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Evento lancio per il Patto Climatico Europeo: coinvolgere i cittadini per creare un’Europa più verde

| Redazione

Tempo di lettura: 7 minuti

Evento lancio per il Patto Climatico Europeo: coinvolgere i cittadini per creare un’Europa più verde

Il 16 dicembre 2020 si è svolto il lancio del Patto Climatico Europeo. Diventa anche tu ambasciatore per il clima!

L’Europa ha bisogno di una nuova strategia per la crescita che trasformi l’Unione in un’economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva in cui:

  • nel 2050 non siano più generate emissioni nette di gas a effetto serra;
  • la crescita economica sia dissociata dall’uso delle risorse;
  • nessuna persona e nessun luogo sia trascurato.

Un anno dopo la presentazione del Green Deal europeo, il 16 dicembre 2020 si è svolto il lancio dell’European Climate Pact, un evento virtuale volto a coinvolgere pubblico e stakeholders nella lotta ai cambiamenti climatici e nella creazione di società sensibili al tema.

Il vicepresidente della Commissione Europea Frans Timmermans, responsabile del Green Deal Europeo, durante l’evento ha dichiarato:

“L’obiettivo del Patto Europeo per il Clima è quello di coinvolgere i cittadini ad essere attivi, perché sono parte della soluzione e non bisogna trattarli come semplici consumatori. Si può cambiare, il potere è nelle tue mani per fare qualcosa. Il Patto per il Clima consente di unire le persone e di imparare gli uni dagli altri.”

Azioni concrete per il clima

L’evento, moderato da Beatriz Rìos, si è svolto in diverse sessioni e in modo interattivo perché, grazie alla piattaforma Sli.do, il pubblico ha interagito rispondendo a domande, come “Da quale paese ti sei collegato?” e “Cosa hai fatto oggi per l’ambiente?”.

Per cominciare, una serie di interventi in stile Ted talk hanno illustrato azioni concrete per diminuire l’impatto sul clima:

  • Eric Steinberger, CEO e Co-fondatore di climate science, ha parlato di questa organizzazione non profit che crea e distribuisce risorse educative relative alle problematiche e alle soluzioni del cambiamento climatico.
  • Lo chef Massimo Bottura, fondatore di food for soul e di kitchenquarantine si impegna a contrastare lo spreco alimentare e a promuovere un sistema alimentare più etico e sostenibile.
  • Luciana Miu ha parlato dell’European youth energy network, rete di giovani dell’unione Europea che collaborano attivamente per creare soluzioni efficaci per l’efficientamento energetico.

Diventando ambasciatori per il clima i cittadini possono contribuire al Patto Europeo per il Clima

Sono state raccolte varie testimonianze di ambasciatori attivi in Europa:

  • Il vicesindaco per l’ambiente della città di Stoccolma ha dichiarato che Stoccolma sta cercando di non utilizzare combustibili fossili entro il 2040 e già più di 300 imprese hanno aderito a questo programma.
  • L’ambasciatrice ed ex assessore Francesca Dandolo ha parlato di progetti di corridoi verdi ed orti comunali a Parigi per sensibilizzare i cittadini alla protezione della biodiversità.
  • Marine Cornelis, nata a Parigi ma che ora vive a Torino, tra le città con qualità atmosferica peggiori in Europa, consiglia che puntare sul risparmio energetico sarebbe la scelta migliore per l’ambiente e per il portafoglio.
  • Fon Jannsen, dall’Olanda, è cofondatore della rete GD4Y, network per la partecipazione dei giovani nella transizione energetica all’interno del Green Deal
  • Martin Helseth dalla Norvegia, sportivo e sub, ha creato una campagna per la raccolta dei rifiuti dal mare per cui per ogni kg raccolto viene dato 1 euro. Ha in programma un documentario per sensibilizzare su questa problematica mondiale.

In seguito, Frans Timmermans ha risposto alle domande di alcuni tra i 180 ambasciatori per il clima collegati su zoom e ad alcune tra domande del pubblico, poste sempre tramite la piattaforma Sli.do.

Dalla discussione è emerso che è stata effettuata una valutazione di impatto e sono stati studiati tutti gli elementi riguardo a come possiamo ridurre le emissioni giungendo alla conclusione che se riduciamo le emissioni del 55% entro il 2030 saremo alla neutralità climatica entro il 2050.

Quando nell’analisi si dice che dovremmo fare di più, si ignora che altre parti del mondo stanno iniziando ora ad impegnarsi. Il Giappone si è impegnato a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e anche gli Stati Uniti si uniranno all’accordo di Parigi e faranno passi importanti per la neutralità. Con il Patto Climatico siamo in sintonia con gli altri Paesi rispetto ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile a livello globale. Il compito degli ambasciatori del patto climatico è quello di andare a scovare le iniziative per il clima e creare connessioni e ponti tra i diversi Paesi. Se non continuiamo a stare al di sotto dei 2 gradi le cose andranno completamente fuori controllo.

Le persone chiedono aria pulita, più piste ciclabili, trasporto pubblico sostenibile

Le città sono in prima fila, le persone chiedono aria pulita, più piste ciclabili, trasporto pubblico sostenibile e molti ambasciatori sono sindaci o amministratori locali. Ciò nonostante, bisogna istituire una maggiore comunicazione e collegamento tra città e zone rurali. L’agricoltura deve diventare un comparto sempre più sostenibile e dovremmo aiutare gli agricoltori ad effettuare una transizione verso nuove tecniche produttive. Il problema è che l’80% dei fondi della PAC vanno alle grandi aziende agroalimentari perché i piccoli agricoltori hanno paura di perdere gran parte degli introiti. Bisognerebbe quindi reindirizzare la PAC verso i più piccoli. In questo modo anche i cibi biologici saranno accessibili a tutti. Inoltre, soltanto il 30% dei fondi della PAC sono indirizzati a finanziamenti verdi e il 70% è destinato a pratiche agricole che utilizzano ancora combustibili fossili, quindi, siccome al momento non è possibile ritirare la PAC, è importante parlare con i politici a livello nazionale per modificarla e costringere con la normativa gli investitori a non investire più nei combustibili fossili dell’economia tradizionale.

In tutto ciò, i più deboli e i più poveri sono i più colpiti dalla pandemia e vanno tutelati. Non si tratta solo di coinvolgere le persone ma anche di proteggerle. Al momento solo il 30% dei fondi per il covid sono stati utilizzati per finanziare soluzioni amiche del clima ma abbiamo 4 anni per produrre progetti di alta qualità per utilizzare i fondi in maniera attenta e oculata. I governi devono dimostrare che quello che fanno per i cittadini va nella direzione giusta e la commissione avrà il compito di analizzare tutti i piani nazionali

Per coinvolgere ed ispirare 1 bilione di cittadini a ridurre la loro impronta di carbonio del 55% entro il 2030, Cristiana Figueres, ex climate chief alle Nazioni unite, e il campione di formula 1 Nico Rosberg hanno parlato dell’iniziativa europea Count us in un piano per il continente strutturato in 16 passi, dai settori dell’edilizia e della mobilità, del cibo che mangiamo e dei prodotti che acquistiamo.

L’impegno di molte organizzazioni

In seguito sono stati presentati gli impegni assunti da varie organizzazioni:

  • L’UEFA come organizzazione e guardiana del calcio, lo sport più popolare a livello mondiale, si impegna a creare una campagna televisiva di tre anni per promuovere il Green Deal europeo e stabilire un gruppo di lavoro includendo le associazioni calcistiche nazionali e altri portatori di interesse in ambito calcistico da qui all’Euro 2024 affinché sia il torneo più sostenibile e amico del clima nella storia dell’Europa.
  • Music for climate emergency si impegna a promuovere con la musica, in vista della COP 26 a Glasgow, il supporto al Green Deal europeo per raggiungere 0 emissioni entro il 2030, perché la musica non potrà risuonare in un pianeta morto.
  • Gli scout in Europa, che sono più di 2 milioni, si impegnano a promuovere il cambiamento nella comunità adottando azioni che inspirino gli altri, che istruiscano le persone e i giovani ad adottare uno stile di vita più sostenibile e a mobilitare i propri pari a lottare contro il cambiamento climatico e la tutela dell’ambiente.
  • Google si impegna a condividere le conoscenze sull’intelligenza artificiale per ridurre l’impronta climatica e a sostenere gli europei che vogliano acquisire nuove competenze affinchè tutti abbiano la possibilità di avere successo in un futuro sempre più verde ed ecologico.
  • Gen-i, dalla Slovenia è il più grande fornitore di energia del Paese. Il primo a dare il fotovoltaico ai cittadini, con impiegati che lavorano car free con un orto aziendale e una sede sostenibile. Da gennaio 2021 si impegna a fornire ai propri clienti solamente energia da fonti rinnovabili verso un futuro libero da combustibili fossili.

Condivisione delle promesse

Pekka Timonen, sindaco della città finlandese Lahti, capitale verde del 2021:

“Vogliamo fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per collegare le città, ispirarsi ed attivarsi nel Green Deal. Lahti è una vecchia città industriale che si sta trasformando verso un’economia più verde lasciandosi il passato alle spalle. Abbiamo ridotto le emissioni del 70%, non abbiamo più discariche perché il 99% dei nostri rifiuti è riciclato o riutilizzato, elettrificheremo il traffico per la prossima estate, raggiungeremo la neutralità climatica nel 2025 ed ora stiamo aprendo un centro di apprendimento delle conoscenze carbon neutral. Se lo possiamo fare noi lo possono fare tutti gli altri, ma serve il contributo di tutti i cittadini. A Lahti abbiamo coinvolto bambini e anziani e il team di hockey sul ghiaccio, lo sport più popolare in Finlandia.”

Natasa Vrapcevic, insegnante dalla Serbia:

“Credo che l’istruzione sia molto importante per sensibilizzare tutti. I bambini in tenera età possono essere dei fattori importanti di cambiamento perché è più difficile modificare le abitudini degli adulti rispetto ai bambini e, pur non avendo conoscenze specifiche, hanno idee innovative per promuovere e contribuire al cambiamento. A volte gli insegnanti non sono sufficientemente informati, quindi la cosa fondamentale sarà formare gli insegnanti a veicolare le conoscenze sui cambiamenti climatici attraverso seminari o corsi di formazione e creare ponti tra istituti e insegnanti per la condivisione di buone prassi. Ci sono diversi progetti Erasmus direttamente collegati al cambiamento climatico. Noi cercheremo di organizzare conferenze e promuovere la mobilità in questi scambi e gemellaggi con gli altri Paesi.”

Una coalizione di fondazioni

Marie-Stéphane Maradeix, direttore esecutivo della fondazione Daniel e Nina Carasso, attiva in Francia e Spagna:

“Ho avviato la coalizione filantropica per il clima che copre circa 10.000 organizzazioni filantropiche. Questa coalizione sostiene tutti i gruppi che si impegnano sull’azione climatica attraverso iniziative a livello locale. Sosteniamo progetti per la mobilità ecologica nelle zone rurali, movimenti in Europa contro la deforestazione, i combustibili fossili e promuoviamo prassi agricole sempre più sostenibili. I fondi pubblici e i fondi della commissione non sono facilmente accessibili nel nostro ambito, per cui chiediamo una PAC più verde per raggiungere il successo di queste iniziative. Ci impegniamo a contrastare il cambiamento climatico all’interno dell’Europa e al di fuori dell’Europa.”

Emanuel Heisenberg, Ecowork, Germania:

Ecowork elabora tecnologie per diventare neutri. Rinnoviamo gli edifici costruendo nuovi edifici all’esterno di quelli vecchi per permettere di produrre più energia utilizzando pannelli solari e pompe di calore. Nasciamo come startup ma abbiamo bisogno di un’industria grande come quella automobilistica che crei questo cambiamento. Potremmo fare grande profitto risparmiando le emissioni. Una grossa sfida per noi è cambiare l’industria edile e renderla più digitalizzata, ma è anche una sfida sociale perché dobbiamo convincere le persone a scegliere delle case climate friendly.”

Per maggiori informazioni su come diventare ambasciatori per il clima e presentare la vostra promessa clicca QUI.

Al termine dell’evento è stata lanciata la sfida DingDongChallenge per cominciare a fare dei piccoli passi individuali. Per partecipare vai su Instagram e condividi la tua iniziativa per un Natale più sostenibile utilizzando #DingDongEU e #GreenchallengeEU e taggando @EUinmyregion.

 

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".eco", rivista fondata nel 1989, è la voce storica non profit dell'educazione ambientale italiana. Intorno ad essa via via si è formata una costellazione di attività e strumenti per costruire e diffondere cultura ecologica e sostenibilità.