviata

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Siccità: acquedotti colabrodo e altre insipienze

In Italia si lavora solo sull’emergenza, senza una azione lungimirante di prevenzione.
Non aspettare le “vacche magre”: lo spiegava già Giuseppe interpretando i sogni del Faraone, migliaia di anni fa
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Clima: il Mediterraneo area ad alto rischio

Acqua, ecosistemi, salute, sicurezza alimentare e conflitti sociali e politici: i cinque cambiamenti che investono il mondo, con il Mediterraneo – seconda area del pianeta per biodiversità – particolarmente esposto

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Politiche della libertà finita

Antropocene, crescono attenzione e dibattito. Un numero speciale di Culture della sostenibilità, un convegno a Ecomondo.
Intervista a Mariaenrica Giannuzzi sul tema dell’Antropocene. È dedicato al dibattito sull’Antropocene il numero del secondo semestre 2016 di Culture della sostenibilità, che sarà presentato a Rimini in occasione dell’appuntamento internazionale di Ecomondo sulla green economy e l’innovazione il prossimo 8 novembre. Anticipiamo qui alcuni temi del dibattito con una intervista di Tiziana Carena a Mariaenrica Giannuzzi.
 
 
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Clima e informazione ambientale

Verso un’informazione ambientale completa, tempestiva e continuativa Lunedì 23 novembre ore 14,30 – Casa dell’ambiente, corso Moncalieri 18 – Torino

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Ambiente in TV: è un successo la trasmissione di Luca Mercalli

Il 7 marzo un milione e 200 mila spettatori. La trasmissione RAI ScalaMercalli sale di share alla seconda puntata: batte

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